MILANO – Si è conclusa da poche ore una maratona culturale dediata ad un grande intellettuale, regista, scrittore e drammaturgo: Pier Paolo Pasolini. Era la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, cinquant’anni fa, quando l’intellettuale venne ucciso nei pressi dell’Idroscalo di Ostia, massacrato e poi investito con una automobile mentre era riverso a terra. Uno dei delitti più brutali della storia italiana, che vide come vittima un uomo il cui pensiero si rivela sempre più attuale.
La vera causa della morte di Pier Paolo Pasolini rimane sconosciuta, sebbene ci siano diverse teorie. L’ipotesi ufficiale e il racconto iniziale di Pino Pelosi, l’uomo che era con lui quella notte, è che la morte avvenne a seguito di un diverbio e di una colluttazione, che si concluse con l’aggressione e la morte del poeta. Pasolini criticava apertamente la corruzione e il potere, e aveva lavorato su opere come il romanzo “Petrolio”, che trattava di scandali economici e politici, e il film “Salò”, una feroce critica al potere. Queste attività potrebbero averlo reso un bersaglio per potenti gruppi che volevano zittirlo.
Per ricordare una figura prestigiosa della cultura italiana, molte istituzioni culturali hanno voluto rendere omaggio al poeta; nell’interland milanese, al Teatro Civico di Rho, si è appena conclusa una maratona per commemorare l’artista. Iniziato alle 17 del 1 novembre, si è chiuso, nel cuore della notte, l’evento a cura del regista Giorgio Almasio in collaborazione con Barz and Hippo per la parte di proiezioni cinematografiche. Una celebrazione laica e artistico-culturale di otto ore, per vivere insieme, ascoltare, vedere e riscoprire la voce e il pensiero di PPP. Dai libri al cinema, e ancora teatro, musica live, performance, video, canzoni, giornalismo. I bibliotecari di Rho hanno animato la maratona con “Atelier Pasolini” e contemporaneamente è stato proiettato il video “Tutto l’amore che ho” realizzato dalla Scuola dell’Infanzia “Mario Lodi e Giovanni Pascoli”.
Proiezioni di corti, video e testimonianze intervallate da performance dal vivo: l’attore Matteo Bonanni affiancato da Giacomo Prandini, allievo del Teatro dell’Armadillo, ha portato in scena “Siamo tutti in pericolo”, l’ultima intervista di PPP rilasciata a Furio Colombo poche ore prima della tragica notte del delitto. Infine la musica con “La Passione Secondo Matteo” di Johan Sebastian Bach (che PPP utilizzò nel finale del suo film “L’accattone”) e un secondo corale dedicato a Pasolini. Mentre due cantautrici Laura B e Marta De Liuvia, accompagnate dai maestri Nicola Gallo e Marco Nava, hanno presentato con una live session “Le canzoni di PPP”.
La maratona è stata curata dalla giornalista Laura Defendi che ha esplorato il pensiero di Pasolini quale giornalista e saggista, nonché un omaggio teatrale dal titolo “Le marionette” alla poesia dell’autore bolognese. In chiusura “Tu sei bello come una stella”, un cortometraggio in stop motion con la regia di Monica Giordano, fotografia di Ilenia Costantino, montaggio di Dalia Orsi.
L’Italia intellettuale ricorda, l’Italia sente e vive ancora la voce di Pier Paolo Pasolini.
Claudia Gaetani

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