ROMA – Al mondo esistono circa 7.000 specie di anfibi anuri, un ordine che comprende raganelle, rane e rospi. Secondo uno studio condotto da Julianne E. Pekny, del Dipartimento di fauna selvatica, pesca e biologia della conservazione dell’Università della California, le rane che vivono sulle vette più alte delle montagne della Sierra Nevada prestano una forte attenzione alla presenza di acqua liquida, risorsa che scarseggia tra le nevi perenni delle alture americane. Nello specifico, è emerso che i maschi appartenenti alla specie Pseudacris sierra siano molto interessati alle variazioni della temperatura dell’acqua, modulando, di conseguenza, i propri comportamenti. Le rane sono diffuse in quasi tutto il pianeta Terra, ad eccezione dell’Antartide, della Groenlandia e delle zone più fredde dell’Artico. La più alta varietà di specie si concentra, principalmente, nelle regioni tropicali. Alcune rane sembrano fatte di vetro, con pelle trasparente che consente di vedere gli organi interni. Altre sono dotate di membrane estese tra le dita per poter planare, come se avessero un paracadute, mentre si lanciano da un albero all’altro. Esistono anche tante rane velenose, colorate di blu, giallo e rosso; qualcuna di loro è pure letale.

Pseudacris sierra
Sul nostro pianeta sono presenti anche rane capaci di congelarsi, smettendo di respirare e facendo fermare il proprio cuore durante i rigidi periodi invernali. Sono tanti gli adattamenti e le caratteristiche che rendono gli anfibi anuri “unici”, ma la recente scoperta dell’Università della California, relativa agli studi sulla Pseudacris sierra, ne mette in evidenza un’abilità straordinaria: il maschio della “rana meteorologica” californiana è in grado di emettere richiami ogniqualvolta percepisca variazioni di temperatura nell’acqua in cui si trova. Dallo studio, pubblicato il 12 febbraio su Frontiers in Ecology and the Environment, è stato sottolineato come il 41% delle specie esistenti di anfibi sia a rischio estinzione. A seguito delle analisi condotte dagli scienziati, si è cercato di capire e approfondire come i “segnali sociali” della Pseudacris sierra possano essere utili per prevedere meglio quali popolazioni di anfibi riusciranno, in futuro, ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici, sebbene siano ancora necessari ulteriori accertamenti attraverso metodi di ricerca non invasivi.

Segnale dei maschi in acqua calda e fredda e relativo comportamento delle femmine
Quando il ghiaccio delle vette della Sierra Nevada si scioglie, solamente per poche settimane all’anno, le rane maschio di Pseudacris sierra iniziano a gracidare per attirare le femmine. Tuttavia, il “canto” di queste rane non è solamente un richiamo d’amore. Dagli studi è emerso che se l’acqua è ancora molto ghiacciata i maschi gracidano molto meno e con un ritmo più lento. Man mano che le pozze d’acqua si espandono, e il ghiaccio fa spazio all’acqua allo stato liquido, con l’aumento della temperatura di aria e acqua aumenta anche la frequenza di ogni gracidio al secondo. Al contrario, diminuisce invece la durata di ogni singolo richiamo dei maschi in cerca delle femmine. Insomma, il ritmo del loro richiamo diventa più serrato, le rane maschio cantano più velocemente, ma emettono versi molto più brevi.

Rapporto temperatura dell’acqua e frequenza gracidii
Non si tratta, dunque, di una semplice serenata d’amore, ma di un vero e proprio segnale che vuole annunciare il fatto che il ghiaccio si sta, finalmente, sciogliendo. In fin dei conti, si tratta di un avvertimento a dir poco utile: deporre le uova nell’acqua ancora troppo fredda potrebbe mettere a rischio l’intera nidiata dei girini.
Il bollettino meteorologico delle Pseudacris sierra è, chiaramente, uno stratagemma sviluppato nel tempo per garantire, proteggere e portare avanti la continuità e la sopravvivenza della specie. Resta solamente una domanda: quante altre specie, ancora non studiate in modo così tanto approfondito, sfruttano i loro richiami per gli accoppiamenti come veri e proprio bollettini meteorologici in modo da tutelare la continuità della specie? Non rimane che attendere le prossime scoperte scientifiche.
Alice Luceri
Nell’immagine di copertina, la Pseudacris sierra: la raganella originaria dello stato della California

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