//Pasqua sia davvero amore, pace e umiltà

Pasqua sia davvero amore, pace e umiltà

di | 2023-04-09T10:19:45+02:00 9-4-2023 7:00|Punto e Virgola|0 Commenti

“Non è sempre facile amare, ma è ancor più difficile lasciarsi amare”. Chissà chi ha scritto questa riflessione colta in uno degli opuscoli che vengono distribuiti in chiesa durante la Settimana Santa e non è nemmeno importante scoprirlo. Così come non è assolutamente necessario riferire la frase precedente ad un contesto cristiano perché è di tutta evidenza che l’affermazione è profondamente vera: amare, nella sua espressione più ampia, è compito complicato. Presuppone donazione, accettazione, umiltà, comprensione, capacità di accettare e di accettarsi, disponibilità a perdonare e a riflettere sempre sui propri comportamenti. Ma è evidente che l’insieme di tali sentimenti e stati d’animo deve animare alla stessa maniera (anzi, forse di più) anche chi vuole farsi amare: se non c’è predisposizione d’animo e psicologica, diventa praticamente impossibile.

Nell’incontro di due o più individui non è affatto scontato che scocchi la scintilla dell’amore, ma può nascere amicizia, affetto, simpatia, condivisione di intenti e di ideali: si tratta di forme differenti di empatia che alla fine spesso sfociano comunque in un tratto più o meno lungo del percorso della vita da fare insieme. Fianco a fianco, sorreggendosi a vicenda, aiutandosi reciprocamente negli inevitabili momenti di difficoltà. Magari mano nella mano e occhi negli occhi. Per instaurare un qualunque tipo di rapporto bisogna essere almeno in due, per separarsi basta e avanza solo la volontà di uno dei protagonisti. E già questa distinzione spiega come mai sia così complicato stabilire prima e fortificare poi quel sottilissimo (e talvolta fragile) filo dell’amore.

Oggi è Pasqua, una delle festività maggiormente sentite nel mondo cristiano, ma i sentimenti che animano i cattolici soprattutto in questi giorni non possono non essere condivisi da qualunque essere umano (anche ateo) che abbia normali capacità di raziocinio. Papa Francesco lo ripete da anni, anzi lo urla in ogni circostanza: pace innanzitutto visti i tristissimi tempi che corrono, e di pari passo attenzione massima verso gli ultimi, i poveri, i diseredati di ogni angolo del pianeta. E’ immaginabile non essere d’accordo?

“Di sicuro – sosteneva Madre Teresa di Calcutta – l’amore si esprime in primo luogo nello stare con qualcuno, piuttosto che nel fare qualcosa per qualcuno”. E anche questo è un passaggio che appare complicato non condividere. Fino a quando non saremo capaci nei nostri comportamenti quotidiani di avere la capacità di stare con gli altri, non avremo mai la forza di amare davvero. Magari stare vicino significa semplicemente uno sguardo, una carezza, un gesto… Soltanto, “esserci” in quei momenti (che non mancano mai, purtroppo) di solitudine, di sconforto, di pessimismo.

“Non è facile lavare i piedi a qualcuno, ma è ancor più difficile lasciarseli lavare”. Gesù a poche ore dal supplizio e dalla morte compie un gesto di umiltà totale: lava i piedi ai suoi discepoli, tra i quali c’è chi lo ha tradito e anche chi, pur tra i prediletti, lo disconoscerà per tre volte di fronte ai soldati romani. Era il servizio che esercitavano gli schiavi: lavare i piedi ai padroni o ai cittadini liberi. E’ un altro insegnamento che non si può non condividere, al di là della fede religiosa di ognuno: vivere per servire, non per essere serviti.

Sforziamoci ogni giorno di intendere la nostra vita (nella famiglia, nel lavoro e nella società) come un servizio da rendere agli altri. Non è facile, è vero, ma bisogna provarci. Sempre.

Buona domenica e Buona Pasqua.

 

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