La Scuderia Ferrari ha tolto i veli alla SF-26, la settantaduesima monoposto costruita dalla casa di Maranello, presentata sulla pista di Fiorano. Questa vettura segna l’ingresso del Cavallino in un regolamento completamente inedito per la Formula 1 che, come tale, presenta diverse incognite per tutti i costruttori. La SF-26 scenderà in pista per il tradizionale shakedown a Barcellona la prossima settimana, affidata alla coppia di piloti formata da Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Il debutto nel campionato di Formula 1 è fissato per il prossimo 8 marzo in Australia. 
Inutile dire che le aspettative sono tante dopo la deludente stagione dello scorso anno. “Bella è bellissima”, amava dire Enzo Ferrari a ogni presentazione di una nuova macchina, a questo punto, però, sarebbe più opportuno dire “meglio brutta ma vincente”. Un monito per una Scuderia che da 18 anni non vince il Mondiale costruttori e da 19 quello piloti. E che è reduce da una delle stagioni più deludenti, conclusa come quarta forza del campionato.
Anche per questo al varo della SF-26, la 72ª monoposto da F1 della storia Ferrari, tutto è stato improntato al basso profilo. Ma i tifosi e soprattutto l’azienda (che pure continua a dare grandi risultati economici) hanno bisogno di fatti. Di una svolta.
La SF-26 nasce come risposta a una rivoluzione tecnica totale. I nuovi regolamenti 2026 hanno imposto ai tecnici guidati da Loïc Serra un ripensamento radicale dell’architettura della monoposto. Il cambiamento più evidente è l’abbandono della filosofia basata sull’effetto suolo, predominante nell’ultimo ciclo, in favore di un approccio orientato alla pulizia delle linee e all’efficienza; la vettura inoltre appare visivamente più leggera e agile, una necessità dettata dalla volontà di ridurre il peso complessivo e migliorare l’integrazione con la nuova generazione di Power Unit.

Lascia un commento