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Krasnal, lo gnomo di Breslavia che prepara gli arrosticini

di | 2026-07-02T13:19:33+02:00 5-7-2026 0:25|Personaggi, Sezione 6|0 Commenti

ROMA – Se un abruzzese doc andasse a Breslavia, dove potrebbe assaporare degli ottimi arrosticini? Forse in nessun ristorante vero e proprio, ma nel centro storico della città polacca potrebbe facilmente imbattersi in un piccolo gnomo, collocato su un grande piedistallo, intento a preparare i prelibati spiedini di carne di pecora su una fornacella accesa. Lui non è uno gnomo qualunque, è Krasnal Abruzjusz, lo gnomo abruzzese, “nato” nel luglio 2024 dall’idea di Ivano di Feliciantonio, originario di Tortoreto, per celebrare i suoi vent’anni in Polonia.

Lo gnomo abruzzese nel centro di Breslavia

Quante volte, quando si è in vacanza in una città che si sta visitando per la prima volta, ci si domanda se, da qualche parte, potrebbe esserci un ristorante che prepara prodotti tipici del Paese nel quale si sta soggiornando? Ma quando si risiede all’estero, per anni e anni, i desideri cambiano e diventano totalmente opposti a quelli dei turisti. Se sei un italiano e vivi in un altro Stato, per colmare la nostalgia di casa, cercherai un ristorantino che possa, in qualche modo, farti sognare ad occhi aperti, restando consapevole, comunque, che il cibo non sarà come quello “di casa”, ma almeno ne attenuerà la mancanza. Per l’abruzzese Ivano Di Feliciantonio, la realizzazione del piccolo gnomo è stato un modo per raccontare una grande storia: una storia di cultura popolare, di integrazione in un Paese diverso da quello natio, di amore sconfinato per le proprie radici.

Ivano di Feliciantonio e Krasnal Abruzjusz

Breslavia ospita centinaia di statuette in bronzo che “raccontano” storie di luoghi (come lo gnomo italiano sulla vespa, con in mano una pizza e un fiasco di vino), di personaggi, ma anche di gente comune (come lo gnomo viaggiatore con la valigia, quello che legge davanti a una libreria o quello che beve una birra di fronte a un pub). Questi gnomi, spesso, rappresentano anche dei mestieri: ci sono cuochi, banchieri, musicisti, pompieri e programmatori. E, in più occasioni, sono stati gli stessi commercianti del luogo a commissionare la realizzazione di una nuova statuetta da aggiungere a quelle già presenti in città.

Krasnal Włoski, lo gnomo italiano

A dire il vero, non è stato semplice inserire anche Krasnal Abruzjusz alla lunga lista dei piccoli gnomi disseminati tra le vie e le piazze di Wrocław, nome polacco del comune di Breslavia. Tutto è stato possibile, però, grazie all’intervento della scultrice Beata Zwolańska-Hołod, che già aveva realizzato, in passato, numerosi altri gnomi presenti in città. Ivano Di Feliciantonio è riuscito, così, dopo mesi di attese, autorizzazioni comunali e infiniti prototipi, ad ottenere il suo “ambasciatore d’Abruzzo” in terra polacca.

Krasnal Abruzjusz e un suo prototipo

Gettando lo sguardo indietro nel tempo, si potrebbe dire che la storia degli gnomi di Breslavia, simbolo della città, ha radici lontane. Tutto ha avuto origine negli anni ’80, quando il movimento pacifico Alternativa Arancione li dipingeva sui muri, come protesta contro il governo dell’epoca. La prima statuetta, invece, è stata installata nel 2001, proprio per ricordare quel periodo di contestazioni, ed essendo il primo gnometto in bronzo della cittadina, fu chiamato Papa Krasnal, “gnomo padre”. Da quel momento, a Breslavia, ebbe inizio “la nuova era bronzea degli gnomi”.

Graffito di Alternativa Arancione

Oggi, gli gnomi di Breslavia non hanno più l’iniziale significato connesso al tema della politica. Ora sono una pura attrazione turistica, che cattura, sempre più, l’attenzione di chiunque arrivi a Breslavia da ogni parte del mondo. Ma Krasnal Abruzjusz, in realtà, è molto di più. Non è un semplice gnomo in bronzo da fotografare. È un ponte tra culture, quella polacca e quella italiana. Il piccolo gnomo in bronzo, con la targa che riporta la scritta in dialetto abruzzese “Frechëte se è bon li rustell” (accidenti se sono buoni gli arrosticini), è un vero e proprio ambasciatore di gusto e identità del territorio, rendendo noto uno dei simboli gastronomici più apprezzati dell’Abruzzo.

“Frechëte se è bon li rustell”

Insomma, la statua di Krasnal Abruzjusz è, dunque, quel tramite che è riuscito a connettere due territori apparentemente lontani, come la Polonia e l’Italia, e in particolare l’Abruzzo, ma che, oggigiorno, si trovano connessi a doppio nodo.

Alice Luceri

Nell’immagine di copertina, Krasnal Abruzjusz: lo gnomo abruzzese nato dall’idea di Ivano di Feliciantonio

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