NUORO – Il villaggio medievale di Kaysersberg è uno dei borghi più caratteristici dell’Alsazia. Incastonato come una gemma preziosa nella famosa Strada dei Vini, fra colline ricoperte di incantevoli vitigni, è considerato un gioiello di inestimabile bellezza. Qui, a 820 metri di altitudine, si produce il Pinot Grigio, ritenuto uno dei vini più rinomati. La cittadina vanta anche il titolo di Città fiorita. La popolazione ha una cura quasi maniacale e minuziosa per balconi, giardini e finestre. Ogni angolo di Kayserberg è perfettamente conservato e valorizzato in ogni suo aspetto. Il borgo, situato nel dipartimento dell’Alto Reno, nella regione del Grand Est, è un comune francese di circa 2720 abitanti. 
Il nome Kaysersberg in lingua tedesca significa letteralmente “montagna (o collina) dell’imperatore”. Kaiser significa “imperatore”, berg sta in generale per altura. Il nome riflette il forte legame tra la cittadina alsaziana e il Sacro Romano Impero. Nel XIII secolo la città venne acquistata da Federico II di Svevia per la sua posizione strategica di controllo sui passi dei Vosgi. Sembra essere davvero un luogo magico uscito da un libro di fiabe per bambini. Nel centro storico presenta piccole case color pastello che sembrano parte integrante di un dipinto vivente. Sono tipiche costruzioni in legno con facciate elaborate e balconi da cui scendono cascate di fiori profumati e coloratissimi, soprattutto gerani.
Kaysersberg è un borgo abbellito da scorci romantici, è attraversato in tutta la sua lunghezza dal fiume Weiss, e su esso è stato costruito un ponte fortificato in pietra. Nella piccola cittadina alsaziana si vive in un’atmosfera senza tempo grazie alle strade in ciottoli e pavè, tipica pavimentazione stradale tradizionale formata da cubetti o blocchetti di pietra naturale, come il porfido o il granito, piccoli negozi artigianali e un’atmosfera che a Natale si accende di luci e mercatini tradizionali.
Kaysersberg evoca un’atmosfera magica, fuori dal tempo, capace di far sognare i visitatori. E’ uno di quei luoghi in cui bastano pochi passi per capire perché viene considerato tra i borghi più belli della Francia. E’ circondato da colline coltivate a vite ordinate come un ricamo, compatto e curato in ogni dettaglio. In poche ore si riesce a visitare il centro, salire fino al castello e fermarsi per assaporare un calice di Pinot Grigio alsaziano o una fetta di pain d’épices, un pan di zenzero fatto in Francia con una gran quantità di miele e alcune spezie tra cui anice e l’immancabile zenzero, appunto. 
Raggiungere la cittadina è piuttosto facile, soprattutto in auto. La strada attraversa le colline coltivate a vite, i tornanti sono dolci e il paesaggio è ordinato di filari che modificano il loro colore a seconda della stagione. In autunno la località regala paesaggi mozzafiato. Nei mesi di settembre e ottobre i colli di vigneti che circondano il borgo si tingono di giallo, arancione e rosso brillante prima della vendemmia; le foglie calde dell’autunno fanno da sfondo perfetto alle tipiche case a graticcio color pastello del centro storico; l’atmosfera è più tranquilla, l’aria leggermente frizzantina e meno gente si accalca per le vie del borgo.
In primavera, tra aprile e giugno, i vigneti si colorano di un verde brillante e le strade si riempiono di fiori sui balconi delle case. L’inverno, soprattutto il mese di dicembre, regala la celebre e fiabesca atmosfera dei mercatini di Natale, con luci calde e decorazioni, ma con una tavolozza di colori più notturna e invernale. Fermandosi in città almeno 2 o 3 ore è doverosa la visita del centro storico, uno spazio raccolto e facile da esplorare a piedi.
La via principale da percorrere è la Rue du Général de Gaulle, una strada lastricata fiancheggiata da “case a graticcio”, edifici con una struttura portante in travi di legno a vista disposte in orizzontale, verticale e obliquo. La struttura portante è formata da tronchi o travi assemblati tra loro, gli spazi vuoti tra le travi sono riempiti con materiali poveri, come argilla mista a paglia (torchis), mattoni o pietre, la base della casa è spesso in pietra o muratura per proteggere il legno dall’umidità del terreno.

Kaysersberg a Natale
Ogni abitazione è intonacata con colori pastello senape, rosa, azzurro polvere, incorniciati da travi in legno scuro. Molte facciate sono decorate con “bovindi”, elementi architettonici costituiti da una finestra o da una serie di vetrate che sporgono dalla facciata di un edificio, creando una nicchia o un piccolo spazio aggettante all’interno della stanza, con statue, iscrizioni e simboli che ricordano le antiche corporazioni. Volgendo lo sguardo verso l’alto si riconoscono utensili, animali, emblemi legati ai mestieri che si esercitavano anticamente nelle botteghe. Le persiane delle finestre sono dipinte e i balconi sempre fioriti.
Passando dalla via principale ai vicoli laterali si incontrano i primi cortili interni in cui si affacciano vecchie macellerie, piccole cantine e corti pavimentate con ciottoli irregolari che ospitano vetrerie, botteghe di ceramica, enoteche e pasticcerie che inebriano il luogo con i gradevoli profumi di cannella, burro, miele e spezie varie.
A metà della Rue du Général de Gaulle, precisamente al numero 53, è edificata la Chiesa Sainte-Croix risalente al periodo che va dal XII al XV secolo. La facciata, in pietra arenaria, presenta un portale romanico incorniciato da colonne con capitelli scolpiti con piante e animali. Nel timpano è raffigurata l’incoronazione della Vergine. All’interno dell’edificio sono notevoli una pala d’altare, statue lignee e un organo a canne che testimoniano la lunga tradizione religiosa e musicale della regione. Sulla piazza della chiesa si affacciano diverse belle case a graticcio e una fontana in arenaria rosa e gialla, risalente al 1521, sormontata dalla statua dell’Imperatore Costantino. L’opera appartiene allo stesso scultore della pala d’altare della chiesa, Hans Bongart. 
Percorrendo la via verso ovest si raggiunge il “Pont Fortifié”, costruito all’inizio del XVI secolo in arenaria rosa, che funge da ingresso principale al cuore del paese. Da qui si possono ammirare le case a graticcio affacciate direttamente sull’acqua, con travi che sfiorano il corso del fiume, tende a righe e gerani pendenti. All’estremità della via principale si trova la casa natale di Albert Schweitzer, medico, teologo, musicista e Premio Nobel per la Pace nel 1952 e a poca distanza il Museo, dedicato alla sua vita e al suo impegno umanitario.

La Fontana di Costantino
Nel centro storico di Kaysersberg si può visitare anche un piccolo Museo Storico, ospitato in un edificio del XVI secolo, che raccoglie opere religiose, reperti archeologici e oggetti legati alla storia locale. Su un promontorio roccioso che domina la valle, lungo l’antica strada romana che collegava Alsazia e Lorena, sorge, in posizione strategica, il castello di Kaysersberg risalente all’inizio del XIII secolo. Nel 1227 il castello fu eretto per conto di Federico II del Sacro Germanico Impero. In origine, l’edificio aveva lo scopo di controllare le strade provenienti dalla Lorena, svolgendo un ruolo essenziale nella guerra che opponeva l’Impero ai duchi di Lorena.
È ancora possibile ammirare il mastio cilindrico che mostra mura spesse più di quattro metri e che in passato aveva anche funzione di prigione. Il sito presenta anche la dimora signorile con finestre ad arco acuto. Dall’alto si gode di una vista mozzafiato sulla città, sui tetti rossi di Kaysersberg, sulle case colorate e sulla scacchiera di filari di vite che si estende verso Riquewihr, Ribeauvillé e gli altri borghi lungo la Route des Vins. Dal centro storico il castello si raggiunge in circa 10 o 15 minuti a piedi. 
Ultimo monumento, non certo per minore importanza rispetto agli altri, da non perdere in una visita alla città è il “Badhus”, oggi stabilimento balneare al n. 103 della via maestra, in passato, nei secoli XVII e XVIII, locanda prima di diventare centro termale comunale. In tutta la città regna un’atmosfera fiabesca. Il ruolo di Kaysersberg è stato di primissimo piano in Alsazia fino all’inizio del 1500, grazie soprattutto all’esportazione dei suoi vini. La Guerra dei Trent’anni e la Seconda Guerra Mondiale hanno causato notevoli danni alla cittadina.
Oggi Kaysersberg è un vivace borgo dedito al turismo e alla produzione di vino, un piccolo cammeo d’immenso valore incastonato tra i colli di vigneti alsaziani.
Virginia Mariane

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