/, Viaggi/Italica, in Spagna l’antica città romana

Italica, in Spagna l’antica città romana

di | 2026-03-26T16:58:38+01:00 29-3-2026 0:01|Sezione 1, Viaggi|0 Commenti

ROMA – Italica, fondata nel 206 a.C., fu la patria degli imperatori romani Traiano e Adriano. Costruita per ordine del generale Publio Cornelio Scipione Africano, diventò un vero e proprio campo di riabilitazione per i veterani feriti nella battaglia di Ilipa, durante le guerre contro i Cartaginesi. Italica venne poi devastata dalle invasioni barbariche, ma continuò ad essere abitata fino all’anno Mille, rimanendo sotto il controllo degli Arabi. È ricordata per i suoi incantevoli pavimenti a mosaico e per l’enorme anfiteatro che poteva ospitare più di 25.000 spettatori. Oggi è un sito archeologico, meta turistica e set cinematografico diventato famoso per le riprese della saga fantasy Game of Thrones.

Anfiteatro di Italica

Attualmente, nel luogo dove venne fondata Italica, la prima colonia romana in Spagna, sorge Santiponce. Quel primitivo agglomerato di costruzioni era la “vetus urbs”, dove c’era un foro, le terme e il teatro, realizzato all’epoca di Augusto. Poi l’imperatore Adriano ebbe l’idea di ampliare la città (che lo vide nascere) e fece costruire la “nova urbs”, l’attuale sito archeologico che i turisti possono visitare, caratterizzato da un grande foro, un tempio dedicato a Traiano e ampie terme, probabilmente le più grandi della Penisola Iberica, chiamate Terme Maggiori, che pare si estendessero per 32.000 mq. Si presume che nelle Terme Maggiori ci fosse anche una palestra e un’area dedicata alle attività equestri. Le Terme Minori, invece, che occupavano circa 3.000 mq, si ritiene fossero pubbliche, dunque tutti potevano accedervi, indipendentemente dal ceto sociale.

Ricostruzione del Traianeum

L’edificio più importante di Italica era il Traianeum, ma purtroppo oggi ne restano solamente le fondamenta. Sembra che il tempio, dedicato al culto degli imperatori Adriano e Traiano, avesse un immenso porticato, ispirato alla biblioteca di Adriano ad Atene, e che sia stato costruito per volontà dello stesso Adriano, come omaggio al suo predecessore Traiano.

L’antica colonia di italici, nota come la più antica della Spagna, era dotata anche di un acquedotto, che forniva acqua dolce all’insediamento romano. Una piccola curiosità che sottolinea l’abilità ingegneristica dell’epoca è che le acque reflue venivano portate via da canali di scolo sotterranei che, sfidando le logiche del tempo, continuano a funzionare ancora oggi.

Canale di scolo di Italica

Italica era delimitata da alte mura di difesa e le sue strade erano ampie vie che davano vita a lotti perpendicolari, le “insulae”. L’anfiteatro, realizzato per ospitare oltre 25.000 persone, venne edificato a nord della città, fuori dalle mura. Al centro c’era una grande fossa, in origine usata per i combattimenti tra gladiatori e animali selvatici. Il teatro, invece, scoperto solamente nel 1975, veniva sfruttato per mettere in scena le tragedie greche e le commedie romane. Conteneva circa 3.000 persone ed era abbellito da statue, colonnine e piedistalli.

Teatro di Italica

Purtroppo, il marmo di queste strutture venne prelevato e riusato per altri edifici, poiché gli imperatori che vennero eletti in seguito abolirono i teatri, considerandoli luoghi di peccato e perdizione. Non tutti sanno che Italica si trova a circa 10 km a nord-ovest da Siviglia e grazie alla vicinanza tra i due territori, molti marmi e materiali per la costruzione della futura capitale della regione dell’Andalusia vennero presi proprio dalle rovine dell’antica colonia romana. Questo è il motivo che portò Italica a venire ribattezzata come “Sevilla la vieja”.

I mosaici nei pavimenti delle case di Italica, alcuni in bianco e nero come quelli della Casa di Nettuno, altri colorati come quelli della Casa degli Uccelli, rendono Italica una città che non può essere dimenticata dal tempo e dalla storia. La casa di Hylas, che prende il nome da un mosaico in cui viene raffigurato un giovane rapito dalle Nereidi durante la spedizione degli Argonauti, e la casa del Planetario sono solo alcune delle abitazioni che hanno superato le avversità del tempo, eppure custodiscono ancora mosaici mozzafiato, come quello che rappresenta le sette divinità che reggevano l’universo e che, secondo il calendario romano, hanno dato il nome ai giorni della settimana: Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno e Sole.

Mosaico nella Casa del Planetario

Andare ad Italica non è solamente un’occasione per fare un viaggio di piacere, ma può essere un’opportunità per ammirare i mosaici delle case destinate all’élite dell’epoca, ripercorrendo le strade calpestate dagli imperatori Adriano e Traiano e immaginando, al contempo, che proprio quei luoghi, tanti secoli fa, erano pieni di persone, provenienti da tutta la Spagna, per poter assistere ai combattimenti tra i gladiatori nell’anfiteatro poco distante dal centro abitato.

Pavimenti a mosaico

E poi, in fin dei conti, su quei cieli di “Approdo del Re”, riprendendo il nome del luogo dato dalla serie TV Il Trono di Spade della HBO, ha volato anche Drogon, il drago di Daenerys Targaryen, grazie ad effetti speciali che hanno abilmente riadattato l’anfiteatro d’Italica per dar vita alla “Fossa del Drago”, uno dei più iconici set cinematografici della serie televisiva. Nel finale della settima stagione di Game of Thrones, infatti, la “Madre dei Draghi” plana sull’anfiteatro d’Italica cavalcando il suo amato Drogon, chiamato così in onore di Khal Drogo (il suo defunto marito), per partecipare all’incontro tra i due schieramenti in lotta per il trono dei Sette Regni, capitanati da Daenerys e Cercei Lannister.

Scena di Game of Thrones nella “Fossa del Drago”

Andare ad Italica può essere un’occasione per poter dire: “Sono stato qui, dove i miei personaggi preferiti di Game of Thrones si sono riuniti per negoziare l’alleanza contro l’Esercito dei non morti”. Tuttavia, può essere anche un modo per rivivere momenti ormai lontani del passato, ma tipici della quotidianità degli antichi romani. A maggior ragione se si pensa che Italica non è stata solamente la città romana più antica della Spagna, ma anche la culla di due imperatori romani in fasce che, a modo loro, hanno influenzato Roma in modo positivo e complementare, tra espansione territoriale, consolidamento dei confini e promozione della cultura.

Non a caso, i due imperatori ispanici del II secolo d.C., Traiano e Adriano, vengono ricordati come due dei cinque “imperatori buoni”.

Alice Luceri

Nell’immagine di copertina, vista panoramica su Italica, la più antica città romana in Spagna

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi