//Intercettazioni, libertà di stampa a rischio

Intercettazioni, libertà di stampa a rischio

di | 2021-04-08T18:17:06+02:00 11-4-2021 7:05|Controluce|0 Commenti

Adesso salta fuori che la Procura della Repubblica di Trapani, nel corso di varie inchieste riguardanti l’attività di alcune Ong (Organizzazioni non governative) che operavano nel mar Mediterraneo con lo scopo di salvare i migranti partiti su barconi malridotti sperando di raggiungere l’Europa dal nordAfrica, ha intercettato e sorvegliato le telefonate di molti giornalisti trascrivendo i contenuti delle loro conversazioni con colleghi, fonti riservate e avvocati nonostante nessuno di questi fossero indagati. Una vicenda che sta alimentando molte polemiche anche perché i rapporti confidenziali dei giornalisti con le loro fonti sono protetti dalla legge e perché la sorveglianza telefonica di persone non formalmente coinvolte nelle inchieste deve essere esercitata solo in casi eccezionali.

Raffaele Lorusso, segretario nazionale della Fnsi

Le indagini si sono concluse nel marzo scorso e, secondo alcuni giornali, il giudice per l’indagine preliminare chiederà il processo per 21 persone (membri delle Ong Jugend Rettet, Save the Children e Medici Senza Frontiere) accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel fascicolo depositato dalla Procura ci sono anche circa 300 pagine di trascrizioni di conversazioni di giornalisti, senza che nessuno di loro però risulti essere stato formalmente indagato.
Su questa vicenda la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, vuole fare chiarezza. “Grazie alla ministra della Giustizia per aver disposto l’invio degli ispettori nella Procura della Repubblica di Trapani” ha dichiarato Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, intervenendo all’iniziativa online promossa con l’associazione Articolo21 dopo la pubblicazione della notizia dei cronisti intercettati dagli inquirenti nell’ambito delle indagini sulle Ong.

“Occorre far luce su una vicenda inquietante e inammissibile – ha aggiunto – non basta dire che le intercettazioni saranno distrutte, bisogna chiarire e spiegare perché numerosi giornalisti non indagati per alcun reato sono stati sottoposti a intercettazione, calpestando l’articolo 21 della Costituzione e il diritto alla protezione delle fonti”.
L’ascolto delle conversazioni tra giornalisti e le loro fonti da qualche anno appare una prassi assai utilizzata. Nei documenti allegati alle intercettazioni eseguite da parte della procura di Trapani si fa riferimento anche a reporter stranieri in contatto con i colleghi italiani e con le loro fonti riservate. L’attuale procuratore di Trapani, Maurizio Agnello, che ha ereditato l’inchiesta avviata nel 2016, ha assicurato che le intercettazioni verranno distrutte e non saranno messe a disposizione del fascicolo processuale.

Ma il segretario generale della Fnsi va oltre e sottolinea che “«il diritto alla segretezza delle fonti è riconosciuto come meritevole di tutela dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. La protezione delle fonti è la chiave di volta della libertà di stampa” e conclude con l’auspicio che questa vicenda possa diventare una spinta per il Parlamento italiano a rivedere la normativa a difesa della libertà di stampa e rimuovere gli ostacoli e i bavagli. “Occorre non solo garantire la tutela delle fonti – conclude Lorusso – ma anche contrastare le querele bavaglio e abolire la previsione del carcere per i giornalisti. Si tratta di elementi che continuano a rappresentare quello che per la Corte europea è un inaccettabile chilling effect per la libertà di stampa”.

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