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Impressionismo, mostra di grande spessore

di | 2026-03-05T18:43:17+01:00 8-3-2026 0:40|Arte, Sezione9|0 Commenti

MILANO – Incombe la primavera e forme e colori irrompono nello spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis di Roma con una mostra sull’Impressionismo. Direttamente dal Detroit Institute of Arts arriva una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. Da Degas a Renoir, i protagonisti delle avanguardie parigine compresi Matisse e Picasso, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann.

Renoir

Capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia, come documento di una fase cruciale della storia dell’arte, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. Attraverso il dialogo tra luce e colore, natura e città, realtà e astrazione.

La mostra si dipana in tre grandi spazi temporali: il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo, quando realisti e impressionisti si concentrano sulla rappresentazione della vita moderna, sulla verità del quotidiano e sulla resa immediata della percezione della luce. La pittura europea comincia a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà, inaugurando una trasformazione profonda che porterà, nel giro di pochi decenni, alle avanguardie del primo Novecento. I pittori francesi trovano nella modernità urbana e nella luce naturale la materia nuova della loro ricerca. Il racconto espositivo prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista, quando la pittura francese si avvia verso una crescente solidificazione della visione, una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. Presenti due dipinti di Vincent Van Gogh che interpretano la realtà attraverso una pennellata ritmica e vibrante, comunicando con forza lo stato emotivo dell’artista.

Cezanne

Nell’esposizione, Pablo Picasso e Henri Matisse, con le opere realizzate tra il 1916 e il 1919, testimoniano invece un’evoluzione sorprendente, dal rigore geometrico delle prime ricerche a una pennellata più sensuale e dilatata, influenzata dall’opera di Renoir. Completano questo panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard, unica artista donna presente, e di Juan Gris, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine, figure centrali della Scuola di Parigi.

La terza parte, in chiusura, è una ricca selezione dedicata all’avanguardia tedesca, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner, in carica tra il 1924 e il 1945, e al sostegno di importanti mecenati. Tre dipinti — di Max Pechstein, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta.

Van Gogh

“Con Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane, ma ricostruisce l’intreccio di visioni, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. La mostra è progettata pertanto per essere accessibile attraverso percorsi multisensoriali, visite integrate, laboratori creativi. I dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati, posizionati all’interno del percorso mostra, sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità.

Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura, fino al 3 maggio 2026. Tripudio di arte e colori.

Claudia Gaetani

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