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Ildegarda, la teologa che esaltò la donna

di | 2026-03-05T13:27:22+01:00 8-3-2026 0:15|Personaggi, Sezione 4|0 Commenti

NUORO – Ildegarda di Bingen è stata una religiosa cristiana, scrittrice, mistica e teologa tedesca. Monaca benedettina, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Nel 2013 è stata dichiarata Dottore della Chiesa da Papa Benedetto XVI. Nata a Bermersheim vor der Höhe, in Germania, nel 1098, a otto anni viene rinchiusa dalla sua stessa famiglia, “murata viva” in una cella. Avrebbe dovuto terminare in questo modo la sua vita, invece, la sua voce ancora brucia e insegna. Secondo la madre non sarebbe sopravvissuta a lungo. D’altronde era “solo una femmina” e questo la rendeva un essere superfluo, inutile alla società. Troppo debole per poter trovare un buon partito e convolare a giuste nozze e persino inadatta alla vita domestica. Il suo esile corpicino era fragile, ma la sua mente attiva, e bruciava di sete di conoscenza.

In pieno Medioevo una piccola bimba come Ildegarda non poteva essere considerata un dono ma solo un problema. Sbarazzarsene era l’unica soluzione. Così viene scelta per lei la soluzione più facile per la famiglia: la clausura. Decima figlia di una nobile famiglia, viene così offerta alla Chiesa come “oblata”, e dall’età di otto anni viene cresciuta nell’eremo che più tardi diventerà la sua abbazia benedettina. In convento comprende che le lacrime sono inutili, che piangere non può aiutarla, che “sentire troppo è una colpa”. Così si dedica alla lettura, studia e soprattutto ascolta.

Fonda due conventi, dove le donne eseguivano la sua musica e sviluppavano i loro doni artistici, intellettuali e spirituali, e trascorre la maggior parte della sua vita in compagnia di donne. La sua vita fu caratterizzata da diverse visioni, la prima forse all’età di tre anni, quando dice di aver visto “l’ombra della luce vivente”. Esitava a raccontare agli altri le sue visioni, condividendole solo con la sua maestra Jutta. Ildegarda fa qualcosa di straordinario e rivoluzionario per una donna del XII secolo, prende in mano una penna e ne fa la sua arma.

A quarantadue anni ha una visione in cui Dio la guida a registrare le sue esperienze spirituali. Con grande lucidità scrive e, grazie alle sue parole e ai suoi pensieri, nasce “Scivias”, un libro destinato a cambiare il mondo. Il titolo dell’opera deriva dalla frase latina: “Sci vias Domini”, ossia “conosci le vie del Signore”. Il testo è diviso in tre parti principali rappresentanti la trinità.

Scivias” è una narrazione basata su 26 visioni, frutto di esperienze mistiche vissute dalla monaca, ed è la prima di tre opere in cui Ildegarda descrive le sue apparizioni. La seconda è “Liber vitae meritorum” e la terza “De operatione Dei”, conosciuta anche con il titolo di “Liber divinorum operum”. Mentre lavora alla stesura del libro si ammala e ottiene conforto e aiuto da Richardis von Stade, una donna più giovane, che diventa sua segretaria personale, intima e favorita speciale.

Quando il manoscritto arriva tra le mani di Papa Eugenio III, questi ne rimane stregato e la autorizza ad insegnare e a divulgare i suoi scritti. Si riappropria così della vita, riacquista la libertà che la famiglia d’origine le aveva negato e così viaggia, conosce persone, compone musica e pronuncia una frase che all’epoca fa scandalo: “Uomini e donne sono solo due metà che non si sovrastano ma si completano a vicenda”. In un’epoca dove poche donne scrivevano, Ildegarda crea alcune tra le più grandi opere visionarie, una collezione di canti e molti trattati scientifici, interessandosi in particolar modo alla salute delle donne.

Nei suoi scritti medici, per la prima volta nella storia, è presente persino la prima descrizione di un orgasmo femminile. Come guida della Chiesa va contro i comportamenti omosessuali, pur essendo lei stessa lesbica, ma spesso scrive sul divino femminino e la dignità delle donne, presentando la sessualità in modo generalmente positivo. Ildegarda muore il 17 settembre del 1179 all’età di ottantun anni. Le consorelle del suo convento affermarono di aver visto due fiumi che formavano una croce di luci colorate sopra la sua stanza.

È divenuta santa per acclamazione popolare ed è stata dichiarata Dottore della Chiesa da Papa Benedetto XVI nel 2013. Il suo contributo è stato essenziale per la medicina. La medicina di Santa Ildegarda è un approccio olistico e naturale alla salute, che considera l’essere umano come un’unità di corpo, mente e spirito. Promuove l’equilibrio attraverso l’alimentazione, i rimedi fitoterapici come le erbe, i cereali, e le pietre preziose, il digiuno, uno stile di vita regolare basato su sonno, riposo, ritmo e una profonda connessione tra emozioni e benessere fisico.

 

La Santa, con la sua teoria basata sulla viriditas, la forza vitale, anticipa concetti moderni come la psicosomatica e la microbiota, inoltre considera il fegato come organo centrale per la salute, influenzato da pensieri ed emozioni. Se la famiglia voleva annullare la propria figlia, mai aveva potuto pensare che una forza della natura come Ildegarda non si sarebbe mai fatta annientare da niente e nessuno. Ritenuta un essere di poco valore, ha dimostrato a tutti che se alcuni esseri nascono per vivere una vita scelta da altri, lei no, ha deciso di mostrare al mondo come la brace arde sotto le ceneri e quando la fiamma prende vigore brilla e illumina il mondo.

Virginia Mariane

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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