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Il Progetto Zona Luce porta il calcio nel carcere di Nisida

di | 2021-05-14T22:43:37+02:00 16-5-2021 6:25|Sezione 6, Sport|0 Commenti

NAPOLI – Qualche giorno fa si è svolta la cerimonia conclusiva del progetto Zona Luce presso il carcere di Nisida a Napoli. Hanno partecipato il presidente del Settore Giovanile Scolastico Vito Tisci, Gianluca Guida (direttore del carcere), Mario Del Verme (coordinatore sportivo della Fondazione Scholas Occurrentes), Giuseppe Madonna (coordinatore regionale SGS Campania), il presidente del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Carmine Zigarelli. Il presidente Vito Tisci ha affermato con grande decisione che lo sport si conferma come un grande strumento di inclusione e aggregazione, portatore di valori sani. Una nuova luce per i ragazzi di Nisida, una luce che possa illuminare il loro futuro una volta usciti dal carcere.

È  lo scopo del progetto Zona Luce, sviluppato dal Settore giovanile e Scolastico Figc in collaborazione con la Fondazione Scholas Occurrentes, che ha coinvolto giovani detenuti e agenti di polizia penitenziaria in un corso di formazione per allenatori di calcio. La cerimonia conclusiva si è svolta nella struttura carceraria napoletana alla presenza dei tecnici e dirigenti FIGC, che hanno consegnato gli attestati di partecipazione in un clima di entusiasmo ed emozione. Nel corso dell’evento è stato inoltre inaugurato un campo di calcio in erba sintetica dal prefetto di Napoli, Marco Valentini. “Una giornata memorabile qui al carcere di Nisida – ha dichiarato  Tisci – perché grazie al progetto Zona Luce abbiamo trasferito nozioni di carattere sportivo a ragazzi meno fortunati, che una volta scontata la pena potranno inserirsi nel mondo del calcio. Lo sport si conferma in questo modo grande strumento di inclusione e aggregazione, portatore di valori sani”.

“Zona Luce è un progetto di cui siamo molto orgogliosi – ha sottolineato il Coordinatore Regionale SGS Campania, Giuseppe Madonna – perché attraverso il calcio, che è uno strumento di aggregazione universale e un linguaggio comune a tutti, siamo riusciti a mettere insieme ragazzi, agenti e istruttori di scuole calcio del territorio. È un’iniziativa che sicuramente verrà rinnovata nei prossimi anni e che siamo onorati di aver ospitato per la prima volta in Campania”. La Regione ha fatto dunque da apripista per il progetto che coinvolgerà anche altre città, tra cui Roma, Torino e Milano. Un primato evidenziato anche dal presidente del Comitato Regionale LND, Carmine Zigarelli: “La Campania dimostra sempre di essere all’avanguardia, in particolare attraverso il calcio che ha un forte valore sociale, soprattutto per quanto riguarda i settori giovanili. Ripartiamo da Nisida, siamo in attesa del nuovo protocollo della FIGC. Speriamo che l’inaugurazione di questo campo e la consegna degli attestati sia di buon auspicio per la ripresa del calcio giovanile”.

Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa il Direttore del carcere di Nisida, Gianluca Guida: “È stato bello vedere la sinergia tra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria. Con l’attestato che hanno ricevuto, i ragazzi di Nisida potranno, una volta scontata la pena, andare a lavorare nelle scuole di calcio con il ruolo di aiuto allenatore. Per questo siamo davvero orgogliosi del lavoro svolto grazie al programma di inserimento sociale del progetto Zona Luce”. Attraverso il coordinatore sportivo della Fondazione Scholas Occurrentes, Mario Del Verme, anche Papa Francesco ha voluto donare una maglia autografata da consegnare allo staff della struttura penitenziaria. “Quando gli abbiamo parlato del progetto – ha ricordato Del Verme – il Pontefice si è mostrato subito entusiasta, dal momento che anche lui, in Argentina, aveva portato avanti diverse iniziative per aiutare i giovani in difficoltà attraverso lo sport. La vera novità di questo progetto  è la capacità di unire la parte interna della struttura carceraria, composta dai giovani detenuti e dagli agenti penitenziari, con la realtà esterna presente sul territorio, dove i ragazzi potranno poi rimettersi in gioco”.

In un clima molto cordiale il campo è stato inaugurato dai partecipanti al corso, che hanno colto l’occasione per intrattenersi e fare qualche passaggio col pallone assieme ai tecnici federali. Lo sport, come affermava Tisci, è davvero un grande strumento di inclusione e aggregazione, un ambito educativo di straordinaria valenza se vissuto nel suo aspetto più vero, cioè del rispetto dell’altro e della piena considerazione del valore della persona.

Innocenzo Calzone

architetto e insegnante di Arte e Immagine alla scuola secondaria di I grado presso l’Istituto comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Conduce da circa 10 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Svolge attività di architetto ed è appassionato di Arte. Partecipa ad attività culturali con l’associazione “Neapolis” promuovendo incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli attraverso attività di doposcuola per ragazzi bisognosi.

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