MILANO – Il divieto di uso di cellulare e smartphone durante l’orario scolastico è arrivato con una circolare firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, anche alla scuola superiore imponendo uno stop all’utilizzo improprio di un dispositivo divenuto compagno insostituibile di vita. Di fatto esso rappresenta uno strumento che mette in collegamento con il mondo intero trovando risposte alle domande più disparate e scambiando messaggi con amici veri e virtuali. Altrettanto importante però è rispettare l’ora di lezione con le sue dinamiche e peculiarità senza distrazioni. 
Una scelta coraggiosa e doverosa quella del ministro che afferma che le scuole sono sì invitate a “sfruttare in maniera ottimale le potenzialità degli strumenti digitali”, ma all’interno di un contesto controllato e condiviso. Ciò vuol dire che il telefono potrà essere utilizzato dagli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento, tutte le volte che lo smartphone rappresenti un ausilio utile e necessario. Le scuole prenderanno i provvedimenti necessari affinché le regole vengano rispettate. Ed ecco che la parola Rispetto torna a farsi sentire prepotente richiamando gli studenti di tutte le età a fare proprio il significato di questo termine divenuto per la Treccani “Parola dell’anno”.

Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito
Termine con cui si vuole porre l’attenzione sul rispetto come dialogo, relazione, incontro. Infatti sfogliando il Dizionario Treccani, rispetto è definito come un “sentimento e atteggiamento di stima, di attenzione, ma anche di riguardo verso una persona, un’istituzione, una cultura, che si può esprimere con azioni o parole”. E allora la scuola e con essa il ministro si sente in dovere di sottolineare l’importanza della tecnologia nel rispetto dell’altro, dell’ambiente, della natura. Parlare di tecnologia vuol dire parlare di social, di intelligenza artificiale, di sviluppo e di progresso.
Come non parlare allora di intelligenza artificiale, di Chat Gpt e tanto altro? I vantaggi dell’intelligenza artificiale, per esempio, nella scuola sono innegabili, basti pensare a come sia di supporto nell’apprendimento personalizzato. L’AI può essere utilizzata per creare esperienze educative che si adattino alle esigenze individuali di ogni studente, soprattutto quelli con particolari esigenze, per creare una scuola più inclusiva. Allo stesso tempo l’AI può rendere l’struzione più accessibile agli studenti che si trovano in zone remote o che hanno disabilità, offrire un valido supporto agli insegnanti alla ricerca di nuove metodologie. Il tutto dipende da come viene utilizzata, nel rispetto della dignità e intelligenza umana.
Affidarsi eccessivamente all’intelligenza artificiale nel campo della formazione potrebbe portare a una riduzione delle interazioni tra studenti e insegnanti e a una minore opportunità di apprendimento pratico creando una vera dipendenza dall’AI e conseguente isolamento. Per questo motivo rispettando le naturali dinamiche di scambio, dialogo e collaborazione che caratterizzano l’ambiente scolastico da sempre si deve cercare di trarre il maggior profitto dall’intervento delle tecnologie che hanno il compito di coadiuvare l’essere umano e non di annullarlo. Il Ministero ha motivato l’intervento con cui ha posto il divieto dell’uso del cellulare durante l’orario scolastico con un riferimento esplicito a ricerche scientifiche e dati internazionali, sottolineando che la motivazione è nel garantire benessere e concentrazione agli studenti durante le lezioni. 
A tal proposito ha citato uno studio dell’Ocse che evidenzia l’impatto negativo dei social media sulle prestazioni scolastiche, e un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che descrive i rischi di dipendenza da smartphone, tra cui sintomi da astinenza e isolamento sociale. Allo stesso tempo però ha incentivato l’uso di computer, tablet e lavagne interattive sfruttando in maniera ottimale le potenzialità degli strumenti digitali. Provvedimenti quindi che pongono l’attenzione su problemi di questi tempi che un ministro non può e non deve ignorare.
La strada da percorrere è lunga e tortuosa ma con l’impegno responsabile di tutti è raggiungibile.
Margherita Bonfilio

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