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Il drago di Wawel, simbolo di Cracovia

di | 2026-01-02T17:39:21+01:00 4-1-2026 0:35|Sezione 8, Storie|0 Commenti

ROMA – Spesso le leggende che narrano di città medievali e draghi uniscono realtà e fantasia, parlano di mostri ed eroi, mettono in contrapposizione il bene con il male. Queste storie, raccontate nel tempo e tramandate di generazione in generazione, creano un avvincente intreccio tra verità e mito: ne è un esempio la leggenda del drago di Wawel, lo Smok Wawelski, simbolo della città di Cracovia.

Drago di Wawel (Smok Wawelski)

Cracovia, città che visse il suo periodo di massimo splendore durante il regno del re Krak (o Krakus), da cui prese il nome, è stata fondata ai piedi del colle di Wawel, in un luogo avvolto dal fascino del tempo e della storia. L’antico villaggio di Krakow era, e continua ad esserlo tutt’oggi l’attuale Cracovia, un posto ricco di leggende. Quella dello Smok Wawelski, il drago di Wawel, è forse la più famosa. Si narra che in tempi ormai lontani un drago terrorizzasse la città, nutrendosi di bestiame e fanciulle. Alcune leggende sottolineano che mangiasse chiunque gli capitasse sotto gli occhi. Il drago era così feroce che nessun abitante del luogo sapeva come ucciderlo. Anzi, la popolazione era costretta, ogni giorno, ad offrirgli i migliori capi selezionati dal proprio gregge pur di avere salva la vita.

Smok Wawelski (Cosmographia Universalis di Sebastian Münster, 1544)

La prima leggenda sul Drago di Wawel venne scritta da un vescovo di Cracovia tra il XII e il XIII secolo. Quando il figlio minore del re Krak uccise il fratello maggiore per avere in eredità il trono, sostenne che il responsabile fosse proprio un drago, che viveva sotto le fondamenta del Castello Reale di Wawel, storicamente e culturalmente il più importante della Polonia. Nei secoli, però, la leggenda subì numerosi cambiamenti, addolcendosi sempre più fino a diventare una vera e propria favola a lieto fine.

Castello di Wawel sulle rive del Vistola

 

La versione più recente, nata alla fine del XVI secolo, ricorda Krak come un uomo ormai troppo vecchio per combattere il mostro. Il re promise però parte del regno e la mano di sua figlia a chi sarebbe riuscito a sconfiggere il drago e salvare la sua città. In tanti persero la vita provando a colpire la bestia con spade e frecce, ma le fiamme del drago avevano sempre la meglio. Poi, un giorno, un astuto calzolaio sacrificò un agnello e lo cosparse di zolfo. Lo offrì in dono al drago e quest’ultimo, dopo averlo divorato, si sentì bruciare lo stomaco, decidendo così di andare a bere l’acqua del fiume Vistola. Ne bevve così tanta che, alla fine, esplose, liberando così, per sempre, la città e il suo popolo dalla sua presenza e dalle sue angherie.

Smok Wawelski sugli arazzi del Castello di Wawel

Una curiosità sul drago di Wawel è relativa al fatto che, secondo la leggenda, una sua costola sia appesa, ancora oggi, nella Cattedrale di Wawel. Si dice che quando le ossa cadranno, il mondo cesserà di esistere. È chiaro che le ossa siano appartenute ad un grande animale, presumibilmente un mammut. A confermarlo è la scienza, che con questa precisazione fa fare a chiunque sogni più tranquilli, rasserenando sulle possibili sorti del mondo legate al mito dello Smok Wawelski.

Ossa nella Cattedrale

Tutt’ora, in estate, si può visitare la grotta di Wawel, Smocza Jama in polacco, dove si presuppone sia vissuto il drago. L’antica caverna, formatasi circa 25 milioni di anni fa, negli anni è stata usata come magazzino, bordello e abitazione occasionale. L’ingresso è vicino alla Torre dei Ladri del castello. Si può entrare accedendo da un antico pozzo, scendendo sotto terra per 21 metri attraverso una lunga scalinata di circa 130 scalini ricavati da vecchi mattoni, per poi percorrere più di 80 metri fino al fiume Vistola, dove si trova la scultura in bronzo dello Smok Wawelski, lungo la sua riva sinistra.

Grotta del drago

La statua, realizzata negli anni ’70, è stata poi poggiata su un grande masso. È alta 6 metri e ha una grande caratteristica: sputa fuoco ogni cinque minuti grazie all’alimentazione a gas. Inizialmente era stata pensata come una fontana, poi si era valutata l’opzione di posizionarla dentro il fiume, ma la trovata vincente è stata quella di riuscire a renderla più unica che mai: una statua che sputa fuoco, un tempo anche su richiesta. Fino al 2016, infatti, con un SMS si poteva ordinare al drago di sputare fuoco. Ora quella possibilità, però, non è più valida.

Masso su cui poggia il drago di Wawel

Ogni anno, la leggenda polacca del drago di Wawel viene tenuta in vita con una grande festa, sfilate e spettacoli in ogn strada di Cracovia. Lo Smok Wawelski rappresenta un vero simbolo d’identità della cittadina polacca, una vera e propria icona di come l’astuzia, spesso, sia più efficace della forza, evidenziando quanto la tenacia di una città possa essere così potente da superare ogni avversità con il coraggio e la genialità del suo popolo. Non a caso, la frase che rieccheggia in ogni angolo di Cracovia, proniunciata con orgoglio e amore per la propria terra dagli abitanti della città è: “il drago sputa fuoco, ma Cracovia resiste”, celebrando, in questo modo, la vittoria del bene e dell’ingegno sulla prepotenza e la forza bruta del male.

Alice Luceri

Nell’immagine di copertina, lo Smok Wawelski: il drago che ha terrorizzato Cracovia

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