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Concorso di bellezza per… cammelli

di | 2022-12-10T18:40:02+01:00 11-12-2022 6:00|Attualità, Sezione 1|0 Commenti

PERUGIA – In Qatar lo fanno sempre, come da tradizione, ma organizzarlo in contemporanea con i campionati mondiali di calcio, dev’essere stata una furbata per regalare al concorso una platea ed una risonanza più vaste. Tutto il mondo è paese e la pubblicità resta, dappertutto, l’anima del commercio. Così mentre negli stadi si celebra il grande rito del mondiale del pallone, con i grandi campioni sul proscenio (Messi e Neymar, Mbappè e Ronaldo) a pochi chilometri da Doha, ad Ash-Shahaniyah, nel deserto, si è svolto il campionato del mondo di bellezza dei cammelli.

Vi meravigliate? Ognuno ha diritto ai propri valori estetici. In Occidente mettiamo in piedi competizioni e sfilate per i cavalli, per i tori, per i cani, per i gatti, in Arabia Saudita riservano le loro attenzioni a questi animali, chiamati “le navi del deserto”, che rappresentano, da tempo immemorabile, una ricchezza per le popolazioni locali, in quanto forniscono, o comunque hanno fornito per secoli, carne, latte, lana e, appunto, facilitano gli spostamenti attraverso terre lontane (le lunghe carovaniere), aride o comunque impervie.

Pure i cammelli, insomma, possiedono una loro grazia, che solo occhi esperti possono cogliere, rilevare ed ammirare. Una gara con tanto di cospicuo monte premi (il vincitore di ognuna delle tre categorie – cammelli bianchi, neri, cammelli femmina da mungitura – incassa una cifra superiore ai 60mila euro). E per la stessa organizzazione della manifestazione non si è badato a spese: otto telecamere, una steadycam, addirittura un drone ed uno studio con tanto di “talk show” e la presenza non di uno ma di ben tre esperti.

Durissime le selezioni: da migliaia di concorrenti si è giunti, per scremature successive, fino ai quindici finalisti per ogni categoria. Le cronache assicurano che sono stati buttati fuori un gran numero di partecipanti che hanno tentato di barare: i proprietari avrebbero fatto sottoporre i propri animali a delicate operazioni chirurgiche o ricorrendo al Botox, al silicone, all’acido iarulonico, per migliorare l’aspetto di una o più parti del corpo, come neanche fossero le miss di casa nostra. I veterinari e la documentazione medica, richiesta per ogni capo in sfilata, hanno facilitato il compito dei giudici nello scoprire i “furbetti” – che prolificano ad ogni latitudine -, pronti a tutto per far vincere la propria… creatura. Scoperti sono stati, giustamente, squalificati.

I criteri di scelta? É presto detto: le dimensioni del corpo, il portamento, la grandezza e la forma della testa, la posizione delle orecchie, la conformazione della bocca. Né più, né meno di quanto avviene nei nostri concorsi di bellezza, dai tempi mitici di Paride e delle tre dee ambiziose (Era, Atena ed Afrodite) di accaparrarsi il titolo di più bella del… reame.

Tra i cammelli bianchi la palma è andata a Nazaa’a, tra i neri si è imposto Hamalil. Il concorso della mungitura, naturalmente destinato ai cammelli di genere femminile, si è tenuto un mese fa, ma non essendo ancora iniziati i mondiali di calcio, la cerimonia di premiazione è passata in… cavalleria: praticamente inosservata. Almeno nel resto del mondo.

Dalle foto pubblicate sui giornali e sui siti on line, il concorso ha riguardato il “Camelus dromedarius”, che presenta una sola gobba, mentre il “Camelus Bactrianus” (dalla Bactriana, regione da cui anticamente si pensava provenissero e che si trova, grosso modo, nel settentrione dell’Afganistan) di protuberanze ne possiede due.

Non tutti hanno gradito e condiviso la singolarità di questo certame di bellezza. Gli animalisti hanno sollevato vibranti polemiche in quanto, in particolare in questo periodo in cui in Arabia Saudita sono presenti un gran numero di turisti, i poveri cammelli verrebbero sottoposti a turni massacranti per portare a passeggio nel deserto i numerosissimi visitatori, che montano in groppa senza curarsi per nulla della venustà dell’animale.

Elio Clero Bertoldi

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