VITERBO – Un viaggio nella fede, un profondo cammino spirituale, sicuramente differente da quel mondo fatto di religiosità esteriore, immersi nel paesaggio circostante ed in un dialogo tra se stessi e l’Infinito. È il Cammino di Bonaria, dedicato alla protettrice massima della Sardegna, la bella realtà nata dalla profonda ispirazione dell’avvocato Antonello Menne, all’indomani delle costrizioni della dolorosa, quanto tragica esperienza della pandemia da COVID-19.

L’avvocato Antonello Menne
È la promessa di un “avvocato – docente universitario – pellegrino di fede e di speranza”, che seguendo la scia dei pellegrini medievali è giunto persino a Santiago, a Roma, Otranto e Gerusalemme, in un cammino per ringraziare Dio, camminando verso il santuario di Santa Maria di Bonaria, patrona dell’isola, partendo da Olbia.
Un sardo trapiantato con successo nell’Italia del Nord, a Milano, ma con profonde radici nella sua Terra, la Barbagia, che cammina tra gli impervi terreni di questa terra, in una sorta di “disconnessione” dal tran tran quotidiano, per ritrovare se stesso, nutrirsi di silenzi, meditazione, profumi del territorio. Con lui tanti amici, tanti pellegrini, tanti amanti del trekking sempre in cammino nella Sardinia, come veniva chiamata dai Romani.
Un cammino religioso, ma anche per tutti quelli che desiderano intraprendere un’esperienza diversa, attraversando la Sardegna a piedi, iniziato nell’agosto 2020 quando Menne si lascia alle spalle Milano, per raggiungere a piedi questo santuario, attraversando ben 27 centri della Sardegna, partendo dalla basilica di San Simplicio ad Olbia, per arrivare a Cagliari, passando per i luoghi, a volte impervi dell’interno dell’Isola e giungere in quel luogo di fede e grande devozione, come è Bonaria. 
La fatica che si intreccia con il paesaggio che si incontra, cercando qualcosa di vero e di autentico, per sentirsi tutt’uno con ciò che circonda il pellegrino, come è scritto ne I racconti di un pellegrino russo: “La foresta silenziosa è come un Eden nel quale il dolce albero della vita cresce nel cuore del solitario che prega”. Oltre 150 i volontari impegnati nei servizi, in collaborazione con le amministrazioni comunali e le comunità locali e gli operatori che offrono ospitalità ai pellegrini, con convenzioni per coloro che vogliono fermarsi per il pernottamento.
In tutto attualmente ci sono 133 strutture di accoglienza lungo un itinerario di 353 chilometri suddiviso in 14 tappe, attraversando 29 centri abitati e 19 territori comunali, con una media giornaliera di 25-27 km, ammirando la Sardegna tra Nuraghi, Domus de Janas e suggestive casette campestri. Non solo, perché ogni passo è una destinazione, una certezza, una conquista significativa, un atto di condivisione e di amore: basti pensare, infatti, che il Cammino di Bonaria è rivolto anche alle persone recluse in carcere, come a Carrus, Badu, Quartuccio e Mamone dove sono state posate le “Siste Viator”, per ricordare ai pellegrini che c’è chi sta intraprendendo un progetto di recupero ed è in cammino verso una nuova vita, verso la libertà. 
Un percorso spirituale culturale e turistico, che sa, comunque, di fede e devozione per la Madonna di Bonaria, con la preziosa Guida al Cammino, scritta dall’avvocato Menne, per trarre tutte le informazioni utili per questa esperienza, ma soprattutto vissuta passo dopo passo da un profondo conoscitore del territorio, con una forte sensibilità. “Un grande cammino di vita comunitaria – ha evidenziato l’avvocato Menne nei giorni scorsi dalla gradinata del santuario dedicato alla protettrice della Sardegna – dal cuore aperto nel nome della Madonna di Bonaria”.
Da questa realtà è stata costituita l’Associazione “Il Cammino di Bonaria”, a Lula il 2 ottobre 2021, da soci provenienti da ogni parte dell’isola, con tanto di Carta di Lula dove sono ribaditi i profondi valori ed il messaggio di fratellanza i questo cammino “che sappia mettere in primo piano i valori del rispetto delle persone, della solidarietà fra le generazioni e tra i popoli, offrendo la forza della parola e del silenzio”, come riportato nell’atto stesso.
Sulle strade della Sardegna, seguendo San Francesco d’Assisi (che fu pellegrino in Terra Santa) per offrire la pace, invece della guerra, camminando nel rispetto delle persone, con la solidarietà, nel silenzio e nella meditazione, sull’esempio del Cammino di Santiago e della Via Francigena.
Laura Ciulli
Per informazioni: info@camminobonaria.it

Reportage strepitoso e carico di autentica fede. Grazie Laura