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I misteri e le leggende del castello di Burgos

di | 2026-04-10T12:58:57+02:00 12-4-2026 0:05|Sezione 2, Storie|0 Commenti

NUORO – Il Castello di Burgos è situato in una posizione idilliaca su un rilievo granitico che si erge all’altezza di 647 metri sull’abitato di Burgos, nella sub-regione storica del Goceano, in Sardegna. Si trova in cima a un picco granitico ai piedi del versante sud-ovest del Monte Rasu ed è visibile anche da grande distanza, elemento fondamentale per il controllo del territorio. Il castello è una fortezza medioevale dove s’intrecciano storia e leggenda. Svetta imponente, affascina i visitatori, trabocca di storia e di mistero e da poco è stato restaurato per rendere le visite ancora più seducenti ed affascinanti, soprattutto la sera, quando l’illuminazione notturna carica il maniero di mistero e amplifica le suggestioni dei visitatori.

Durante le varie dominazioni dei pisani, dei genovesi, degli aragonesi, oppure sotto il controllo giudicale dei Malaspina e dei Doria, la Sardegna ha visto ergersi numerosi castelli o edifici fortificati, ma nessuno di questi, come quello di Burgos, è ricco di memorie storiche e racconti leggendari. Noto anche come castello del Goceano, completamente isolato e visibile da lontano, era inespugnabile e si trovava nel punto di giunzione dei quattro giudicati in cui la Sardegna era divisa durante il Medioevo. Venne costruito per ordine di Gonario I di Torres attorno al 1134.

Risultava costituito da una triplice cinta di mura, dalla caratteristica forma di “U”, di granito e pietrame rivestiti di malta e mattoni. Al centro del cortile spiccava maestosa una torre di 16 metri divisa sui due piani. Non aveva merli né mensole ed era costituita da massicci conci di calcare. Sul fondo si trovano oggi i resti di alcune stanze che forse appartenevano alla servitù e alle truppe, e ancora visibile si nota anche una cisterna con volta a botte che serviva come raccolta delle acque piovane.

Durante la rivalità tra i giudici Guglielmo di Cagliari e Costantino di Torres, nel lontano 1194, Costantino vi mise al riparo la moglie Prunisenda facendola proteggere da una piccola schiera. Convinto che il castello sarebbe stato inespugnabile si diresse col grosso delle truppe nei punti ritenuti più minacciati. Il rivale Guglielmo sorprese e attaccò il piccolo drappello di uomini vicino alle terme di Benetutti, assaltò ed espugnò il castello e fece prigioniera la regina. La donna venne da lui violentata e successivamente la trasferì un’altra fortezza dove lei morì.

Adelasia

Un’antica leggenda racconta che l’anima di Guglielmo, presa dai rimorsi per l’efferato gesto, ancora oggi vaghi nel cuore della notte tra i ruderi del maniero, inseguita da stormi di uccelli, ed invochi il perdono della regina. La guerra non ebbe fine e solo dopo l’arrivo dei pisani il castello venne tolto a Guglielmo per essere poi occupato da Costantino. Ma nel 1233 nella fortezza fu compiuto un altro cruento delitto. All’epoca, lì si era ritirato Barisone di Torres, nemico acerrimo di Ubaldo Visconti che, desideroso di impossessarsi del giudicato, lo fece uccidere da alcuni sicari.

La vedova Adelasia, donna molto bella, si unì in matrimonio con il figlio dell’imperatore Federico II, Enzo, che voleva ottenere il titolo di re di Sardegna. Adelasia di Torres, l’ultima “giudicessa”, è tutt’oggi ricordata per le sue tragedie amorose. Si sposò ben due volte, ma i mariti non mostrarono verso di lei amore, stima o affetto, ma si rivelarono interessati solo al potere politico che ne derivava dalla loro unione. Abbandonata dal suo secondo marito fatto prigioniero, secondo alcuni si ritirò volontariamente nel castello, dove morì nel 1259, secondo altri fu rapita dal vicario Michele Zanche che la rinchiuse nel castello, finendo i suoi giorni in disperazione, per poi morire di crepacuore.

La storia ci racconta che morendo lasciò alla Santa Sede l’intero patrimonio ormai praticamente dilapidato, mentre il giudicato di Torres venne spartito tra i Doria, i Malaspina e gli Spinola, inoltre ci descrive Adelasia di Torres come una donna in balia degli eventi che, a prima vista, appare sfortunata, sposa bambina e donna fragile. Eppure, fu la prima donna in Europa ad ottenere il titolo di regina esercitando il suo potere su ben 52 castelli in Sardegna.

Adelasia di Torres

Secondo i racconti popolari, nelle notti di luna piena si aggira tra i torrioni e le mura ormai diroccate del castello, contemplando le terre che percorreva sul suo cavallo insieme a Ubaldo Visconti, l’uomo che aveva sposato a soli dodici anni. Grazia Deledda la descrive come la regina bella e triste in uno stato sovrano dalla singolare conformazione di governo, il giudicato.

Virginia Mariane

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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