//I “giorni della merla”, i più freddi dell’anno

I “giorni della merla”, i più freddi dell’anno

di | 2026-01-30T13:30:02+01:00 1-2-2026 1:05|Foto del Giorno|0 Commenti

Il mese di gennaio è considerato uno dei più freddi dell’anno: non si tratta solo di credenze popolari o percezioni fisiologiche personali, ma anche di statistiche meteorologiche, basate sulle temperature registrate nel corso del tempo. Questi stessi dati dimostrano che anche all’interno di questi freddi trenta giorni, esiste una piccola parentesi di clima più mite, destinata però ad esaurirsi nel giro di qualche giorno, facendo nuovamente precipitare le temperature vicino alle medie invernali. Ciò succede solitamente verso la fine di gennaio, poco prima dei cosiddetti “giorni della merla”, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno, motivo per cui esiste un disaccordo nella scelta delle date. Alcune scuole di pensiero sostengono che combacino con gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31), c’è chi invece li fa scalare di un giorno, spostando la gelida terna sino all’inizio del nuovo mese (30, 31 gennaio e 1° febbraio).

Secondo la leggenda che ha dato il nome a questa terna di giorni, tanto tempo fa i merli non erano neri, ma bianchi. Una merla, per ingannare gennaio, che la maltrattava con pioggia e freddo, decise di nascondersi con tutta la sua famiglia, uscendo allo scoperto solo l’ultimo giorno del mese, che ai tempi durava ventotto giorni. Gennaio, furioso con il piccolo volatile, chiese in prestito a febbraio tre giorni per scatenare una tempesta di neve e gelo. Per ripararsi, la merla si rifugiò dentro un camino, sporcandosi irrimediabilmente le piume (trasformando così il suo manto, da bianco in nero). Secondo un’altra versione della leggenda, invece, alla fine del mese il merlo era solito sbeffeggiare gennaio con cinguettii sarcastici. Per questo motivo, il mese, arrabbiato per l’insolenza del volatile, decise di raggelare tutto per tre giorni, chiedendone uno in prestito a febbraio. Per ripararsi dal gelo, la merla scelse dunque il camino, con esiti comuni a quelli della prima versione.

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