MILANO – La notizia arriva dalla Cina: sempre maggiore il bisogno di avere dei genitori digitali accudenti, amorevoli e pronti ad ascoltare. Sembra infatti che i genitori di oggi, in Cina ma anche in altre parti del mondo, siano troppo impegnati a perseguire successi personali che vanno dalla carriera in ambito lavorativo alla cura del proprio corpo, alle amicizie rispondendo in modo infastidito alle richieste di ascolto dei propri figli. Giovani che si chiudono nel proprio mondo, in solitudine, collegati col mondo esterno attraverso internet e le chat. E allora perché non sostituire i propri genitori a volte troppo esigenti, nervosi, frettolosi con una coppia che fin dal mattino ti accoglie col sorriso, ti chiede se hai dormito bene e ti invita a fare una bella colazione? Sui social spopolano dunque “mamma e papà” influencer che ascoltano i giovani schiacciati da aspettative e competizione. 
Il bisogno di figure genitoriali affettuose e di sostegno è particolarmente sentito in Cina per una serie di fattori. Spesso infatti i giovani si spostano per studiare o per lavorare verso le città più grandi, lontano dalla famiglia, e non è raro che si sentano soli. La solitudine di giovani e giovanissimi alle prese col problema di conoscere sé stessi viene combattuta attraverso i “genitori influencer oppure virtuali”, adulti che sostituiscono quelli veri troppo impegnati nel portare avanti la loro vita lavorativa per occuparsi dei figli. I genitori virtuali diffondono su web la parte migliore della genitorialità, quella consolatoria e accudente ed ecco che diventano dei veri influencer con milioni di followers.
Offrono conforto nei momenti di difficoltà, sostegno, incoraggiamento nei casi più disparati: un brutto voto, un castigo, un fallimento d’amore o d’amicizia. Tutto a distanza attraverso una videochiamata. Freud sosteneva che fare il genitore fosse un mestiere “impossibile” ma di certo con questo non voleva dire che sarebbe stato meglio delegarlo ad altro o ad altri. Le sue parole stavano a sottolineare che il mestiere di genitore è complesso ed è impossibile assolverlo senza manchevolezze, errori, distrazioni. In una società alla ricerca costante della perfezione in ogni campo tale riflessione ha fatto pensare che in questo caso, quello della genitorialità, la cosa più semplice per raggiungere la perfezione fosse la delega.
Delega a docenti, allenatori, catechisti, psicologi e così via. Persone dedicate ad assolvere compiti che andrebbero a gravare sulla vita quotidiana degli adulti, madre e padre. Persone preparate che sanno come parlare, guidare, ascoltare, istruire, allenare. Viene da chiedersi allora in cosa consiste l’essere genitori oltre a procreare e portare a casa lo stipendio per soddisfare necessità primarie e non, di tutta la famiglia. 
Spesso i figli a cui principalmente manca l’ascolto, la vicinanza fisica, il confronto e anche lo scontro, l’incoraggiamento, una carezza al momento giusto, per sapere di poter contare sempre e comunque su una persona che c’è quando occorre, finiscono per cercare altrove “maestri” di cui fidarsi. Col rischio che crescano convinti che la vita vera sia “altrove” e questo altrove può essere rappresentato da giovani poco più grandi che vivono ai margini della legalità oppure da persone manipolatrici o come nel caso della Cina, da genitori virtuali ideali. Un fenomeno dilagante in tanti paesi che sicuramente fa riflettere sulla necessità di rallentare i ritmi per approfondire i legami affettivi e i rapporti umani in genere.
Margherita Bonfilio

Lascia un commento