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Fra Cavalieri templari e Sabina rapporto antico e consolidato

di | 2022-08-29T14:39:19+02:00 28-8-2022 6:25|Cultura, Sezione 6|0 Commenti

PONTICELLI DI SCANDRIGLIA (Rieti) – Cavalieri templari (monaci combattenti, difendevano i pellegrini in viaggio verso la Terrasanta): l’ordine venne ufficializzato nel 1129, con regola monastica e l’appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Si dedicarono anche ad attività agricole e finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini, la Chiesa li ha sempre maltollerati. Inimicatisi il re di Francia Filippo il Bello, i Cavalieri Templari vennero processati nel 1307 fino alla dissoluzione definitiva nel 1312, con Bolla di Papa Clemente V. L’ultimo processo si tenne nel 1310 nelle sale del Castello Savelli di Palombara, il tribunale inquisitorio fu presieduto da Pandolfo Savelli e dal notaio Pietro Tebaldi di Tivoli, con l’interrogatorio e la condanna del frate servente Gualtiero Giovanni di Napoli.

Con il patrocinio dell’Università Agraria di Ponticelli (fondata nel 1905, presieduta da Valter Petresca), Guido Carlucci (scultore e pittore, storico, studioso di Leonardo da Vinci, fondatore nel 2020 del Cammino dei Cavalieri Templari) ha presentato i simboli Templari scoperti in Sabina, in un convegno dal titolo “Templari dell’area Sabina”, insieme a Orietta Guidi (scrittrice e studiosa delle divinità sabine) e Pietro Silvestri, promotore della storia di Ponticelli, che per il maggior numero di simbologie ritrovate, è considerato il “paese templare per eccellenza” . Il castello Orsini (di proprietà dell’Università Agraria) è ufficialmente diventato sede del Cammino dei Cavalieri Templari in Sabina. Un folto pubblico ha assistito alla presentazione del Sarcofago del Cavaliere Templare scoperto a Ponticelli (per visitare il sarcofago e il simbolismo templare scrivere a guidocarlucci7@gmail.com, tel. 3475793256).

Ponticelli Sabino è un piccolo paese del comune di Scandriglia, in provincia di Rieti, che ha una storia templare di grandissimo valore, rimasta sopita per secoli. Il sarcofago con simboli templari è stato rinvenuto circa 50 anni fa in un terreno agricolo sul Colle dei Cavalieri, nei pressi del bivio di Ponticelli. Lo scheletro è scomparso, come pure la spada che sicuramente doveva essere presente, è rimasta però la fibula indossata dal Cavaliere con una croce e alcune lettere templari che portano al motto dell’ordine: Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da Gloriam (Non a noi, o Signore, ma al tuo nome dà Gloria). Il Colle dei Cavalieri si trova nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Quercia, sull’antica via Salaria, il sarcofago è stato trovato a circa 10 metri dai due cippi miliari che contengono anch’essi simboli templari.

Carlucci ha studiato e confermato l’epigrafia templare nel cippo miliare romano e nella fibula indossata dal cavaliere. Le Chiese di Santa Maria della Quercia e della Madonna dei Colori che si trovano nei pressi della vecchia Salaria e ai piedi del vecchio paese di Vici Novi, hanno anch’esse simboli templari. Croce templare e altri simboli sul portale della Chiesa di Santa Maria del Colle a Ponticelli, all’interno il quadro del 1200 con San Giorgio a cavallo che sconfigge il drago, esternamente un leone con altri simboli. Lungo le vie del paese la Triplice Cinta e un’altra interessante “coincidenza” (ancora in fase di studio) è il ruscello delle Roche non lontano dal paese. Il maresciallo Guy de la Roche fu Cavaliere templare e qui bisogna guardare al Monte Terminillo, dove si trova anche Pian de Rosce e la spada nella roccia, come a San Galgano in Toscana.

Nel 1978, in località Cinque Confini, due escursionisti del CAI riparatisi dietro un cespuglio, si accorsero della presenza di una roccia nella quale era conficcata una spada di epoca medievale, avvalorando la leggenda che gli anziani conoscevano come la leggenda dei Templari dei Cinque Confini: con Guy de La Roche, Simon di Clarendon, Ranieri di Panico, Vanni delle Rondini, Ugo di Clarendon, Giacomo di Altogiovanni, non si sa se per un’ultima missione o se in fuga dalle persecuzioni, passarono lì dove terminava il Regno delle Due Sicilie, confinante con altri quattro Regni. Tornando in Sabina, ecco gli ultimi scavi del Tempio della Dea Vacuna.

A Montenero è stato rinvenuto un fiore a 6 petali datato dagli archeologi al basso medioevo, posizionato in un pavimento del III secolo a.C. ed è importante, perché dimostra il riutilizzo del Tempio da parte dell’ordine. Altri simboli sono stati trovati sia all’interno, che all’esterno delle mura del Castello Orsini: anche se datato in un’altra cronologia, non è escluso, secondo Carlucci, che i Cavalieri Templari, dopo il concilio di Vienne (che ha decretato la fine dell’ordine), abbiano proseguito la propria missione segretamente. Altro paese con simbologie è Poggio Nativo con l’Agnus templare nella Chiesa della Santissima Annunziata. Si dice che il portale sia stato recuperato dall’antichissima Chiesa di San Silvestro dove sono stati scoperti altri simboli che rimandano al templarismo. Uno di questi, sicuramente proveniente dalla Chiesa di San Silvestro, è la piccola acquasantiera a conchiglia con simboli templari incisi, che si trova nella piccola Chiesa di San Rocco. Altro luogo sabino dove sono stati trovati simboli templari è Farfa, dove è stata scoperta la croce templare, il Graal e la scacchiera scolpiti su pietra medievale. Altri segni sono a Poggio Moiano, Salisano, Bocchignano, Monteleone.

Le scoperte in Sabina risalgono al 2020 e secondo gli studiosi “ci portano alla certezza della presenza dei Cavalieri di Dio Templari. Questi simboli non lasciano dubbi, siamo nella storia templare sabina”. Da 10 anni alla ricerca, Carlucci ha scoperto 130 simboli in tutto il territorio reatino, dalla Sabina, al Cicolano, alla Valle Santa, Rieti inclusa (nelle mura di cinta, nel chiostro di Sant’Agostino) ed è in programma un secondo convegno sui ritrovamenti nel Cicolano e nella valle del Velino; è in stampa il libro “Templarismo e francescanesimo nel Lazio”.

Francesca Sammarco

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