PERUGIA – Lui le ha dato della “stupida” e quando lei ha provato a dire qualcosa per controbattere, ha aggiunto: “Zitta, non ti ho dato la parola”. Lei, allora, si è alzata ed è uscita dalla sala, seguita, per solidarietà, da quasi tutte le 122 concorrenti al titolo di “Miss Universo”. Il tutto ripreso dalle telecamere in diretta streaming a Bangkok, in Thailandia. “Le beau geste” è stato compiuto dalla messicana Fàtima Bosch una delle concorrenti al titolo.

La bellissima Fàtima Bosch
La “rivolta” passerà alla storia, almeno quella del costume. Le ragazze, per altro tra le più splendide dei loro rispettivi paesi, hanno mostrato che il rispetto e la dignità si possono difendere con un comportamento semplice, ma più rumoroso di un colpo di cannone. Il maschilista trinariciuto e sgarbato, tale Nawat Itsaragrill, presidente thailandese del concorso di bellezza, resosi conto della sua imperdonabile gaffe ha chiesto scusa, ma fuori tempo massimo. Ormai si era esposto al ludibrio delle genti. Tanto da venire strapazzato persino dal presidente internazionale dell’organizzazione, Raùl Rocha, che si è detto “indignato” dalle parole del suo collega ed ha rimarcato che coloro che violano i diritti delle donne sono destinati ad essere censurati. Chissà? Forse anche esautorati da ogni incarico.
Fàtima e le sue compagne hanno gettato non un sasso, ma un masso nel putrido stagno del maschilismo che, ancora oggi, affligge le società e non solo quelle del sud-est asiatico. Ricorda, fatte le debite proporzioni, il comportamento di “Lisitrata”, come descritto da Aristofane nella immortale commedia che riprende il nome della protagonista. La sposa ateniese (il cui nome significa ““scioglitrice di eserciti”), forte della solidarietà delle mogli di Atene e di Sparta, stanche della “guerra del Peloponneso”, che i loro mariti stavano combattendo da tempo e senza respiro e pietà, organizzarono lo sciopero del sesso. Niente abbracci nel talamo coniugale se non si fosse posto fine al sanguinoso conflitto. E vinsero la loro battaglia. 
Non si può escludere che le candidate a “Miss Universo” con loro semplice gesto (uscire dalla sala) possano se non sbarazzarsi d’un colpo del maschilismo (troppi i portatori sani di questa patologia) almeno risvegliare le coscienze degli uomini più sensibili. “Se qualcuno ferisce la tua dignità di donna, devi andartene…”, ha sostenuto Fàtima (viene dall’arabo e vuol dire ““colei che svezza”, non solo dal latte, ma anche – in questo caso – dal vizio della stupidità). Il suo consiglio può diventare un suggerimento utile per tutte le donne, di ogni continente.
Se l’uomo – marito, fidanzato, amante, datore di lavoro o chiunque sia – ti manca di rispetto, lede la tua dignità, lascia il campo. Non avrà altra scelta che venire a Canossa. Ad umiliarsi. O ad essere indicato e messo alla berlina come becero, ottuso e retrogrado.
Elio Clero Bertoldi

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