/, Viaggi/Monte Venere, faggeta col “verde” preistorico

Monte Venere, faggeta col “verde” preistorico

di | 2026-05-29T18:32:15+02:00 31-5-2026 0:10|Sezione 3, Viaggi|0 Commenti

ROMA – La Riserva Naturale del Lago di Vico (in provincia di Viterbo)e il suo fitto bosco della località “Canale” nascondono storie, miti antichi e affascinanti segreti naturali, che in pochi conoscono. Più di 4100 ettari d’estensione, inclusa la superficie del lago, 25 specie di uccelli svernanti e 5000 esemplari provenienti dalle aree più fredde d’Europa. Ma i numeri non finiscono qui. Il Lago di Vico, con una superficie di 12 km quadrati, si trova ad un’altitudine di circa 510 metri, classificandosi come quello, tra i grandi laghi d’Italia, con la quota più alta. Il bosco più famoso, che circonda il lago, è la Faggeta di Monte Venere, una spettacolare area verde, che ricopre le pendici dell’omonimo monte vulcanico.

La Riserva Naturale del Lago di Vico

Ma quali sono le altre curiosità che rendono questi luoghi, a dir poco fiabeschi, unici e contornati da un’atmosfera tipica non di un bosco ma di uno scenario magico? Innanzitutto, i faggi secolari, alberi maestosi, che superano i quaranta metri di altezza, donano al bosco le sembianze di un luogo incantato. I loro tronchi e le loro radici esterne sembrano fondersi nel terreno, s’intrecciano tra loro e creano forme bizzarre, simili a sculture viventi, tipiche di libri e film fantasy. Ma anche i fitti rami dei faggi, che filtrano i raggi del sole, creano spettacolari giochi di luce, che rapiscono lo sguardo, dando vita ad una vera e propria “cattedrale verde”, che chiude il cielo come se fosse una cupola dallo stile gotico.

Le maestose radici dei faggi della Riserva

Insomma, una volta sul posto, si riesce a tornare alla realtà solamente quando il silenzio della boscaglia viene interrotto dai suoni della natura. La foresta non è altro che una “faggeta depressa”, famosa per i suoi alberi cresciuti insolitamente ad una quota molto inferiore rispetto al normale habitat di questa specie. E se ci si dovesse domandare come mai questi giganti secolari, con una circonferenza dei tronchi che supera i sei metri, abbiano raggiunto altezze così da record, la risposta è una sola: tutto merito del microclima vulcanico, fertile e molto umido.

La “faggeta depressa”

I maestosi faggi, che si possono ammirare non appena si abbandona la macchina nel parcheggio di Canale (località in provincia di Caprarola, nel viterbese, e uno tra i punti di accesso più conosciuti per entrare nella Riserva Naturale del Lago di Vico), vengono considerati degli autentici “relitti fitogeografici”. Durante le ultime glaciazioni, infatti, il faggio cresceva rigoglioso in molte pianure e colline del Lazio. Poi, con il riscaldamento della Terra, questa specie diventò tipica dei climi montani. Tuttavia, nella caldera di Vico, rimase intrappolata a quote collinari veramente basse, grazie all’inversione termica prodotta dal lago poco distante. La Faggeta di Monte Venere, dunque, è un chiaro esempio, mozzafiato, di bosco sopravvissuto all’era glaciale.

Località Canale, nel viterbese

Un’altra curiosità, che forse in molti non conoscono, è che prima che gli Etruschi realizzassero un tunnel sotterraneo per abbassare il livello dell’acqua, il Lago di Vico era molto profondo, mentre oggi, a stento, raggiunge i cinquanta metri di profondità. E al tempo, il Monte Venere, già interamente coperto dal fitto bosco, sorgeva al centro dell’acqua cristallina del lago, come un’isola: una vera e propria isola vulcanica. E ancora, come per ogni luogo immerso dal mistero, anche questo piccolo angolo di paradiso è intriso di miti e leggende. Si narra che Ercole, camminando tra i monti Cimini, venne sfidato dagli abitanti del luogo e, per dimostrare la sua forza, conficcò la sua clava nel terreno. Nessuno riuscì a spostarla tranne il semidio che la estrasse con una potenza tale da creare un buco da cui sgorgò tutta l’acqua contenuta in quello che oggi è conosciuto come il Lago di Vico, riempiendo così la conca vulcanica e lasciando una profonda voragine sul monte.

Il Lago di Vico

Camminare all’ombra dei giganti silenziosi di Monte Venere, passeggiare sulla riva delle calme acque del lago poco distante, incamminandosi tra i sentieri del bosco, è un privilegio che la natura ha donato a tutti noi. La Faggeta di Monte Venere non è solamente un posto da esplorare, ma un ecosistema da ammirare e tutelare, come se fosse un tempio dove tutto sembra essersi fermato. Non è solamente un’oasi di rara bellezza. La Faggeta del territorio viterbese è un santuario di biodiversità, a pochi passi dal caos della vita frenetica delle città. Forse è uno tra i tesori più affascinanti della Tuscia, un luogo dove i cacciatori di leggende e gli amanti del trekking possono riscoprire quell’antico legame tra l’uomo e il cuore più profondo e magico del bosco. Un nodo intrecciato alla bellezza che non conosce stagioni.

Faggio secolare della Faggeta di Monte Venere

Un’unione radicata tra i segreti della natura, che aspettano solamente di essere svelati a chi è capace di ascolare e comprendere il suo silenzio. Una connessione che si fortifica, sempre più, non solo quando si cammina all’ombra di quei faggi immensi, riuscendo a farsi cullare da un’atmosfera magica, ma quando non ci si sente più ospiti del bosco. Quando se ne diventa parte integrante. Una volta lì, sarà proprio il bosco ad entrare, con la sua regale e centenaria presenza, dentro ogni anima di chi lo vuole conoscere, realmente, per ciò che è e che è sempre stato: un regno incantato e silenzioso, dove il sole filtra tra le fronde dei faggi come una pioggia di polvere d’oro.

Alice Luceri

 

 

Nell’immagine di copertina, la faggeta depressa di Monte Venere, nella Riserva Naturale del Lago di Vico

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi