RIETI – “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”: è il giuramento dell’atleta Special Olympics. Dal 25 novembre al 3 dicembre è in corso la European Basketball Week, sostenuta da FIBA Europe e FIBA Foundation, in Italia con il patrocinio di Federazione Italiana Pallacanestro, Lega Basket Serie A, Lega Nazionale Pallacanestro, Lega Basket Femminile, AIAP e GIBA torna. Giunta alla XXII edizione, celebra ancora una volta il potere dello sport unificato con la realizzazione di 250 eventi con il coinvolgimento di 25000 partecipanti provenienti da 25 paesi europei. In Italia sono coinvolti 2000 atleti con e senza disabilità intellettive in 29 eventi. 
La settimana europea della pallacanestro Special Olympics è un’opportunità di apprendimento per i giovani e un insegnamento per i docenti delle scuole che hanno a cuore il tema dell’inclusione. Partecipano 11924 studenti provenienti da 97 scuole. Partite, tornei, workshop e altre attività saranno organizzati in tutta Europa per i giovani, ragazzi e ragazze in squadre miste, con un focus sugli Special Olympics Unified Sports e il coinvolgimento di nuove scuole Special Olympics Unified, attraverso una collaborazione incrociata con FIBA Hoops 4 Schools. A Rieti l’IIS “Celestino Rosatelli” e l’IIS “Elena Principessa di Napoli”.

Eunice Kennedy
Special Olympics è un Movimento globale che attraverso lo sport unificato, sta creando sempre di più un mondo di inclusione e rispetto, dove ogni singola persona viene accettata e accolta, indipendentemente dalla sua capacità o disabilità. Sapete a chi si deve questa importante iniziativa? A Eunice Mary Kennedy Shriver, quinta figlia di Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald, sorella di John Fitzgerald Kennedy, nata nel 1921 e morta nel 2009, due settimane prima del fratello Ted. Eunice era cresciuta con sua sorella Rosemary, giovane donna con una disabilità intellettiva che ha ispirato tutta la sua vita. Rosemary imparava più lentamente, era più timida, più fragile, ma negli anni ‘20 e ’30, specialmente le famiglie in vista, nascondevano i figli ‘diversi’, fingevano che non esistessero, o peggio ancora li istituzionalizzavano.

Rosemary Kennedy
Dopo aver provato ad aiutarla con tutor, insegnanti, inclusione nella vita familiare, una volta adulta e più difficile da gestire, il padre Joseph la fece lobotomizzare a 23 anni, nel 1941, senza avvisare nessuno della famiglia, pensando di calmarla (ricordate il film ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo” con Jack Nicholson?). Le sue condizioni ovviamente peggiorarono, Rosemary rimase incapace di camminare o parlare in modo coerente. Fu mandata in una struttura del Wisconsin. La famiglia la visitava raramente, non parlò più di lei in pubblico, tranne Eunice, che continuando gli studi di assistenza sociale a Stanford, lavorando al Dipartimento di Giustizia, crescendo cinque figli con il marito Sargent Shriver, coltivava sempre di più il desiderio di riscatto per tutte le persone con disabilità intellettive.

Eunice
Scrisse un articolo per il Saturday Evening Post: “Hope for Retarded Children” (“Speranza per i bambini con ritardo mentale”), rivelando pubblicamente ciò che la sua famiglia aveva sempre nascosto: la disabilità di Rosemary e la lobotomia, provocando l’ira dei Kennedy. Eunice aprì nel 1962 il Camp Shriver, invitando bambini con disabilità intellettive a nuotare, giocare, fare sport nel cortile della sua casa nel Maryland, sembra con disappunto dei vicini. Ma lei vedeva il potenziale in quei bambini, la voglia di essere inclusi, la loro determinazione e quando suo fratello John diventò presidente nel 1961, gli fece subito pressione per creare il primo panel presidenziale sulle disabilità intellettive. Lui lo fece e nel 1963 firmò il primo grande provvedimento federale a sostegno delle persone con ritardo mentale.

Rosemary
Nel 1968, Eunice cambiò il mondo, insegnando un nuovo modo di vedere, dando vita a un Movimento sportivo con mille atleti con disabilità intellettive: gli Special Olympics internazionali, che oggi conta oltre 5milioni di Atleti in 200 paesi al mondo. Salì sul palco e disse: “Lasciatemi vincere. Ma se non posso vincere, lasciatemi essere coraggioso nel tentativo”. Dopo la morte del padre, riportò Rosemary nella vita familiare, includendola in ogni riunione, in ogni momento possibile e, nel 1995, Rosemary partecipò tra il pubblico ai Giochi Mondiali Special Olympics. Eunice è medaglia presidenziale della libertà, nella National Women’s Hall of Fame.
Francesca Sammarco

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