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Ercole Ammiraglia, creatore di cultura

di | 2026-06-29T18:31:50+02:00 29-3-2026 0:05|Personaggi, Sezione 2|0 Commenti

MORLUPO (Roma) – Organizza, programma eventi, tesse le fila, controlla il lavoro dell’amministrazione pubblica e ne denuncia l’inerzia. Lo fa soprattutto quando si tratta di decoro urbano, in particolare di crolli e smottamenti del centro storico, come è avvenuto di recente. Oppure per il degrado del Lavatoricchio o, ancora, per lo stato di abbandono del Teatro comunale “Aldo Fabrizi”, della Biblioteca comunale e della scuola elementare al Centro storico. Lo fa perché lo attrae il bello e lo difende come può, cosa che sul territorio comunale un po’ lasciato a se stesso lo impegna su vari fronti. Se si candidasse alle prossime amministrative, di certo uno stuolo di concittadini sarebbe pronto a votarlo come Sindaco. “Ma non avrei tempo per dedicarmi a questo impegno come si deve, ho troppo lavoro”, dice lui.

Però fare il capopopolo, ad Ercole Ammiraglia, un poliedrico e geniale ex studente dell’allora Liceo Scientifico “G. Piazzi” ai Teatini (oggi dislocato lungo la ferrovia e ribattezzato “Margherita Hack”), piace parecchio. Del resto, lui è un attore. Ogni tanto lo si vede guidare le folle a protestare per qualche disfunzione o battersi per qualche diritto. Sui social denuncia le mancanze dell’amministrazione comunale indossando una maschera ma in quell’occasione non recita: cita date e documenti, seriamente. L’ex ragazzo, nonché adepto del mitico professore di storia e filosofia Alessandro Molfese che negli anni ‘80 e ‘90 trascinò sul palco del Teatro “ODEIDON”, a La Mazzocca, intere classi di quella scuola trasformando Morlupo in un laboratorio di tutto rispetto, è Ercole Ammiraglia, 50 anni appena compiuti, di professione attore, regista e autore. Sognatore, anche, ma lui è uno che poi, i sogni, li realizza.

Il professor Molfese (al centro, col maglione rosso) con i suoi alunni

Di quel famoso Molfese, professore preparatissimo e fuori dagli schemi che accese il desiderio di fare del palcoscenico un mestiere, è considerato l’erede. Ma Ercole ha superato il maestro, che già era un pezzo avanti in tal senso, in fatto di battaglie e sogni ma anche di traguardi raggiunti: l’Arte Drammatica, infatti, è per lui un lavoro, e non solo una passione. Dopo anni di esperienza alla guida del Teatro comunale dal 2006 al 2019, in quella Morlupo dove Molfese lo iniziò come attore teatrale, ora lui dedica alla finzione scenica tutta la sua vita. Quando non è impegnato nelle sue schermaglie con il sindaco Ettore Iacomussi lo si può trovare nelle viscere – si può dire – della terra: nella sua ultima visione “La Mandragola”.

Per accedervi, scesi per una ventina di gradini ci si trova in un affascinante spazio ricavato in un “Cantinone” con grotta falisca arrivata, attraverso varie epoche, nelle sue mani. Con un’importante opera di riqualificazione, lui ne ha rivelato le meraviglie. Il suo senso del mestiere inizia già dal nome della sua bellissima creazione. “La Mandragola”, infatti, è una pianta misteriosa la cui simbologia spazia dalla cura del patrimonio culturale e la curiosità per il sapere alle connessioni tra l’umanità e la natura. “Io sono antico”, dice lui di sé stesso intendendo con questo rendere il suo gusto per la ricerca delle radici, della storia ma anche della comunità che si ritrova nella cultura.

L’istrionico Ammiraglia oggi educa alle arti le generazioni morlupesi e dei paesi limitrofi. Nella sua Scuola di Teatro nascosta nella pancia del Borgo sulla via Flaminia, insegna loro canto, recitazione, dà loro spazio e tempo per esibirsi. Con laboratori e giochi li abitua all’idea che si debba “diventare” tutte le persone che il teatro scopre dentro di noi. Agli adulti concede un palcoscenico dove esibirsi, davanti ai soci dell’Associazione, uscendo da una misteriosa botola, retaggio della fase rinascimentale di quell’antro ancestrale. Ma questa è solo una delle tante sorprese.

A “La Mandragola”, del resto, non c’è niente di scontato, a cominciare dal punto di vista che si decide di offrire ai soci avendo la sala più di un proscenio da cui possono esibirsi gli artisti. Nell’intima saletta si aprono inaspettatamente tende, ci si ritrova dentro nicchie o in angoli, si salgono scale o ci si affaccia dalle finestre su orride forre. La meraviglia è sempre a portata di mano e non c’è fine settimana che Ammiraglia non abbia già in programma uno dei suoi spettacoli di natura sempre diversa per i soci. Il calendario, fittissimo, richiede al geniale proprietario più di una semplice programmazione. Ammiraglia è “devoto” a questo teatro, ne ha fatto uno stile di vita, lo porta avanti da solo, con l’aiuto, ma soprattutto l’amore, della compagna Silvana Sarubbi. A giorni lei stessa gestirà il suo “Brodo di Giuggiole”, un salottino destinato a diventare il “convivio” degli artisti dopo lo spettacolo dove togliersi la maschera e parlare con gli amici e i soci, degustando cibo sano, tisane, prodotti biologici. Tutto coerente con un progetto etico che riguarda la Persona.

Morlupo è solo un piccolo esperimento anche se ormai dura da tanti anni. Nella vicina cittadina di Fiano Romano, l’attore sta realizzando qualcosa di molto più complesso. Si tratta della “Città ideale” che comprenderà un teatro, un’arena esterna, laboratori per svolgere tutte le attività complementari a quella della Scuola di Teatro. Ma a Morlupo il risultato è già meraviglioso. Lo sa bene chi ci è passato, sulle tavole de “La Mandragola”, quante emozioni e quanta magia si creano durante gli spettacoli, e quanta cura mette Ercole nei preparativi tecnici e durante le prove generali. “La Mandragola – è l’avvertimento affettuoso di Ammiraglia ad attori, musicisti e cantanti che passano da lui – la sentirete un po’ come casa vostra”.

Ed infatti è così. Anche a lui rimane la nostalgìa perché dopo ogni serata con i soci, quel posto si arricchisce di una storia in più, di una nostalgia antica. Probabilmente questa sensazione è ciò che rimane di quella Comunità di anime affini nata intorno a lui, suo originale “Deus ex machina”.

Gloria Zarletti

Nell’immagine di copertina, Ercole Ammiraglia con la compagna Silvana Sarubbi

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