VITERBO – È di questi giorni la notizia che, per espressa volontà del defunto, le ceneri di un sacerdote sono diventate un diamante blu. Lo scorso novembre, infatti, don Lanfranco Casali aveva lasciato questa vita alla veneranda età di 93 anni, ad Osimo, in provincia di Ancona, nelle Marche, esprimendo in un video, reso noto dopo la sua morte, il desiderio di diamantificare le sue ceneri ed esporre questo diamante in un luogo sacro, oltre alle direttive sulla celebrazione dei funerali. Resti mortali bruciati, trasformati in diamante, perché secondo il sacerdote poteva riflettere l’immagine di Dio.

Don Lanfranco Casali
A realizzare questa pratica è stata la società svizzera Algordanza, specializzata in questo servizio, ossia nella creazione dei cosiddetti “diamanti della memoria”. In pratica, dalle ceneri della cremazione viene estratto il carbonio che, successivamente viene purificato, trasformato in grafite, poi viene sottoposto a pressione e temperatura molto alte, riproducendo così il processo naturale di formazione delle gemme, in laboratorio.
Negli ultimi anni, la cremazione nel nostro Paese è una pratica ormai in costante crescita, regolata da una legge nazionale quadro (L. 130/2001) e da particolari normative regionali e disposizioni di polizia mortuaria. Un cambiamento notevole: basti pensare che nel 1995 in Italia si registravano appena 15.436 cremazioni, pari al 2,78% dei decessi. Invece, nel 2025 le cremazioni hanno raggiunto quota 257.205, pari al 39,46% dei decessi.
Laura Ciulli

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