MONTEROTONDO (Roma) – La storia del luogo dove si è nati e si è diventati grandi tende a dissolversi e anche i racconti, quando gli anziani non ci sono più, perdono il potere di contrastare l’oblìo. Ci vuole qualcuno, quindi, che si impegni per “fermare” certi episodi del passato simbolici della storia vera, quella delle persone umili e mai raccontata nei libri scolatici ma non per questo meno edificante e gloriosa. A Monterotondo Massimo Pugliano, oggi dirigente pubblico, da tempo aveva un pallino: quello di far riemergere fatti e aneddoti attraverso l’opera dell’ormai scomparso Augusto Carletti, famoso avvocato con il gusto della rima che, attraverso 24 sonetti di perfetta fattura, negli anni ‘80 aveva raccontato in dialetto episodi divertenti o drammatici ma sempre ascrivibili a pieno diritto nella storia anche se poi in quella ufficiale non ci sono mai stati inseriti.

Massimo Pugliano
Carletti chiese proprio a Massimo, allora appena laureato in legge e praticante presso il suo studio legale, di occuparsi della parte grafica. Il giovane Pugliano era stato notato dall’avvocato-poeta per le sue vignette di satira politica sul giornale locale “Monterotondo oggi”, con cui aveva commentato con tratto leggero, per esempio, il tentativo del Comune di Roma di realizzare una discarica nel territorio eretino o il primo presepe del Partito Comunista e, ancora, la disputa con la società autostradale per il casello. Così il giovane con la passione del disegno si trovò a rappresentare per Carletti, tra gli altri episodi, la tragica zuffa del 27 luglio 1921 tra fascisti e antifascisti in zona San Luigi.

Illustrazione del sonetto per la morte di Nicola Lalli
In quel guazzabuglio, tutto narrato in versi dialettali pulitissimi, i due gruppi avversari caracollarono verso le Fornaci dove fu ritrovato il corpo senza vita del diciassettenne Nicola Lolli, allora celebrato come un eroe ma di cui oggi non si sa più niente. Oppure l’assalto di Garibaldi contro i papalini appena fuori dalla porta di Monterotondo il cui leggendario catenaccio fu ritrovato tra i morti della confinante Mentana che oggi lo custodisce gelosamente nel suo Museo e rappresenta motivo di eterna schermaglia tra i due comuni. Non manca la festa di sant’Antonio “che rentronava la fanfara”, la piu amata dai monterotondesi, o “la ciammella a cancellu”.

Vignetta sulla cavalcata di Sant’Antonio
Una ricostruzione tagliente e a tratti ironica, quella del duo Carletti-Pugliano, di cui all’epoca della pubblicazione si parlò molto ma che poi è stata subissata dalla tendenza dei nostri tempi all’effimero, che macina i ricordi e li sostituisce con ricostruzioni virtuali. I ricordi che Pugliano si è ripromesso di riportare in vita però no, non sono falsi ma commoventi e teneri, autentici, ed hanno il sapore buono delle cose antiche capaci di farci provare nostalgia, anche questa un’emozione ormai rara. I versi di Carletti e i disegni di Pugliano ricostruiscono episodi del passato ma rappresentano già, essi stessi, una storia lontana, quella degli anni ’80, neanche mezzo secolo che ha visto trasformarsi il mondo.
Sonetti e illustrazioni saranno esposti da domenica 11 fino al 24 gennaio nella mostra “Com’eravamo”, presso la Galleria Grafica Campioli, in via G. Bellini, 46, dalle 17 alle 19. Il valore culturale dell’iniziativa non è da poco ma Pugliano si schermisce. “Non ho meriti – dice lui – per questa iniziativa che ha solo il fine di tenere in vita ricordi intorno ai quali si costruisce una comunità, tuttavia credo – aggiunge – di essere stato vicino ad uno dei protagonisti della nostra storia e per questo di avere il dovere morale di onorarne la memoria”.
Gloria Zarletti
Nell’immagine di copertina, una vignetta di Massimo Pugliano per “Monterotondo oggi”

Caro Massimo non ti conoscevo vignettista e una piacevole sorpresa . Complimenti 👏👏
Grazie Vittorio, una vita fa 😄👋