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A Collevalenza il culto di Madre Speranza

di | 2025-05-25T01:11:40+02:00 25-5-2025 0:15|Personaggi, Sezione 4|0 Commenti

TODI (Perugia) – Un luogo di forte spiritualità, considerato da molti la Lourdes dell’Italia centrale: è il santuario dell’Amore Misericordioso, a Collevalenza. Lo scorso 26 gennaio c’è stata l’apertura della Porta Santa, nella celebrazione eucaristica della domenica presieduta dal Vescovo Gualtiero Sigismondi, in questo Anno Santo dedicato alla Speranza. Siamo in Umbria, nella diocesi di Orvieto-Todi, in provincia di Perugia. È meta di pellegrinaggi, indissolubilmente legato alla beata Madre Speranza, al secolo María Josefa Alhama Valera, nata a Santomera, in Spagna, il 30 settembre 1893, morta appunto a Collevalenza, l’8 febbraio 1983.

La beata Madre Speranza

È lei che dà origine alle Ancelle dell’Amore Misericordioso e dei Figli dell’Amore Misericordioso, che continuano a diffondere il suo messaggio. “Stiamo attenti a non ferire i nostri fratelli e, invece di parlare, con o senza fondamento, dei difetti degli altri, esaminiamoci e vediamo se noi stessi li abbiamo come quelli, o anche più gravi”, scrisse questa Ancella, che ha dato un volto alla tenerezza dell’amore di Cristo, in questo santuario che è, tra l’altro, l’unico intitolato alla Misericordia. Trentadue anni vissuti in questo luogo di pace e riconciliazione, a sette chilometri da Todi. V

Visitarlo è come rinascere, ritrovarsi e sentirsi avvolti dall’Amore misericordioso. Far conoscere a tutti un Dio, pronto ad accogliere il figliol prodigo. È, in definitiva, l’impegno assunto, facendo conoscere un “Padre che ama, perdona, dimentica e non tiene in conto i peccati dei suoi figli quando li vede pentiti”, mettendosi al servizio dell’altro, ricevendo giornalmente centinaia di persone, ascoltando e infondendo speranza al prossimo. Madre Speranza, come altre figure mistiche, è protagonista di fenomeni di bilocazione. Spesso essuda sangue, stigmatizzata sulle mani, sui piedi e al costato per più di cinquant’anni. Ha anche il dono dell’introspezione delle coscienze, delle guarigioni miracolose e della profezia.

Il 13 maggio 1981, inizia a vomitare sangue, tanto da impregnare quattro asciugamani, sapendo che mancavano poche ore all’attentato di Ali Agca contro Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro. Sfama più di 3000 persone ogni giorno a Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale, moltiplicando gli alimentari che aveva a disposizione, compiendo “Todo por amor” (tutto per amore): l’espressione che riassume tutta la vita di questa piccola grande donna. Una Chiesa con cuore ed occhi umani, che riflette il volto di Dio, amando e servendo il prossimo.

Madre Speranza

L’8 ottobre 1983, a 89 anni, muore e viene sepolta nella cripta del santuario, in un particolare sepolcro che rappresenta una zolla di terra sollevata, riecheggiante le parole evangeliche: “Se il chicco di grano non muore, rimane solo… Se invece muore, produce molto frutto”. In seguito alla guarigione immediata, nel 1999, di un bambino colpito da grave intolleranza, viene dichiarata beata. Un miracolo di terzo grado, ossia “quoad modum” (riguardante le modalità). Significa che la guarigione è stata pressoché istantanea, totale e duratura. La suora ha interceduto invocata dai genitori del bambino e l’acqua benedetta del santuario di Collevalenza, portata a Vigevano al bambino, ne è stata lo strumento.

Laura Ciulli

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