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“Ci sono anch’io!”, autentico inno alla vita

di | 2025-09-05T20:19:29+02:00 7-9-2025 0:35|Cultura, Sezione 8|0 Commenti

MILANO – “Ci sono anch’io!” di Concezio del Principio, edito da SETART Edizioni, è un romanzo che avvince, coinvolge e fa riflettere su un tema spesso relegato in un angolo dove non c’è troppa voglia di approfondire: come vive una famiglia con un figlio con grave disabilità autistica? L’autore dà voce al figlio che non parla e traduce in parole lo sguardo che il ragazzo gli rivolge con insistenza: ci sono anch’io, anche io faccio parte di questa realtà e ho diritto a un posto nel mondo, un posto dove stare, dove essere rispettato, amato e inserito. Questa è la lotta di un padre sostenuto da tutti i componenti della famiglia perché il proprio figlio non sia soltanto una presenza di contorno, ma l’elemento centrale, un figlio speciale che completa e arricchisce la vita quotidiana di tutto il nucleo familiare. Non deve esser un figlio che toglie, ma un figlio che aggiunge.

Scoprire che il proprio bambino, tanto atteso e accolto con amore, non potrà mai essere come tutti gli altri scatena sentimenti diversi che vanno dalla rabbia, la costernazione, la disperazione ma anche la ribellione. Non si può e non si deve accettare con fatalismo la diagnosi della malattia, bisogna lottare per trovare una soluzione che permetta la comunicazione con un ragazzo autistico. Instaurare un dialogo che passa attraverso lo sguardo, la carezza, l’incitamento, la gratificazione è indispensabile per rendere la vita di tutta la famiglia una vita piena. Inizialmente l’autore insieme a sua moglie si sono sentiti soli, sgomenti, incapaci di gestire la situazione che in breve tempo aveva cambiato la vita di tutti mettendo sbarramenti al normale corso della vita. La domanda ricorrente era “Perché è accaduto?”, seguita da “Cosa possiamo fare per dare dignità a questo ragazzo?”.

Concezio del Principio

In breve tempo Concezio si è trasformato in un leone che non si ferma davanti a niente e nessuno, una tigre che graffia e lascia il segno. Ha smosso mare e monti, autorità, specialisti, istituzioni perché il figlio avesse assistenza a scuola per tutto il tempo necessario con continuità senza che il tutto si trasformasse in ritagli di tempo rubati all’esistenza di ciascuno. Doveva essere il miglio tempo possibile quello da donare al figlio Daniele e doveva esserlo da parte di tutti. Il romanzo attraverso il racconto rende il lettore attore egli stesso, partecipe della vicenda, protagonista di una realtà troppo spesso sconosciuta o ignorata. È questo un modo efficace per scuotere le coscienze relativamente a un tema sempre più attuale. Infatti il numero di casi di autismo è in aumento in contrapposizione alla mancanza o inefficienza di mezzi per gestirlo.

Concezio non si è arreso e a furia di cercare su internet ha trovato chi poteva aiutarlo. Era dall’altra parte dell’oceano, in California, una dottoressa che ha sperimentato un nuovo metodo per studiare il comportamento di persone autistiche al fine di trovare il modo di modificare alcuni loro atteggiamenti per renderli il più possibile adeguati. “Un pomeriggio rimasi colpito, nella mia estenuante ricerca di aiuto su internet, dalla descrizione di un Centro americano denominato C.A.R.D.(Center for Autism and Related Disorders) in California che trattava la patologia autistica attraverso un metodo comportamentale denominato A.B.A. (Applied Behavioral Analysis) che tradotto letteralmente significa analisi applicata del comportamento. L’ABA consiste nella progettazione, nella messa in atto e nella valutazione di programmi di intervento ed è fondata sull’osservazione e la registrazione del comportamento del bambino, che forniscono la base di partenza per la progettazione e attuazione di interventi per il cambiamento di comportamenti inadeguati e l’apprendimento di nuove abilità”.

Concezio da padre responsabile si chiede se sia un miraggio, un’ulteriore illusione ma subito dopo si mette in gioco e prova a mettersi in contatto col centro americano in questione. Questo rappresenta il momento della svolta, il momento in cui ciò che sembrava impossibile diventerà possibile come andare a mangiare una pizza fuori con tutta la famiglia senza che suo figlio Daniele dia in escandescenza richiamando l’attenzione di tutta la sala e rendendo impossibile cenare insieme in pizzeria. Daniele cambierà il suo atteggiamento nei confronti degli altri grazie a questo metodo. Un metodo che ha richiesto l’impegno di tutti e un grande dispendio di energie. Si tratta di un romanzo che vuole restituire la speranza a chi si trova a fare i conti con una realtà difficile da gestire, una realtà dove il figlio autistico richiede attenzione e abnegazione e dove spesso ci si sente soli e impotenti. È un incitamento a non arrendersi, a non mollare mai, a fare di questa difficoltà un’opportunità, addirittura una ricchezza.

“Daniele non usa parole, ma sorrisi, abbracci forti e vigorosi e intreccia le sue dita tra le mie per raccontarmi la sua gioia – racconta Concezio Del Principio -. Vivo delle emozioni che mi regala e mi sento l’uomo più fortunato del mondo. Ci ha fatto comprendere che la vita va vissuta e non subita, che l’opportunità della vita è contribuire a costruire qualcosa di utile e di bello. Tutto questo Daniele ce lo ha insegnato senza parlare, senza mai proferire parola, ma solo con la purezza e la sincerità delle sue azioni”.

Un insegnamento di vita per tutti si custodisce in questo libro che è un racconto ma anche riflessione e incitamento ad andare avanti senza abbattersi mai e senza rassegnarsi a un destino che si reputa infausto. Nella conclusione del testo è racchiuso il messaggio rivolto al lettore, chiunque esso sia. “Oggi è un nuovo giorno, una nuova opportunità da vivere, una nuova luce da condividere!”.

Margherita Bonfilio

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