Che si fa dopo il diploma? Già, la domanda è tutt’altro che retorica e coinvolge non solo coloro che hanno appena concluso il ciclo di studi, ma le loro famiglie e, ampliando il concetto, il futuro stesso dei diretti interessati e dell’Italia intera. E’ evidente che una nazione cresce e migliora se è capace di formare compiutamente la futura classe dirigente. Dunque, le scelte dei diciannovenni appena usciti non sono soltanto personali, ammesso che a quell’età si abbiano le idee sufficientemente chiare per imboccare subito la strada giusta.

Il Liceo classico Quinto Ennio di Taranto
Un breve passaggio personale può aiutare a comprendere meglio il discorso. Dopo la maturità classica, chi scrive prese una decisione abbastanza singolare optando per il corso di laurea in Fisica. Una scelta piuttosto ardita visti gli studi effettuati, ma fatta con entusiasmo e passione per scoprire un mondo appena conosciuto sui banchi del liceo “Quinto Ennio” di Taranto (che oggi, purtroppo, non esiste più), ma ancora tutto da esplorare e approfondire. Col tempo, cominciarono a manifestarsi le difficoltà e di pari passo crebbe la consapevolezza di aver sbagliato facoltà, ma diversi esami (anche importanti) erano andati in archivio.

L’istituto di Fisica dell’Università di Bari
La voglia di mollare tutto e ricominciare con un altro tipo di studi era grande e c’era anche la disponibilità della famiglia di sostenere una decisione così drastica. Ma, un po’ per “tigna” e un po’ per inerzia, alla fine si andò avanti fino a raggiungere la laurea, comunque in tempi ben più lunghi di quelli canonici e, in tutta sincerità, con scarsa soddisfazione. Ma la vita molto spesso offre una seconda possibilità e quindi, quando si presentò l’opportunità di trasformare la passione per la scrittura in una professione, non ci furono tentennamenti e l’abbraccio al giornalismo divenne realtà. Sono passati quasi cinquant’anni…
Non fu una decisione facile con la rinuncia agli ottimi guadagni derivanti da una remunerativa consulenza presso l’allora Italsider (poi Ilva, oggi Acciaierie d’Italia) e soprattutto con la consapevolezza di aver intrapreso un cammino nient’affatto agevole, segnato anch’esso da difficoltà e problematiche di vario genere. Ma anche costellato da piccole e grandi gratificazioni che confermano la bontà di quella scelta. Una decisione di cuore, della quale il sottoscritto non si è mai pentito. Anzi.
Dal 2019 ad oggi, dopo la maturità più della metà dei diplomati decide di iscriversi all’università, spesso percepita come la scelta “naturale” e favorita dalle aspettative delle famiglie. Tuttavia, non sempre questa decisione si rivela quella giusta. Anche perché spesso si tratta di una scelta fatta di fretta: a poche settimane dall’esame di Stato, solo il 29% dei maturandi afferma di avere le idee del tutto chiare sul percorso da intraprendere con il titolo scolastico in mano. Lo rileva l’Osservatorio “Giovani e Orientamento”, realizzato da Skuola.net in collaborazione con Gi EDU intervistando 1.000 neodiplomati sulle loro prospettive post diploma.
Comunque, al di là della scelta, laurearsi “conviene”. L’ultimo rapporto AlmaLaurea 2025, riferito ai laureati del 2024, attesta che il tasso di occupazione a cinque anni dal titolo supera l’89% per chi ha conseguito lauree magistrali a ciclo unico, mentre si attesta all’89,7% per le magistrali biennali e al 92,8% per i laureati triennali. Non tutte le facoltà però garantiscono gli stessi livelli di occupazione e reddito, e spesso un indirizzo più pratico e professionalizzante può rivelarsi una scelta più vantaggiosa. Negli ultimi anni, gli ITS Academy, ovvero gli Istituti Tecnologici Superiori, hanno guadagnato crescente attenzione come percorsi post-diploma ad alta specializzazione tecnica. Secondo l’ultima indagine INDIRE, del 2025, l’84% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno dal diploma, e nel 93% dei casi questo lavoro è coerente con il percorso di studi seguito. Le aree maggiormente “performanti” sono il Sistema meccanica, il settore delle Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, quello della Mobilità sostenibile e quello Nuove tecnologie per la vita. 
Ma c’è anche chi decide di iniziare a lavorare direttamente dopo il diploma. I dati più recenti di Unioncamere-Excelsior indicano che circa 1,5 milioni di posizioni lavorative saranno riservate a diplomati nei prossimi mesi, ma i profili ricercati sono piuttosto specifici. Le figure più richieste includono operai specializzati in meccanica, edilizia, impianti elettrici e termoidraulici, tecnici per manutenzione e collaudo, addetti a logistica, trasporti e magazzino, personale sanitario e assistenziale (come OSS e ASA), oltre a commessi e addetti alla ristorazione. D’altra parte, quasi la metà delle imprese segnala difficoltà a reperire candidati adeguatamente preparati, soprattutto per carenze nelle competenze pratiche.
“Cosa vuoi fare da grande?”. “Il posto fisso”. La battuta in un film di Checco Zalone sintetizza che il cosiddetto “posto fisso” continua a essere (soprattutto al Sud) una delle strade più battute anche per le nuove generazioni di diplomati, essendo in grado di offrire stabilità e percorsi di carriera strutturati. Ogni anno lo Stato mette a bando decine di migliaia di posti – distribuiti tra amministrazioni comunali, ASL, ministeri e vari enti pubblici – accessibili anche con il solo titolo scolastico superiore. Ai quali vanno aggiunte le posizioni disponibili nel comparto militare e delle forze di polizia che offrono formazione interna, contratti a tempo indeterminato in tempi brevi e possibilità di carriera.
In sintesi, la strada dell’università è ancora la più ricercata, ma ce ne sono altre ugualmente valide. Ciò che conta davvero è la preparazione e la voglia di crescere e di affermarsi. Perché la vita concede sempre una seconda occasione. E soprattutto non bisogna mai smettere di sognare. A qualunque età.
Buona domenica.

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