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Cenerentola, la fiaba più antica del mondo

di | 2025-07-12T11:03:59+02:00 13-7-2025 0:10|Personaggi, Sezione 3|0 Commenti

NUORO – La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare. Fin da bambini, per intrattenerci, incuriosirci o farci addormentare la sera, le mamme, più e più volte, ci hanno raccontato di personaggi fantastici, luoghi lontani e spesso esotici che ci hanno fatto sognare, battere il cuore, rigare il volto con qualche lacrima. È opinione comune ritenere che le fiabe siano pensate per intrattenere i bambini, ma non è del tutto corretto. Spesso venivano narrate mentre si svolgevano lavori semplici come la filatura, che non impegnava particolarmente la mente.

Le fiabe sono sempre state gradite sia agli adulti che ai bambini, vissute spesso come momento di aggregazione che avveniva anche davanti al focolare domestico per concludere una giornata di fatica e impegno. Tra le fiabe più conosciute, quella di Cenerentola nasce agli albori dei tempi, addirittura si fa risalire all’epoca delle piramidi. Presente in numerose tradizioni popolari, dall’Europa all’America fino in Cina, la fiaba di Cenerentola compare in oltre trecento varianti.

Rodopis, la Cenerentola egiziana

La prima versione nasce oltre 2500 anni fa, in Egitto. Erodoto racconta di Rodopis, una schiava tracia, compagna di schiavitù dello scrittore di favole Esopo. La giovane donna giunse in Egitto al seguito di Carasso di Mitilene, un mercante di vino greco e fratello della poetessa Saffo. Rodopis, ossia “guance di rosa”, è una giovane schiava dai capelli biondi, gli occhi verdi e l’incarnato chiaro. Si racconta fosse stata venduta dai pirati ad un ricco signore egiziano proprio per le sue fattezze che non erano certo quelle delle schiave dell’epoca, di pelle scura con gli occhi neri e i capelli corvini e ricci.

Rodopis

Isolata e derisa per il suo aspetto, invidiata persino da alcune schiave, subisce umiliazioni e vessazioni. Rodopis amava molto il ballo ed un giorno il suo padrone la sorprende a danzare da sola con grande abilità. Stupefatto ed estasiato le regala un paio di sandali dorati che però accrescono l’astio e la cattiveria delle altre schiave nei suoi confronti. Rodopis sgobbava dalla mattina alla sera e quando il faraone organizza il ballo presso la sua corte di Menfi lei, oberata di lavoro, non vi può partecipare.

Mentre una mattina è intenta a lavare i panni al fiume, il falco di Horus le ruba un sandalo e lo porta al faraone, facendolo cadere all’improvviso sul suo grembo. Questi, interpretando il gesto come un segno divino, ordina che tutte le fanciulle del regno provino il sandalo perché lui avrebbe sposato quella che fosse riuscita a calzarlo. Rodopis, che possedeva il secondo sandalo, viene così condotta a palazzo reale e il faraone decide di sposarla e di vivere con lei felicemente al suo fianco. Secondo alcuni studiosi, il faraone Amasis sposò realmente una schiava greca di nome Rodopis, secondo altri, pur non sposandola, le riservò una vita particolarmente agiata.

La gatta Cenerentola

Nel 1634, Gianbattista Basile pubblica la favola de “La gatta Cenerentola”. La storia è ambientata nella città di Napoli. La protagonista è un’orfana di madre di nome Zezzolla che un giorno, su suggerimento della maestra, uccide la matrigna rompendole il collo con il coperchio di una cassapanca. In seguito, convince il padre a sposare la maestra. Una volta sposata, la maestra da donna buona e amorevole diventa cattiva e porta a casa le sue sei figlie. Zezzolla finisce in cucina, da qui il nome di Cenerentola, “sporca di cenere” e da allora il suo nome diviene Gatta Cenerentola.

La gatta Cenerentola

Cenerentola però riceve in dono un dattero, una zappa, un secchiello d’oro e una tovaglia di seta. Pianta il dattero e da questo nasce una pianta da cui esce una fata. In un giorno di festa, poiché Cenerentola – Zezzolla è desiderosa di uscire di casa e di partecipare al ballo cittadino come tutte le ragazze e le sorellastre, la veste come una regina. Cenerentola raggiunge le sorelle che, quando la vedono, mostrano verso di lei una grande invidia. Ma il destino gioca a suo favore e quando incontra il re questi rimane incantato dalla sua bellezza e manda il suo servo più fedele a informarsi su di lei.

Cenerentola – Zezzolla spaventata scappa, lasciando dietro di sé delle monete d’oro che il servo si ferma a raccogliere. Per tre volte Cenerentola va alla festa e incontra il re che cerca di farla inseguire, l’ultima volta, nella corsa della carrozza, perde la sua scarpetta e la storia si conclude col consueto lieto fine.

Nel 1697, Charles Perrault scrive una versione più delicata, addolcendo la storia. La versione che lui propone è più fiabesca, presenta topolini, zucche e una fata madrina. Cenerentola è descritta come una ragazza virtuosa, le sorellastre sono cattive ma non sadiche. La fiaba così non serviva più a spaventare i bambini, ma a divertirli e a farli sognare. Nella versione originale francese Perrault descrive una scarpetta non di vetro o cristallo ma di “vair”, cioè di pelliccia di scoiattolo grigio. A causa di un errore di traduzione a Cenerentola viene messa ai piedi una scarpetta di cristallo, scomoda ma assai più romantica.

Aschenputtel

Nel 1812 i fratelli Grimm presentano una versione dark di Cenerentola, “Aschenputtel”. La storia si apre con la morte della madre della fanciulla e l’arrivo della matrigna. Il padre, pur essendo vivo, è una figura assente nella vita della ragazza che riceve aiuto solo da un albero magico e due colombe. Da questi Cenerentola riceverà un abito d’oro e d’argento e una scarpetta di seta che, come cliché, perde alla fine del ballo di corte.

Anche in questa storia il principe fa cercare per tutto il reame la ragazza di cui si è invaghito al ballo e il macabro arriva nel momento in cui la matrigna consiglia alle figlie che stanno provando a calzare la scarpetta di tagliarsi una gli alluci, l’altra i talloni per far entrare i piedi nella scarpa. Ma l’inganno viene svelato dalle colombe, così la storia si conclude con il lieto fine per Cenerentola che può sposare il suo principe mentre le colombe accecano le sorellastre strappando loro gli occhi e costringendole alla cecità eterna.

Ye Xian (o Yen Shen), la Cenerentola cinese

La Cenerentola cinese si chiama Ye Xian, o Yen Shen. La ragazza, orfana di entrambi i genitori, vive con una matrigna. Trova conforto alla sua vita di stenti e di dolore in un pesce magico che non è altro che la reincarnazione della madre. La malvagia matrigna però lo uccide e lo cucina. Ma la sua lisca è magica e aiuta Yen Shen a cambiare il suo destino. Lasciata a casa durante la festa di primavera, la Cenerentola cinese ottiene in dono dalla lisca un meraviglioso abito e dei sandali dorati.

Anche in questa versione alla fine della festa la ragazza scappa e durante la fuga perde una delle scarpette. Il principe cercherà di ritrovare la proprietaria che presenta un piedino piccolissimo, ideale di bellezza cinese, già presente nel paese dal X secolo. Il fatto che Cenerentola calzi una scarpa assai piccola, rimanda alla tradizione del “loto d’oro”, o del “piede di loto”, l’assurda usanza di deformare i piedi delle donne fino a farli entrare in una scarpa della misura 23.

Cinderella, la Cenerentola della Disney

Nel 1950 arriva Walt Disney che crea il film d’animazione Cinderella o Cenerentola. Anche qui  una giovane orfana è costretta a servire matrigna e sorellastre, una figura materna cattiva e insensibile, un padre prima assente poi morto, un elemento magico (una fata madrina con una bacchetta magica), zucche, topini, uccellini aiutanti, una scarpetta perduta e una trasformazione sociale.

Dove sta la novità? Che solo Disney ha saputo trasformare una storia dai risvolti macabri e tenebrosi in una vera e propria favola per bambini, con una protagonista che esprime dolcezza, gentilezza, empatia, misericordia e pazienza.

Virginia Mariane

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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