Un bene sottratto alla criminalità organizzata diventa luogo di accoglienza, inclusione e memoria civile. Una villa di Tarquinia (sul litorale viterbese) si trasforma così nella “Casa degli Abbracci”, inaugurata nei giorni scorsi alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’iniziativa si è concretizzata grazie all’incessabile lavoro dell’associazione per l’inclusione giovanile Juppiter, presieduta da Salvatore Regoli, che è riuscita a creare una fruttuosa connessione tra amministrazione comunale, Prefettura e altre realtà operanti nel settore del volontariato e della cooperazione.
Il progetto si sviluppa nel solco dell’esperienza educativa di don Antonio Mazzi e all’interno della realtà della famiglia dell’Opera don Calabria, con l’obiettivo di creare un luogo in cui natura, cultura, inclusione e formazione possano convivere. E rappresenta inoltre un esempio concreto di come lo Stato possa restituire ai cittadini ciò che era stato sottratto alla legalità, trasformando un patrimonio nato dall’attività criminale in una risorsa per la comunità.
La “Casa degli Abbracci” si propone come uno spazio aperto alla comunità, destinato ad accogliere una casa famiglia, attività rivolte agli adolescenti, percorsi dedicati ai ragazzi con fragilità, iniziative con le scuole e momenti di aggregazione fondati sui principi della legalità e della solidarietà. E rappresenta dunque un esempio di collaborazione tra istituzioni e realtà sociali nella valorizzazione dei beni confiscati. Per cui un edificio un tempo legato alla criminalità diventa oggi un punto di riferimento per chi ha bisogno di sostegno e un presidio di cittadinanza attiva, dimostrando come la restituzione alla collettività possa trasformare una ferita del territorio in una nuova opportunità di crescita e speranza.

Salvatore Regoli
“Trasformiamo una vicenda criminale in un momento di grande opportunità per la vita dei ragazzi dell’associazione Juppiter – commenta il ministro Piantedosi – . Questo luogo è molto più di quattro mura ed è il risultato di un incontro fortunato tra istituzioni, risorse e un territorio vocato all’abbraccio”. All’interno della struttura è stata creata una casa famiglia che ospiterà sei ragazzi speciali, e la “Stanza delle memorie” che, attraverso video e foto, racconta ai visitatori le storie dei viaggi nel mondo intrapresi dai ragazzi della Carovana Juppiter. E ancora il Frutteto delle Storie, uno spazio destinato a custodire la memoria di uomini e donne che hanno costruito il bene comune: il primo albero è dedicato ad Antonio Montinaro, capo scorta del giudice Giovanni Falcone, simbolo di servizio e coraggio.

Il ministro Piantedosi inaugura la Casa degli Abbracci
Ma si tratta di un lungo percorso che definisce l’identità di Juppiter: le grandi carovane educative, i progetti dedicati agli adolescenti, il lavoro quotidiano svolto insieme alla ASL di Viterbo con il progetto “La fatica di crescere”, la prevenzione, gli stili di vita positivi e le esperienze che negli ultimi anni hanno portato centinaia di giovani a camminare insieme sulle strade d’Europa. Presentato anche il progetto dell’agricamping, un nuovo spazio immerso nella natura dove gli adolescenti potranno vivere esperienze di campeggio, avventura, educazione ambientale e crescita personale.
La “Stanza delle memorie”, cuore simbolico della Casa, è uno spazio multimediale pensato insieme alla Polizia di Stato, dedicato ai racconti di legalità, inclusione, fragilità, ma anche bellezza e arte. Attualmente raccoglie i racconti delle grandi avventure di Juppiter insieme alla Polizia: dalla Carovana della Legalità in Sicilia a Destinazione Capo Nord, dal cammino sulla Via Francigena fino al recente Viaggio alla Fine del Mondo lungo il Cammino di Santiago, passando per l’impegno preso con il presidente Mattarella che si è trasformato in una carovana da 100 persone a Parigi al motto “Libertà, uguaglianza, fraternità”.

L’intervento del sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti
Al centro, l’agorà della casa, uno spazio destinato agli eventi e alla comunicazione dove Salvatore Regoli ha raccontato il progetto e Juppiter con video e parole, sottolineando l’importanza della fiducia nelle nuove generazioni: “I ragazzi hanno bisogno di grandi avventure, di sballi positivi, di esperienze che lascino il segno. Noi adulti dobbiamo soltanto camminare accanto a loro. Il futuro appartiene ai giovani e il nostro compito è continuare a credere in loro”.
Piantedosi rimarca l’importanza di “riallocare” con lungimiranza i beni sequestrati alla criminalità organizzata per un totale di quasi 21.000 beni ridestinati a uso sociale solo negli ultimi quattro anni: “Un lavoro che richiede una macchina amministrativa efficiente e una collaborazione stretta con le realtà locali, come sindaci e associazioni, per riempire di contenuti e vita questi spazi restituiti alla collettività”.
Particolarmente significativo l’incontro riservato tra il ministro e i ragazzi speciali protagonisti delle carovane di Juppiter che hanno raccontato i loro sogni: “E’ sempre bello quando un bene requisito alla criminalità organizzata viene restituito alla collettività, ma grazie a Juppiter e a Salvatore Regoli, è stato ancora più bello perché i ragazzi mi hanno abbracciato e mi hanno fatto sentire a casa. Loro ci insegnano l’importanza della semplicità, quella a cui tutti dobbiamo tornare”.
Davvero una pagina significativa nella crescita civile e culturale di un’intera comunità. Sono questi i momenti che aiutano ad affrontare con maggiore fiducia e rinnovata speranza i difficili tempi che stiamo vivendo.
Buona domenica.

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