PALERMO – Le caramelle alla carruba sono un’antica tradizione dolciaria a cui sono particolarmente affezionati i palermitani. E a buon diritto, vista la loro storia: sono nate infatti nel 1890, ben 136 anni fa, da un’intuizione del padre del bisnonno dell’attuale responsabile dell’azienda, Antonio Terranova, che ebbe l’idea di unire il decotto delle carrube e lo zucchero. Da allora l’azienda è passata da padre in figlio; e la famiglia Terranova, a Ballarò, in via Albergheria, nel cuore del centro storico del capoluogo siciliano, ha continuato a produrre e commercializzare con successo le caramelle “carruba” , diventate nel tempo un’icona della produzione dolciaria cittadina.

Giacomo Terranova
“Abbiamo affinato la tecnica – racconta Giacomo Terranova – e oggi il concentrato che sta alla base delle caramelle lo fa, dietro nostro brevetto, un’azienda di Ragusa, dove c’è la più alta produzione di carrube dell’Isola. Tutta la lavorazione, invece, la facciamo qui”.
Al TG regionale siciliano, qualche settimana fa il giornalista Gianluca Mavaro ha raccontato come si producono le “storiche” caramelle. Si comincia con la bollitura dello zucchero a cui si aggiunge l’estratto di carrube; si ottiene una massa incandescente che viene poi “stirata”, raffreddata e asciugata. Poi il composto di zucchero ed estratto di carrube viene guidato nell’apposita macchina modellatrice che consegnerà le caramelle nella tipica forma di quadratini, pronte per essere incartate.
Antonino Terranova, mastro caramellaio di quarta generazione, grazie alla sua esperienza riesce subito a riconoscere (e a scartare) le caramelle difettose tra centinaia: quelle più alte, quelle troppo basse, quelle con qualche bolla.
Il figlio Giacomo nella fabbrica ci è cresciuto: “Avevo otto anni quando ho cominciato a venire a bottega alternando scuola e lavoro. Praticamente sono nato sui pacchi di zucchero. Ma mi aggiorno sempre perché mi piace l’idea che il nostro modello di azienda sia esportabile anche fuori dalla Sicilia, per raccontare che quest’isola è anche altro”.
Al microfono di Gianluca Mavaro, Giacomo Terranova ha voluto sottolineare che, ai tanti ragazzi, alle scolaresche che vengono spesso a visitare la sua azienda, ci tiene a insegnare che si può vivere del proprio lavoro, si può vivere onestamente, anche in un contesto complicato come un quartiere del centro storico di Palermo.
“Ognuno dovrebbe fare con passione, anima e cuore ciò che sa fare meglio – affermano con orgoglio i Terranova – abbiamo deciso di esternalizzare alcune cose ma ci sono dei punti fermi dai quali non possiamo prescindere: cerchiamo di reperire quante più materie prime in Sicilia perché stare in questa terra è per noi motivo di orgoglio. Le nostre caramelle sono fatte con tre soli ingredienti: sciroppo di glucosio, zucchero e concentrato di frutta”.
Il riconoscimento delle proprietà terapeutiche di questo tipo particolare di caramelle è arrivato qualche tempo fa dall’Università di Palermo che le ha certificate come “prodotto nutraceutico”, capace cioè di concorrere a lenire qualche malanno, in questo caso tosse e mal di gola.
Proprietà già riconosciuta nel secolo scorso dalla nonna della scrivente: poiché nonna Antonina abitava in un paesino sperduto dell’entroterra siciliano, le ‘caramelle carruba’, in grado di alleviarle la tosse, erano l’unica cosa che desiderava che mio padre le portasse da Palermo…
Oggi la produzione dell’azienda Terranova si è arricchita di altri prodotti dolciari di qualità: vanno forte, ad esempio, le caramelle allo zenzero e al fico d’India. Ma, come più di cento anni fa, le caramelle alla carruba, con l’inconfondibile marchio di fabbrica e le carrube disegnate nell’involucro, sono ancora le più richieste.
E si esportano in tutta Italia e anche in Europa.
Maria D’Asaro

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