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Cambiamenti climatici e bambini senza futuro

di | 2026-06-28T01:38:11+02:00 28-6-2026 0:05|Attualità, Sezione 2|0 Commenti

MILANO – Sono indubbiamente di forte impatto le immagini o i filmati di bambini malnutriti e sofferenti degli spot della cosiddetta pubblicità progresso, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica in difesa di diritti quotidianamente negati, soprattutto nel Sud del mondo. Basti solo citare una didascalia per tutte “Ogni bambino ha diritto ad avere dei sogni”, il cui testo rimarca il messaggio; tuttavia occorrerebbe che si andasse ben oltre la tenerezza e l’amore che tutto questo suscita nell’immediato e pensare finalmente ad un mondo diverso. All’elenco – tante volte ripetuto – dei bisogni di base calpestati, quali cibo, cure mediche, istruzione e protezione da ogni forma di violenza, si è aggiunta un’altra drammatica urgenza, strettamente collegata al climate change.

Dall’ultimo rapporto Unicef del 16 giugno scorso sulle conseguenze dei cambiamenti climatici sull’infanzia si evince che quasi la metà dei bambini del mondo (circa 1,1 miliardi) è colpita da almeno tre disastri climatici, che minacciano la loro salute, istruzione e sopravvivenza. Il documento parte dall’esame delle otto minacce climatiche più frequenti: inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali per rilevare che oltre 296 milioni di bambini sono esposti, nello stesso momento, alla combinazione di più rischi climatici con l’inevitabile conseguenza che questi, se sovrapposti, producono una devastante somma di effetti negativi.

Va ricordato che, specialmente nei primi anni di vita, i bambini hanno un metabolismo veloce, un sistema immunitario e organi non ancora pienamente sviluppati, oltre ad una maggiore vulnerabilità alle ferite, allo stress ed alle malattie legate all’acqua contaminata e alla mancanza di igiene. L’Unicef definisce questa vulnerabilità infantile, focalizzando l’attenzione su sei punti critici: salute, nutrizione, acqua, istruzione, protezione e sicurezza sociale. Nel 2024, gli eventi climatici negativi e devastanti hanno interrotto l’istruzione di almeno 242 milioni di studenti in 85 Paesi, uniti poi alla mancanza di servizi idrici e igienici adeguati hanno esposto i minori a malattie letali come il colera. Tristemente va evidenziato che, quando un’inondazione distrugge una scuola o una clinica, non interrompe solo un servizio, piuttosto spegne un futuro.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i Paesi ad alto reddito non sono esenti da tali catastrofi; anche i dati relativi all’Italia non lasciano ben sperare: il 92,89% dei bambini italiani è esposto ad almeno un pericolo climatico. La minaccia più pressante è rappresentata dalle ondate di calore, che colpiscono quasi l’83% dei minori, seguita dalla siccità (73,24%), un fattore di rischio considerato elevato per il nostro territorio. Gli studi condotti da Save the Children sottolineano, infine, come sul piano sociale il ciclo del riscaldamento globale contribuisca a sua volta a surriscaldare il circolo vizioso delle povertà.

Oltre ai pericoli climatici più frequenti, tutte le ricerche scientifiche insistono inoltre sull’esposizione dei bambini all’inquinamento atmosferico e alla malaria. I dati attestano che l’inquinamento atmosferico colpisce quasi tutti i bambini a livello globale, mentre un miliardo è esposto alla malaria, aggiungendo un ulteriore livello di pericolo per le loro giovani vite. Sempre in Italia il 91,98% è esposto all’inquinamento atmosferico.

Occorrono pertanto interventi urgenti e scelte politiche responsabili e comuni per ridurre le emissioni di gas serra ed impedire che i rischi climatici diventino più frequenti e gravi. Adempiere agli impegni internazionali già esistenti da parte dei governi non è solo un obbligo legale, ma più che mai è divenuto un imperativo morale.

Adele Reale

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