//Cambia nuovamente l’esame di maturità

Cambia nuovamente l’esame di maturità

di | 2025-09-07T01:32:35+02:00 7-9-2025 1:00|Punto e Virgola|0 Commenti

Non più esame di Stato, ma maturità. Rispolverando un’antica dizione ed estendendola a tutti gli indirizzi scolastici. Il momento conclusivo (il più atteso, il più temuto) degli studi superiori cambia nuovamente faccia con una serie di novità sulle quali è ancora troppo prematuro esprimere opinioni. La speranza è che la nuova formula abbia la possibilità di attecchire e di stabilizzarsi, senza continui interventi di restyling che creano solo difficoltà. Magari sarà necessario qualche piccolo aggiustamento, magari bisognerà rimodulare qualche passaggio per rendere la struttura meno macchinosa, ma senza stravolgimenti o cambiamenti sostanziali. Intanto, vale la pena entrare più nel dettaglio per comprendere meglio la portata delle innovazioni.

La prova orale verterà su quattro materie scelte ogni anno a gennaio, gli scritti restano due: tema di italiano per tutti e secondo elaborato specifico per ogni tipologia di orientamento. Sarà vietato fare “scena muta” (come invece è accaduto recentemente in diversi casi). Il candidato sarà, infatti, escluso dall’esame se si rifiutasse “deliberatamente di discutere le tematiche o di rispondere alle domande poste dalla commissione esaminatrice, adottando un comportamento volto a compromettere lo svolgimento e l’esito della prova stessa”. E quindi chi sceglie volontariamente il silenzio, sarà bocciato. Diminuisce da 7 a 5 il numero dei componenti della commissione: il presidente, due membri esterni e due interni (uno per ciascuna delle due classi abbinate). Per loro è prevista una formazione specifica.

Un ruolo “fondamentale” verrà dato alla valutazione complessiva della persona. Si valuteranno, quindi, “non soltanto le competenze, le conoscenze, le abilità acquisite, ma anche il grado di autonomia, di responsabilità”. E verranno prese in considerazione le attività “connesse con il percorso scolastico”, come quelle sportive, culturali e azioni “particolarmente meritevoli che abbiano evidenziato senso di responsabilità e impegno da parte dello studente”, anche extrascolastiche. La commissione, nell’assegnare il punteggio finale al candidato, potrà anche integrare “motivatamente” la valutazione con un massimo di tre punti per chi raggiunge un massimo di 97 punti, così come avviene all’esame di laurea.

Gli studenti che vorranno cambiare indirizzo dovranno superare un esame integrativo prima dell’avvio delle attività didattiche, mentre nel primo biennio potranno beneficiare di interventi mirati di sostegno. Tra le altre misure nel decreto, l’elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, per gli studenti che riportano almeno sei in condotta, sarà oggetto di integrazione dello scrutinio finale. I percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (Pcto) vengono ridefiniti come “Formazione scuola-lavoro”. E per quanto riguarda la filiera tecnologico-professionale, il cosiddetto 4+2, da sperimentale diventa ordinamentale. Infine le gite scolastiche saranno più sicure, attraverso l’utilizzazione di  “mezzi di trasporto moderni che possano garantire la più ampia efficacia”.

Una novità importante, che non c’entra con la maturità, riguarda il divieto dell’uso del cellulare in classe. Le scuole si stanno attrezzando per gestire al meglio lo stop e i relativi provvedimenti disciplinari. “Le sanzioni devono rispettare il principio di gradualità – spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi -. Una censura orale, un rimprovero scritto, fino alla nota e alla sospensione. Ma non sono esclusi altri provvedimenti, a seconda di ciò che decide l’Istituto”. “Nella stragrande maggioranza dei casi – conclude Giannelli – l’unica possibilità sarà far tenere i telefoni negli zainetti, non utilizzarli e quindi se qualcuno poi venisse visto col cellulare in mano incorrerebbe nella infrazione prevista dal regolamento adottato dal proprio istituto”.

Ma cosa ne pensano i diretti interessati? Un sondaggio a caldo effettuato dal portale Skuola.net informa che il 51% degli studenti – dei circa 500 raggiunti – promuove la nuova formula dell’esame di Stato; solo il 26% resta fedele al modello tradizionale, mentre per 1 su 4 il cambiamento potrebbe essere quasi impercettibile. Tra gli elementi più apprezzati, spicca sicuramente la nuova configurazione del colloquio orale, che raccoglie il consenso di una netta maggioranza. La bocciatura per chi si rifiuti volontariamente di sostenere l’interrogazione viene ritenuta corretta dal 71% dei giovani, mentre un terzo si dichiara contrario. Secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la prova diventerà più “serena” e verrà affrontata con meno preoccupazioni. Si vedrà.

Per tutti, comunque, qualunque sia il tipo di esame da affrontare, resteranno i tormenti e le preoccupazioni, mirabilmente cantati da Antonello Venditti. E per tutti la maturità rimarrà per sempre nel cuore.

Buona domenica.

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