PALERMO – Per i più piccoli non dovranno assolutamente esserci smartphone nella calza della Befana: lo chiede la Società Italiana di Pediatria (SIP) che, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente, il 19 novembre scorso ha presentato in Senato i dati aggiornati e le raccomandazioni basilari riguardo al tema “Il bambino digitale”.
L’iniziativa, promossa dal senatore Marco Meloni, ha riunito istituzioni, pediatri, psicologi, rappresentanti dei media e delle piattaforme digitali per riflettere su opportunità e rischi per i minori nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale.
Dopo le precedenti raccomandazioni del 2018 e del 2019, la Società italiana di Pediatria ha condotto una nuova revisione sistematica della letteratura internazionale, analizzando oltre 6.800 studi, di cui 78 inclusi nell’analisi finale. Il lavoro ha aggiornato le evidenze sugli effetti di smartphone, tablet, videogiochi, social media sulla salute fisica, cognitiva, mentale e relazionale dei minori.

Rino Agostiniani, pediatra
Il tempo passato dai minori davanti a uno schermo digitale è raddoppiato rispetto ai livelli pandemici, con conseguenze enormi sulla salute fisica e mentale dei ragazzi: “L’esperienza della pandemia da Covid-19 ha aumentato in modo significativo l’esposizione dei minori agli schermi – ha spiegato il dottor Rino Agostiniani, presidente della SIP – con un tempo medio giornaliero cresciuto di 4 o 6 ore, raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemici. Questo cambiamento ha reso ancora più necessario un aggiornamento delle precedenti raccomandazioni. Le modalità con la quale i bambini si rapportano con il mondo digitale è forse una delle prime domande che porrei nei bilanci di salute…”.
Infatti il rapporto sempre maggiore e sempre più in anticipo tra bambini e digitale non riguarda solo l’aspetto educativo: “Il rischio di sovrappeso, obesità e persino un maggiore rischio di malattie cardiovascolari si correla a un’esposizione precoce ai dispositivi digitali – ha affermato la dottoressa Elena Bozzola, coordinatrice della commissione Dipartimento Digitale della SIP – L’esposizione precoce si può associare anche a disturbi del linguaggio, a una minore capacità di attenzione e a una ridotta autoregolazione emotiva da parte del minore. Infatti la struttura cerebrale dei bambini si modifica quando c’è un’eccessiva esposizione ai media device”.

La dottoressa Elena Bozzola
L’uso anticipato dei dispositivi digitali causa anche disturbi alla vista, al sonno e rischi legati al cyberbullismo. Gli studi scientifici dimostrano che 30 minuti in più al giorno di uso dei dispositivi digitali possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio nei bambini sotto i 2 anni; ogni ora aggiuntiva di schermi riduce il sonno di circa 15 minuti nei bambini tra 3 e 5 anni; inoltre oltre 50 minuti al giorno davanti a dispositivi si associano a un maggior rischio di ipertensione pediatrica. E già tra i 3 e i 6 anni si può manifestare il rischio di sovrappeso.
“Bisogna rinviare l’accesso autonomo a Internet e l’età del primo smartphone almeno ai 13 anni, con la consapevolezza che ogni anno guadagnato senza digitale è un investimento sulla salute mentale, emotiva, cognitiva e relazionale – ha sottolineato ancora il dottore Agostiniani – L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità e crescita: il cervello continua a formarsi e a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva. Dobbiamo restituire ai bambini tempo per annoiarsi, per muoversi, per giocare e per dormire. La presenza e l’esempio degli adulti restano la prima forma di prevenzione digitale. Un passaggio veramente chiave è quello della realizzazione di un percorso legislativo-istituzionale che segua e appoggi le indicazioni presenti oggi negli studi della letteratura internazionale pediatrica.”
Visionabili qui le schede di approfondimento; le raccomandazioni delineano quindi un percorso educativo condiviso per famiglie, scuole e professionisti, per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato e rispettoso dei tempi di sviluppo.
Si raccomanda, come già evidenziato, di evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni; di ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti per legge; di evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire: purtroppo circa l’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, cosa che favorisce la deprivazione cronica di sonno.
Si consiglia inoltre di incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo e di mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età. È importante inoltre promuovere a scuola l’educazione digitale consapevole, mentre i pediatri dovrebbero valutare regolarmente le abitudini digitali dei bambini e fornire consulenza preventiva alle famiglie.
Sono infine confermate le raccomandazioni già emanate nel 2018: niente dispositivi sotto i due anni, limitarli a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a meno di due ore dopo i 5 anni, sotto il controllo dell’adulto.
Tra una sortita nei social e un gioco on line, i genitori troveranno il tempo di leggere (e meditare) queste raccomandazioni?
Maria D’Asaro

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