ROMA – L’inizio del mese di agosto coincide con le settimane più calde e afose dell’estate e chi ha un amico a quattro zampe in casa sa bene come questo periodo possa corrispondere, spesso e “non volentieri”, al momento di massima proliferazione della malassezia. Ma cos’è, di preciso, questo fungo dal misterioso odore di popcorn? Quali sono le sue cause scatenanti? Scopriamole insieme e, al contempo, sfatiamo qualche mito sul più acerrimo nemico dei cani in estate.

Golden Retriever, cane tra i bersagli ideali della Malassezia
La “Malassezia pachydermatis” è un lievito innocuo che vive sulla pelle e nelle orecchie dei cani. Diventa un problema quando l’ecosistema cutaneo dell’animale si altera e, spesso, le allergie stagionali o ambientali, che indeboliscono la protezione della cute, sono quella chance che il fungo coglie per proliferare ancora di più. Dopotutto, l’infezione si sviluppa solamente quando le difese del cane si indeboliscono (per colpa del caldo, dell’umidità o delle allergie). Inoltre, se dopo il bagno non si asciuga bene il proprio cane, lasciando umidi sia il condotto uditivo che gli spazi interdigitali, la scorretta asciugatura della pelle potrebbe essere un vero e proprio fattore scatenante della malassezia.

Labrador con prurito causato dalla Malassezia
Per questa ragione, i veterinari suggeriscono di usare asciugamani in microfibra da far passare tra i polpastrelli, prestando attenzione anche alle pliche cutanee per azzerare il cosiddetto “effetto serra”. In estate, infatti, l’umidità e il sudore restano intrappolati all’interno delle pieghe e si crea, di conseguenza, un microclima caldo-umido ideale per la proliferazione di questo fungo estivo. L’idea che l’aria aperta e il sole estivo possano bastare per asciugare il cane è forse il più diffuso falso mito a riguardo. Il sole asciuga il pelo superficiale, ma lascia umidi sia il sottopelo che la pelle. È proprio quell’umidità nascosta, scaldata dal sole, a creare l’ambiente ideale per far proliferare la malassezia. Ecco perché l’uso di un phon a bassa temperatura o l’uso di un asciugamano risultano, soprattutto in estate, indispensabili.

Asciugamano e phon, in estate, sono essenziali
È chiaro, dunque, che sia proprio l’estate il periodo in cui si crea l’ambiente perfetto, tra le pieghe della pelle e delle zampe del cane, per far crescere il lievito nemico numero uno degli amici a quattro zampe. Ed è così che, con estrema insistenza, i cani iniziano a leccarsi i polpastrelli e a grattarsi le orecchie, che si riempiono di cerume scuro. La pelle, invece, inizialmente potrebbe apparire rossa e untuosa, per poi diventare spessa, ruvida e nera. I padroni potrebbero addirittura sentire un forte odore che, più volte, è stato descritto come un qualcosa che ricorda il burro rancido, l’odore di formaggio o di vecchi popcorn. Ma quali sono le razze più a rischio in estate? A dir la verità, la Malassezia può colpire ogni cane, ma alcuni vengono definiti come “bersagli ideali”.

I bersagli ideali della Malassezia
Cani brachicefali come Bulldog, Carlini o Shar Pei, a causa delle loro numerose pieghe cutanee, appartengono alla prima categoria. La seconda è quella che accende i riflettori su Cocker Spaniel, Cavalier King e Basset Hound, famosi per le loro orecchie lunghe e pendenti, che non consentono una buona ventilazione. L’acqua che entra nelle loro orecchie, dopo una nuotata al mare, non riesce ad evaporare e il condotto auricolare si trasforma in una vera e propria incubatrice per le otiti causate da malassezia.
Infine, la terza categoria raggruppa i cani per la loro genetica, affiancando Labrador e Golden Retriever, Pastori Tedeschi e Boxer: tutti predisposti ad allergie alimentari e dermatiti atopiche. Grattandosi, i cani rompono la barriera protettiva della cute che produce sebo e, dato che la Malassezia ne va ghiotta, quest’ultima si moltiplica con estrema facilità.

Hotspot causato da allergia alimentare
Ma come viene diagnosticata la malassezia? In linea di principio, la diagnosi avviene tramite un esame citologico con tampone auricolare, utile per vedere i lieviti al microscopio. La cosa fondamentale, però, è comprendere la causa scatenante, solitamente riconducibile alla dieta o a possibili allergie. Si tratta, infatti, di una malattia secondaria e, finchè non si scopre e si cura la causa primaria, il problema si potrebbe ripresentare.

“Malassezia pachydermatis” al microscopio
Quel che è certo è che, sebbene sia una credenza abbastanza diffusa, la malassezia non è assolutamente contagiosa né per gli animali né per l’uomo. Come è un falso mito il pensiero che il cane possa avere la Malassezia perché, magari, è sporco. L’igiene non c’entra. Anzi, lavaggi troppo frequenti possono alterare il ph naturale della pelle, distruggendo la barriera cutanea protettiva. E no, l’aceto di mele diluito con acqua non aiuterà a fare miracoli. Questo è l’ennesimo falso mito che gira in rete e che provocherebbe, unicamente, un forte bruciore e un possibile peggioramento dell’infezione. Può essere d’aiuto, invece, l’integrazione alimentare con acidi grassi omega-3 e omega-6 (per rinforzare la pelle), l’utilizzo di uno shampoo curativo per far guarire le lesioni sulla pelle oppure, per quanto riguarda lo sviluppo del fungo nelle orecchie, l’impiego di gocce auricolari, da massaggiare alla base dell’orecchio, utili per rimuovere il cerume tramite il solo ausilio di una garza morbida.

Pulizia auricolare con garza morbida
È sempre meglio seguire i consigli degli esperti. Riconoscere, per tempo, i segnali del più temuto nemico estivo dei cani e agire d’anticipo, con la giusta prevenzione, sono i regali più grandi che si possano fare al proprio amico a quattro zampe. Agosto è iniziato. È giusto godersi le vacanze, ma è anche doveroso tutelare chi si fida ciecamente di noi. In fin dei conti, l’estate è per tutti e tutti meritano di viverla nel modo più sereno e sicuro possibile.
Alice Luceri
Nell’immagine di copertina, l’estate è un momento di relax anche per gli amici a quattro zampe: un cane è felice se la sua salute è salvaguardata

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