PERUGIA – I miliardari crescono, beati loro: quest’anno sono aumentati di quattrocento unità. Chi lo dice? La rivista “Forbes”, che, come tutti gli anni offre i numeri dei ricconi (sono arrivati a 3.428 unità: dei poveri che sono miliardi non se ne parla), i loro nomi e le loro sostanze. Indovinate chi guida la classifica: sempre lui, ancora lui, Elon Musk, il fondatore di Tesla e Space X) il suo “tesoro” assomma a 838 miliardi (sì, avete letto bene: miliardi) di dollari. Nella “top five” figurano pure il proprietario di Oracle, Larry Ellison; il capo di Amazon, Jeff Bezos; il big di Mèta Mark Zekenberg e il francese Bernard Arnaud, che controlla LWMM. Gli USA mettono in campo 989 “pascià”; seguono la Cina (610) e l’India (229), cioè i due stati con il maggior numero di abitanti ed in continuo sviluppo economico-finanziario.

Elon Musk
L’Italia è presente in classifica con 23 magnati. Quattro di loro rientrano tra i primi cento: Giancarlo Devasini della Theter (22esimo posto, con 89,3 miliardi di dollari); Giovanni Ferrero della fabbrica dolciaria (41esimo, 48,8 miliardi di dollari); Andrea Pignataro (46esimo, 42 miliardi di dollari); Paolo Ardoino della Theter (53esimo, 38 miliardi di dollari). Più in basso troviamo Donald Trump con 6,5 miliardi di dollari e poco più sotto (sopra la 800esima posizione) il “re del cachemire” Brunello Cucinelli (della piccola Umbria) con 3,7 miliardi di dollari.

Brunello Cucinelli
Più difficile sapere chi sia stato il più ricco di tutti i tempi. Molti studiosi offrono la “corona” all’imperatore del Mali, Mansa Musa I (1280-1337), che possedeva immense riserve d’oro. Durante un suo viaggio alla Mecca pare abbia regalato così tanto oro agli egiziani da causare una inflazione durata per tre anni! Altri sostengono che sia stato Ottaviano Augusto, imperatore di Roma; altri ancora l’imperatore della Cina, Zhenzang. L’elenco contiene anche i nomi di Akbar il Grande (1502-1605), Re Salomone, la regina di Saba (Bilquis, di nome), il faraone Ramses II, che regnò sull’Egitto per quasi settant’anni e Cleopatra Tea Filopatore, ultimo faraone egiziano.
In lista pure Marco Licinio Crasso, triumviro con Giulio Cesare, arricchitosi con l’attività immobiliari, col commercio e con lo sfruttamento di miniere d’argento. Terribile la sua fine: battuto a Carre dai Parti del re Orode, gli fu versato in bocca (dopo essere stato ucciso) oro fuso. Uno sfregio agghiacciante, da barbari, ma che pure voleva dire qualcosa della sete di ricchezza del politico e generale romano.
Elio Clero Bertoldi

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