ROMA – Instancabili no, perché vedere l’opera Romeo e Giulietta, a dir poco eterna, musicata da Gounod, dalla sua grazia francese, non è cosa di tutti i giorni. Ma certo la terribile tragedia di questo amore giovanile, contro cui va ogni più piccola decisione di parenti e società, per scelta del grande Shakespeare, ci lascerà sempre colpiti senza rimedio.

Nino Machaidze, soprano, interpreta Juliette
Piccola ma forte creatura, Giulietta: non potevi tu accettare un destino così amaro e ti sei uccisa. Giovane Romeo, ti sei ucciso a tua volta, poco prima che la tua sposa riaprisse gli occhi dalla sua finta morte. Sono i momenti in cui ci si chiede se Dio esiste. Ma parliamo dell’opera “Roméo et Juliette” il cui libretto fu scritto da Jules Barbier e da Carré, mentre la musica sull’inimicizia tra le famiglie Capuleti e Montecchi venne realizzata da Gounod nel 1865, e rivista più volte.

Il tenore Vittorio Grigolo
Il ruolo di Juliette è stato ricoperto da Nino Machaidze, e da Vannina Santoni in due repliche, non felici per la potenza della voce, poco adatta alla giovinezza della protagonista. La parte tenorile di Roméo, perfettamente data al ben noto e valente Vittorio Grigolo, aveva come alternativa Duke Kim, dalla voce fortunatamente affine a quella del nostro Grigolo. Mercutio, amico carissimo di Romeo (Mihai Damian) subito ucciso da Tybald (ValerioBorgioni), si affiancava alla importante figura di Frère Laurent, e ad altre che la regìa di Luca de Fusco – moderata e sapiente – manteneva in un ambito privo fortunatamente di aspetti appariscenti e fuor di luogo.
Accettabili anche i costumi e le semplici scene di M.C.Malatesta, perché infatti l’intero dramma è talmente tremendo, da non ammettere altri elementi distraenti da esso.
Paola Pariset
Nell’immagine di copertina, il Teatro dell’Opera di Roma

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