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Abbazia di San Martino, pace e… birra

di | 2022-03-27T08:03:03+02:00 27-3-2022 6:00|Enogastronomia, Sezione 1|5 Comments

PALERMO – L’antica Abbazia benedettina di san Martino delle Scale si trova a pochi chilometri da Palermo, nel territorio del comune di Monreale, in una posizione suggestiva tra le falde di Monte Cuccio e Monte Caputo. Nel 1352 ebbe il suo primo abate, il beato Angelo Sinisio, che promosse le attività tipiche dei monaci benedettini: la coltivazione dei campi, quella delle erbe per la cura delle malattie e lo “scriptorium” per la riproduzione dei codici.

L’Abbazia costituì sino al 1800 un importante centro spirituale, economico e culturale del territorio; ma, a seguito delle leggi che dopo l’unità d’Italia sancirono la confisca dei beni ecclesiastici, nella seconda metà del 1800 ebbe un lento declino. Solo quasi cento anni dopo, nel 1946, il monastero raggiunse di nuovo il numero di monaci previsto dalle Costituzioni cassinesi e riprese le attività della comunità benedettina, quali l’insegnamento nel collegio monastico, l’allestimento di un laboratorio di restauro di libri, l’apertura al pubblico della ricostituita biblioteca e la vendita di prodotti tipici del monastero.

Nel 2009, con lo scopo di promuovere e valorizzare l’Abbazia con eventi culturali, visite guidate, organizzazione di concerti e manifestazioni musicali, nasce l’associazione “Hora Benedicta”, il cui presidente è l’Abate pro-tempore del monastero, oggi padre Vittorio Rizzone. Tra i soci dell’associazione, tutti volontari senza fine di lucro, alcuni sono appassionati di birre: uno, Maurizio Intravaia, è esperto in “home brewing”, l’arte di produrre la birra in casa.

A lui e ad altri soci amanti della birra artigianale è venuta allora un’idea: perché non creare una bevanda, partendo proprio dalle erbe officinali coltivate nell’orto del monastero e attrezzando un apposito laboratorio al suo interno? Nasce così la prima e unica birra d’Abbazia di tutta l’Italia Meridionale, prodotta con le spezie e le piante officinali dell’orto conventuale: la “Hora Benedicta Abbey Ale”, che al concorso nazionale per “Homebrewers” del 2011 vince il primo premio come miglior birra di Natale.

Per produrre e imbottigliare la “Hora Benedicta Abbey Ale”, nel 2012 l’associazione prende accordi con un’antica birreria siciliana di Vittoria (in provincia di Ragusa). Successivamente, dal 2011 al 2013 la birra viene migliorata, riducendo le spezie ed il grado alcolico. Galvanizzati dal successo, i soci pensano a una seconda birra, questa volta bionda, una Blond Ale. La ricetta definitiva è sperimentata in esclusiva in Abbazia; la realizzazione questa volta viene affidata a una giovane azienda in provincia di Messina.

Il chiostro del monastero

Ecco i nomi odierni delle due birre: la scura è la “Monastic Beer”, la bionda la “Blond Ale”. “Monastic Beer” ha colore caffè scuro, spuma nocciola non molto persistente; intense e corroboranti note di caffè, caramello, liquirizia, spezie balsamiche; al palato giungono sapori tostati, amaro leggero, e una freschezza che non fa avvertire gli 8°.

L’organo dell’abbazia di San Martino delle Scale (foto Salvatore Ciambra)

Niente spezie nella “Blond Ale”, i cui ingredienti base sono i fiocchi d’avena, di orzo e frumento, il malto d’orzo, oltre ai luppoli e al lievito. La “Blond Ale” ha colore giallo oro, spuma fine, compatta e persistente; all’olfatto si sentono miele, pasticceria, agrumi, mandorla; in bocca è setosa, avvolgente, fresca, con note tostate, con una nota evidente di amaro.

Le birre sono acquistabili a san Martino delle Scale. Il ricavato serve per la manutenzione e il sostentamento del monastero. I soci non percepiscono alcun guadagno: il loro impegno è mosso dalla passione per la birra e dall’amore per l’Abbazia.

Benvenuti, dunque, a san Martino delle Scale, dove l’anima può meditare, i polmoni respirano e, se si vuole, ci si può dissetare con una buona birra.

Maria D’Asaro

 

Già docente e psicopedagogista, dal 2020 giornalista pubblicista. Cura il blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com. É autrice dei libri ‘Lettere a un bambino poi nato’ (Diogene Multimedia, BO, 2025) e ‘Una sedia nell’aldilà’.

5 Commenti

  1. Gabriella Antonini 21 gennaio 2023 at 18:09 - Reply

    E possibile l’acquisto delle birre on line….abito in Piemonte-

    • Nicola Savino 21 gennaio 2023 at 19:55 - Reply

      Non lo sappiamo: si rivolga al monastero

  2. Salvatore 11 febbraio 2023 at 20:33 - Reply

    Vedo spesso la loro cucina in TV e questi monaci sono fantastici.

  3. Tullio Navarra 18 settembre 2025 at 11:04 - Reply

    Gent.ma,
    con riferimento al suo articolo mi preme precisare quanto segue: Sono Tullio Navarra, unico ideatore, progettista e co-fondatore dell’Associazione Culturale Hora Benedicta che aveva già nel suo progetto (in embrione a far tempo dal 2006) come motore trainante di tutte le altre possibili attività collaterali quello di realizzare una birra di eccellenza all’interno del Monastero. Insieme al compianto Abate Don Salvatore Leonarda, che ci accolse, e a due amici, Massimo Galli e Giuseppe Bruno, fondammo il sodalizio. Accogliemmo subito alcuni nuovi soci ed iniziammo, su mio coordinamento, il Gruppo di Studio e Lavoro “Arte Brassicola nei Monasteri” che aveva proprio lo scopo di studiare e riprodurre ricette monastiche. Gli esperimenti si ripeterono con la successiva realizzazione di nuovi gruppi di studio e lavoro che sfociarono nella creazione di una birra di eccellenza che vinse un importante concorso birrario nazionale. Quindi proposi e condussi gli accordi con il birrificio Paul e Bricius di Vittoria che consentì ai Monaci, a costo ZERO, di cominciare a produrre la loro birra.

  4. Maria D'Asaro 5 ottobre 2025 at 21:31 - Reply

    Gent.mo Tullio Navarra.
    la ringrazio per le sue precisazioni a corredo dell’articolo.

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