MILANO – Prima che sia troppo tardi (Edizioni IlViandante, 2025) è l’ultimo romanzo della docente, poetessa, scrittrice e giornalista Alessandra Bucci. Tante le presentazioni, i riconoscimenti e le recensioni positive. Si tratta di un romanzo di formazione, molto intenso e avvincente che percorre un periodo storico che si snoda attraverso due secoli diversi tratteggiando storie intime e intricate ed esplorando i legami tra sorelle, attraverso tre coppie di gemelle: Isabella e Sofia, Luisa e Silvana, Aurora e Leila, ognuna intrappolata in scelte dolorose e assenze importanti. 
Isabella e Sofia sono “costrette a scelte laceranti, in un’Italia occupata e frammentata durante la Seconda guerra mondiale”; Luisa e Silvana sono “cresciute tra le rovine e i silenzi del dopoguerra”; infine, Aurora e Leila, “figlie del presente ma eredi inconsapevoli di una trama profonda, intricata, irrisolta. Tre coppie spezzate. Tre assenze. Tre dolori che cercano uno sbocco, uno scioglimento, una possibilità di verità”. Tre periodi diversi in cui le gemelle, appartenenti allo stesso albero genealogico, si trovano ad affrontare situazioni simili fatte di lacerazioni e incomprensioni a voler sottolineare come spesso le fratture familiari influenzano le generazioni successive.
Le protagoniste dei tempi attuali sono Aurora e Leila che non si parlano a causa di un grave evento del passato, ma che si ritroveranno in Abruzzo richiamate dall’amore per la nonna malata. La prima ad arrivare sarà proprio Aurora che scioglierà i nodi della sua famiglia ascoltando racconti dei tempi passati attraverso i ricordi di sua nonna. Ecco che così ispirandosi alla teoria delle “costellazioni familiari” di Bert Hellinger, l’autrice nella narrazione del romanzo ripercorre la storia di tre generazioni di gemelle riportando alla luce dolori rimossi e confessioni che esortano Aurora fare qualcosa di concreto perché non si ripetano gli stessi errori del passato.
Tra ricordi taciuti e rivelazioni sconvolgenti, scopre la storia di tre generazioni unite da amori proibiti e scelte fatali. Dalla guerra ai giorni nostri, la memoria di donne dimenticate riaffiora dalle labbra della nonna chiedendo ascolto. Un ascolto che si fa riflessione e commozione permettendo ad Aurora di comprendere che solo affrontando il trauma che l’ha divisa da Laila, la sorella gemella perduta, potrà interrompere il ciclo, facendo tesoro dell’esperienza delle sue antenate. Ed ecco che il titolo del romanzo appare come un monito per il lettore, una raccomandazione calda e accorata, un invito al perdono, alla riflessione e alla comprensione. Un invito ad andare oltre perché poi non sia troppo tardi per rimediare ad una situazione di conflitto e di dolore. Prima che sia troppo tardi è un autentico spaccato di vita quotidiana, un romanzo intenso e lirico, che intreccia passato e presente, psicologia e memoria in un racconto che via via si fa più indagatore arrivando ad attraversare la porta della stanza dei segreti di ciascuno dei protagonisti. 
Rivivere situazioni, ascoltare e ricomporre, permetterà di arrivare a trovare il bandolo della matassa liberando le prossime generazioni da un pesante fardello, quello che si è tramandato già da molte volte portando dubbi e sofferenza. È un romanzo che avvince il lettore fin dalle prime pagine e invoglia a proseguire avidamente nella lettura grazie alla bravura della Bucci di raccontare particolari, situazioni e dettagli. Sembra quasi che l’autrice voglia prendere per mano il lettore conducendolo nei luoghi della storia rendendolo partecipe di episodi storici documentati a cui fa cenno, come il racconto dei mesi dopo l’8 settembre 1943 lungo la “Linea Gustav” (per la zona abruzzese) che si estendeva dalla foce del Garigliano e fino ad Ortona.
Con rispetto dei luoghi e dei fatti Alessandra Bucci inquadra il periodo storico che ha visto una delle coppie di gemelle coinvolte negli avvenimenti e lo fa vivere nel cuore e nella mente del lettore perché le due donne siano le vere protagoniste di quello squarcio di tempo. La nonna permetterà ad Aurora di capire e di sentire nel proprio intimo la spinta per cambiare il destino che sembra accompagnarle da anni. Riuscirà a riabbracciare la sorella? Questo sarà il lettore a scoprirlo dopo aver vissuto le vicende di tutte le coppie di gemelle, così simili e così lontane nel tempo.
Alessandra Bucci con questo romanzo che rappresenta la sua tredicesima fatica letteraria, stupisce ancora una volta per la ricchezza di idee, l’originalità degli argomenti, la fluidità narrativa e la capacità di ricostruzione di ambienti e fatti storici lasciando al lettore il piacere della scoperta e della riflessione.
Margherita Bonfilio

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