di Diego Ambrosio-Mi trovai, in mezzo al cammin di nostra epoca, in una selva oscura fatta di schermi e voci artificiali, dove verità e menzogna si mescolavano come fumo nell’aria. Una guida, saggia e muta, mi prese per mano, e mi condusse verso un mondo sotterraneo.
I Cerchio – Gli Illusionisti del Potere
Scendemmo in una valle di nebbia tossica, dove vidi volti noti, scolpiti in poster elettorali, ora corrosi. Tra questi, un leader occidentale, famoso per le sue promesse di pace e libertà, ma artefice in segreto di accordi bellici.
Colpa: Ipocrisia politica e guerra sotto falso nome.
Pena: È costretto a tenere una penna in mano che firma senza sosta trattati che esplodono appena terminati. Ogni esplosione lo ferisce, ma non può mai smettere di firmare.
II Cerchio – I Cantanti del Vuoto
Camminammo poi verso una terra desolata dove si udivano bassi elettronici e versi gridati, ma privi d’anima. Qui stavano i cantanti e gli artisti che avevano venduto l’arte al mercato del facile successo.
Tra loro, uno, famoso per ostentare lusso e disprezzo, amato da milioni per i suoi video carichi di auto e champagne.
Colpa: Superbia e materialismo.
Pena: È intrappolato in una stanza di specchi dorati: ogni volta che cerca il proprio riflesso, trova solo il volto vuoto dei fan, che lo guardano con occhi spenti.
III Cerchio – Gli Dei della Rete
Infine giungemmo davanti a uno schermo gigantesco, che emetteva luci abbaglianti. Qui stavano influencer, CEO e creatori digitali che avevano costruito imperi sull’apparenza e sull’illusione della connessione.
Un’influencer, celebre per la sua “vita perfetta”, ora vagava nell’inferno.
Colpa: Superficialità.
Pena: Ogni volta che riesce a scattarsi una foto, essa si dissolve subito dopo, e il suo volto scompare un po’ di più. Alla fine resterà invisibile.
Conclusione
La mia guida mi condusse infine verso l’uscita, ma prima di lasciarmi disse:
“Questo è l’Inferno del tuo tempo,
dove i peccati non sono più di carne,
ma d’immagine, parola e silenzio.”
Mi svegliai allora, come da un sogno, ma ancora sentivo l’eco di quelle voci. E capii: l’Inferno moderno è già qui, quando dimentichiamo la coscienza per inseguire l’apparenza.
