Visitare la mostra “Mi Gaza es tu Gaza” presso il Mupa di Ginosa è stata un’esperienza affascinante e profondamente toccante, un viaggio necessario attraverso i video, le foto e i disegni realizzati dai bambini che vivono in quel contesto così difficile. L’esposizione riesce a creare un legame intimo tra l’osservatore e il vissuto di chi, nonostante tutto, cerca nell’arte un modo per narrare la propria realtà. Tra tutte le opere esposte, quella che mi ha colpito più profondamente è la fotografia di Fadi A. Thabet, un’immagine di una potenza emotiva travolgente. Al centro della composizione, una figura grida con tutta la forza che ha in corpo, circondata da mani che sollevano pentole vuote come se fossero richieste d’aiuto rivolte al cielo. È un’immagine che trasuda una disperazione palpabile, dove il contrasto tra i colori vivaci degli abiti e il grigiore del metallo vuoto sottolinea la drammatica urgenza dei bisogni primari. Quell’urlo a occhi chiusi non è solo il dolore di un singolo, ma il simbolo di una lotta quotidiana per la dignità e la sopravvivenza che non può lasciare indifferenti. Questa fotografia, più di ogni altra cosa, mi ha fatto sentire il peso di una sofferenza che le parole spesso non riescono a spiegare, ricordandomi quanto sia prezioso e fragile il concetto di “casa”.
Vincenzo Donno
Classe 3^ C
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