//UN INCONTRO PER MIGLIORARE INSIEME

UN INCONTRO PER MIGLIORARE INSIEME

di | 2026-02-04T18:39:28+01:00 4-2-2026 18:39|Alboscuole|0 Commenti

Il 2 febbraio 2026, noi alunni del plesso Calò-Deledda-Bosco abbiamo assistito a uno dei discorsi più significativi e veri sul tema del bullismo. A rendere tutto così reale sono state le testimonianze anonime, scritte su piccoli pezzi di carta, che ci hanno fatto scoprire cosa si provi davvero a essere vittima delle prese in giro. Tra quelle righe c’era il dolore di chi si sente escluso, di chi ha dovuto cambiare per compiacere gli altri e di chi veniva insultato solo perché considerato “troppo dolce” o gentile. Credo che molti dei ragazzi presenti abbiano colto il valore di queste parole, anche chi sembrava distratto, perché il bullismo è qualcosa che ci tocca da vicino ed è giusto che nessuno debba mai più sentirsi umiliato.

Un momento molto forte è stato quando ci è stato chiesto se qualcuno di noi si sentisse “normale”. Il fatto che nessuno abbia alzato la mano è stata una delle dimostrazioni più belle per la Dott.ssa, che ha così avuto la conferma di trovarsi in un ambiente sano, dove nessuno si sente superiore agli altri. Questo è stato d’esempio anche per me: molte volte mi è capitato di sentirmi “diversa”, pur non essendo esclusa, ma sapere che in fondo ci sentiamo tutti diversi mi ha fatto sentire meglio. Alla fine, ciò che ci rende belli sono proprio le nostre differenze!

La Dott.ssa ha poi approfondito il punto di vista dei bulli. Spesso si sentono protagonisti, i più forti o i più popolari, quando in realtà sono ragazzi fragili, che magari vivono situazioni difficili a casa o soffrono la solitudine. Ci ha insegnato che i bulli si giustificano spesso usando il verbo “scherzare”, ma lo scherzo è tale solo se avviene tra pari: non è uno scherzo se io mi diverto e tu soffri. In quel caso entra in gioco la prepotenza, che calpesta diritti fondamentali come la dignità e l’immagine personale. Questo accade soprattutto con il Cyberbullismo, dove una foto pubblicata sui social può creare uno scalpore terribile tra i coetanei. A questo proposito, abbiamo visto un video che ci ha colpito molto: un ragazzo nota un animaletto “strano” ma fantastico e, come farebbe chiunque di noi, si prepara a scattargli una foto per pubblicarla. Prima di farlo, però, inizia a immaginare il futuro di quella creatura: lui diventerebbe famoso, ma l’animale finirebbe stampato su magliette e cuscini, per poi essere rinchiuso in uno zoo solo perché considerato “ambiguo”. Così il ragazzo decide di eliminare la foto, lasciando vivere libera quella creatura. Il video è una metafora che ci insegna a pensare prima di agire, ricordandoci che siamo gli unici esseri al mondo in grado di immaginare, riflettere e, soprattutto, metterci nei panni degli altri.

Vorrei concludere con un invito che dovremmo rivolgerci ogni volta che stiamo per fare qualcosa: “Io, al suo posto, come mi sentirei?”.

Francesca Perrone

Classe 3^A