Della maestra Lorena Ciullo e gli alunni delle classi 2M, 4M, 1B, 1D, 2B, 2E, 3B, 3E, 4A, 4B, 4C, 4E e 5D
Se passeggiando per i corridoi del nostro Istituto in questi mesi avete avvertito un’aria diversa, fatta di sussurri su “Galeoni”, “Fontane magiche” e “bagagli al binario 9 e 3/4”, non siete stati vittime di un incantesimo. Avete semplicemente incrociato il cammino del progetto “Hogwarts nel Borgo”, un’esperienza che ha trasformato la didattica quotidiana in un’avventura straordinaria.
Ma cosa è successo davvero dietro le porte delle nostre classi? Oltre il libro di testo: imparare con stupore. Il valore di questo progetto non risiede solo nei bellissimi manufatti o negli esperimenti riusciti, ma nel metodo. Le colleghe e i bambini hanno trasformato il curricolo in un “dispositivo immersivo”. Le scienze non sono state solo studiate sui libri, ma vissute attraverso la luce del Sole che muove l’acqua e la forza invisibile dell’acqua che sostiene la vita. La matematica è diventata concreta nelle mani dei piccoli banchieri della Gringotts, impegnati a gestire cambi e monete (Falci e Galeoni) con un rigore che farebbe invidia a un vero ragioniere. L’arte e la manualità hanno preso forma nel DAS e nella pittura, dando vita a un borgo che è sintesi di creatività e precisione.
Una Scuola che “Fa Comunità”. Il vero miracolo, tuttavia, è stato vedere la continuità verticale in azione. Non è comune vedere i piccoli dell’Infanzia e i ragazzi della Primaria lavorare con un unico respiro, uniti da una narrazione comune. Le docenti hanno saputo “tessere” i saperi, dimostrando che la collegialità non è solo condivisione di spazi, ma creazione di una cultura scolastica unitaria.
Cittadini del Borgo, Cittadini del Mondo.
Ai bambini questo progetto ha lasciato una lezione preziosa: l’interdipendenza. Hanno capito che per far funzionare la “Sagra”, ogni ruolo è fondamentale. Dal cronista della Gazzetta del Profeta all’artigiano, dal banchiere alla guida: se manca un pezzo, il Borgo non vive. È questa la prima forma di Educazione Civica: sentirsi parte necessaria di un progetto collettivo.
In sintesi: a chi non ha partecipato, vogliamo dire che questo non è stato “solo un gioco”. È stata la dimostrazione che la scuola può essere un luogo dove il rigore scientifico incontra l’emozione, dove l’errore in un esperimento è solo un passo verso la scoperta e dove ogni bambino può trovare il proprio “ruolo magico” per brillare.
Un ringraziamento speciale va a tutte le docenti che hanno accettato la sfida della co-progettazione e a ogni singolo alunno: siete voi la vera magia dell’IC Via Soriso.
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