di Serena Duraccio- Le Sibille erano sacerdotesse che avevano il dono di fare profezie. Apollo si innamorò della Sibilla
Cumana e in cambio del suo amore le promise di esaudire i suoi desideri. La Sibilla, pur non ricambiando lo stesso sentimento, chiese l’immortalità, cioè di vivere “tanto quanto i granelli di sabbia” che aveva raccolto sulla spiaggia. Però, si dimenticò di chiedere di mantenere la giovinezza.
Così, col passare del tempo, la sua bellezza svanì e, invecchiando, diventò sempre più piccola,
fino ad essere come una larva. Apollo, per proteggerla, la mise in una gabbia e la Sibilla ci
rimase, facendo uscire solo la sua voce. Alle persone che chiedevano profezie, rispondeva
scrivendo sulle foglie, ma i messaggi erano di difficile comprensione. Per questo oggi
definiamo “sibillino” un messaggio poco chiaro.
