Giovedì 26 marzo 2026, presso il Liceo Scientifico A. Nifo di Sessa Aurunca, si è svolto un incontro formativo propedeutico alla visita didattica presso il centro Turtle Point di Portici, struttura specializzata alla salvaguardia e al recupero delle tartarughe marine.
Con Nicola Campomorto, esperto dell’associazione ELSA, abbiamo parlato e approfondito la conoscenza della principale specie di tartaruga marina che si trova lungo le nostre coste, la Caretta caretta, facilmente riconoscibile dal suo carapace marrone-rossiccio e da una testa molto grande rispetto al corpo.
Fin dalla nascita, le tartarughe affrontano, uscendo dalle uova, la loro prima sfida di sopravvivenza: tornare nell’acqua, una fase che mediamente solo un esemplare su cento di questi animali riesce a superare.
Tuttavia, se la Caretta caretta riesce ad arrivare con successo al mare, allora si avrà un fenomeno unico: la tartaruga immagazzina nel suo cervello le coordinate geomagnetiche del luogo dov’è nata, attraverso un processo chiamato Imprinting. Da quel momento trascorre alcuni anni della sua vita nelle zone alte dell’oceano, nutrendosi quasi esclusivamente di zooplancton. Questa è l’unica informazione che abbiamo di questa prima fase molto misteriosa della sua vita, definita infatti “periodo buio” dai biologi.
Una volta trascorso dunque il tempo necessario per crescere abbastanza, in modo da non esser più una preda facile per altri animali marini, la Caretta caretta inizia a cibarsi di piccoli crostacei e animali marini che si trovano in acque più profonde.
Raggiunta l’età compresa tra i 25 e 30 anni, la femmina decide di accoppiarsi, per poi ritornare sulla costa e seppellire nella sabbia le sue uova. Ogni esemplare può deporre fino a 200 uova, più volte in una stagione, in una buca scavata con le sue zampe posteriori; dispone poi di un meccanismo di difesa semplice ma geniale, ovvero una finta duna di sabbia che funge da finto nido.
Un fattore molto importante influenza le uova: la temperatura. Se le uova vengono poste in sabbia al di sotto dei 28,5°C, allora si avrà una maggiore probabilità di avere tartarughe maschi; se invece la temperatura è maggiore sarà più probabile la nascita di femmine.
Purtroppo, però, le tartarughe appena nate non conosceranno mai la loro madre, in quanto essa sarà già tornata alla sua normale vita, trascorrendo il resto della propria esistenza in giro per l’oceano in modo solitario.
Gagliardi Christian 2C, Liceo Scientifico A. Nifo
