La polvere del tempo non dovrebbe mai posarsi sugli scampoli di storia, soprattutto su una storia come quella della sartoria Curti che ha dato lustro ad una famiglia di artigiani e con loro ad un’intera comunità, quella di Fagnano Castello (Cs).
Una storia lunga quasi un secolo, cucita con arte e creatività e rifinita con passione ed esperienza; nata con Taddeo Curti e poi portata avanti dai figli, Sisina e Osvaldo; proseguita fino alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 2000.
A salvarla dall’oblìo, trasformandola in un museo, la volontà dei suoi figli e l’impegno dell’Associazione Culturale Leggiamoci su, già attiva sul territorio e la cui Presidente, Maria Francesca Magno, ieri ha accolto i bambini della Scuola dell’Infanzia.
La piccola uscita didattica in sartoria si è posta perfettamente in linea con la programmazione di quest’anno, che si è concentrata sugli antichi mestieri, partendo da quelli dei tempi di Gesù (nel periodo natalizio) per poi giungere ad un mestiere tipico del nostro paese.
Negli ultimi decenni del Novecento, infatti, molte erano soprattutto le giovani che svolgevano l’apprendistato da una delle sarte presenti a Fagnano, acquisendo un bagaglio di pratiche e competenze professionali; la sartoria Curti però fin da subito si era distinta, entrando a far parte della prestigiosa Accademia Nazionale dei Sartori, partecipando a diverse sfilate nazionali e internazionali e ottenendo numerosi riconoscimenti, il più importante dei quali il Gran Premio Forbici d’Oro, nel 1960.
Per i bambini delle tre sezioni della Scuola dell’Infanzia di Fagnano varcare la soglia della sartoria è stato un po’ come entrare in un mondo incantato, rimasto intatto nella sua quotidianità.
I bambini hanno qui potuto osservare gli strumenti dei sapienti artigiani: dalle macchine da cucire a pedale alle grandi forbici, dai vecchi scampoli di stoffa alle rocchette di filo, dagli antichi ferri da stiro a carbone all’usurato centimetro, dagli aghi ai gessi…
Tutto disposto con cura, a simulare il loro reale utilizzo in una normale giornata di lavoro in sartoria.
I bambini sono rimasti affascinati da tutto ciò; hanno posto domande sul nome e la funzione dei diversi oggetti, hanno chiesto di vedere il premio vinto; hanno osservato i vestiti ancora esposti sui manichini, hanno potuto scattare con i propri occhi delle istantanee di un passato che senza la riapertura del museo probabilmente non avrebbero potuto neanche immaginare.
Vivi ringraziamenti vanno a chi a vario titolo si è prodigato per la sua apertura ed a chi ci ha accompagnato nella visita.
[Articolo a cura della docente Antonella Quintieri, Scuola dell’Infanzia di Fagnano Castello, I. C. Fagnano Castello-Mongrassano]
