La passione e la razionalità, l’impulsività e la disciplina, il rischio e la coerenza. Questi sono un po’ tutti i dilemmi morali che ci poniamo quando siamo di fronte a una scelta che può essere tra la pizza o il sushi oppure tra il futuro più certo e quello che invece vorremmo. L’uomo ha da sempre cercato di esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte: che sia la poesia, la pittura, la scultura, ma quello che ci accomuna tutti è il conforto che proviamo nel sapere che c’è qualcuno che la pensa come noi.
La Medeiros e Kipling sono proprio questo: un conforto che fa da sfondo alle dure parole dette, la prima per chi ama sentire l’adrenalina scorrere nelle vene piuttosto che passare una vita nella culla del comfort, il secondo per chi vuole diligenza, autocontrollo e uno stile di vita sicuro.
La vera sfida è conciliare entrambi gli stili di vita senza impazzire. Sembra impossibile, vero? Eppure si può fare. Pensiamo ad esempio ad un giovane adolescente che sta aspettando la sua audizione nel mondo dell’età adulta: il consiglio che gli darebbero tutti sarebbe quello di trovare un lavoro stabile con un buono stipendio che gli porti benefici istantanei. Il ragazzo però ha un sogno, un grande sogno: diventare un cantante.
E allora che si fa?
“Non fare del sogno il tuo scopo” direbbe Kipling, e probabilmente ha ragione, è risaputo che i sogni più ambiziosi portano alle delusioni più dolorose. Eppure la Medeiros direbbe che vale la pena fare questo salto, purché non ci si pianga addosso se si fallisce passando subito al piano B.
E questo è l’equilibrio: saper mettere insieme i pezzi di tanti puzzle usando la giusta colla per tenerli insieme: la volontà e la determinazione. Bisogna che si impari a essere “Uomo” ma anche a saper tener vivo quel fanciullino che risiede in noi. Nella vita non si può sfuggire alle passioni né ai sentimenti quindi contrastarli è come chiedere a un pesce di non nuotare: ci ucciderebbe lentamente. Allo stesso tempo però si deve
“tener conto del dubbio”, quello persistente che ci chiede continuamente se abbiamo fatto la cosa giusta.
A parer mio la maggior parte delle persone segue la Medeiros quand’è un adolescente e Kipling quando entra nella vera e propria arena della vita. E in tutto questo caos il giudizio e le aspettative sono ciò che ci frenano dall’essere la perfetta moderazione tra la “passione” e la “misura”.
Chiunque pretende che noi siamo come “Se…” di Kipling senza eccezioni, andando avanti senza sosta come Stacanov: dovere e niente piacere. Il giudizio è dietro l’angolo e tutti sono pronti a mettere i puntini sulle “i”.
L’importante è essere noi stessi, solo allora potremmo dire di aver raggiunto l’equilibrio: gli obbiettivi sempre sott’occhio e allo stesso tempo vivere imparando a non piangersi addosso anche quando vediamo
“le cose per le quali hai dato la vita infrante”. L’importante non è essere sempre perfetti e impeccabili ma saper godersi il dono che è la vita senza limitarsi a stare passivamente al mondo.
Giulia Romano
Classe 3A Sc. Sec. I grado
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