a cura della classe III/E e della prof.ssa Rossana Parini – scuola Secondaria di I grado
E’ possibile scorgere il monumento ai caduti della frazione di Castelnuovo, volgendo lo sguardo a destra della facciata a capanna della maestosa chiesa parrocchiale, dedicata a San Girolamo. Si tratta di una struttura artistica discreta ed essenziale (composta da due muretti perpendicolari tra loro, una colonnina retrostante sormontata da un’esile croce e un altarino ricoperto da un bianco marmo) che ricorda che da questo paese partirono dei giovani ragazzi, richiamati per le due Guerre Mondiali, ventiquattro dei quali trovarono la morte sui fronti o in ospedali militari, a seguito di malattie infettive, polmonari, febbri, emorragie ed altre complicazioni: una lapide aderente al muretto più basso li nomina uno ad uno, mentre una bandiera con i colori dell’Italia sembra vegliare su di loro e custodirli nel loro riposo eterno.
Don Felice Balani, a servizio della parrocchia dal 1937 al 1991, ha narrato la storia del paese, attraverso racconti, aneddoti, ritratti di gente comune e personaggi di rilievo, in un libro prezioso dal titolo “Ricordi di un curato di campagna”; nel capitolo titolato “E’ scoppiata la guerra – Le prime partenze (1939)”, in cui raccoglie le lettere che giungevano in canonica dai soldati sparsi nei vari fronti di guerra, narra che il suo amico Benvenuto, che aveva combattuto sulle trincee dolomitiche nella guerra del ‘15/’18, e che aveva assistito alla morte di tanti suoi compagni, gli ripeteva con sofferenza:
– Signor curato, le tombe dei nostri soldati morti in guerra si trovano disperse sulle nevi delle Alpi, sul Sabotino, sul Grappa, sulle Tofane, o lungo le rive del Piave e dell’Isonzo, o sulle sabbie infuocate del deserto africano, lontane e abbandonate, senza un fiore, senza un palpito d’amore d’una persona amica. Dobbiamo costruire per loro un piccolo monumento per sentirli presenti e vicini al nostro cuore, dove potremo portare un fiore e innalzare una preghiera.
Il parroco ci informa che il monumento tanto desiderato, come lo vediamo noi oggi, non poté essere subito realizzato, ma che vide la luce e venne poi inaugurato domenica 18 Novembre 1979.
Tuttavia esisteva già un vecchio ricordo in marmo in onore dei caduti.
Se, infatti, si osserva con attenzione la facciata della piccola chiesa dedicata a San Girolamo, risalente all’anno 1594 (che è posizionata a pochi metri dall’attuale chiesa parrocchiale e che è stata la chiesa titolare del paese fino al 1961), si può distinguere una lapide, sulla destra della porta d’ingresso, che riporta incisi gli stessi nomi dei caduti delle due guerre che troviamo anche nel monumento sopra descritto.
Ma, andiamo per ordine, partendo dalla ricerca svolta presso la sezione di Assisi dell’Archivio di Stato, dove sono custoditi alcuni documenti (contenuti nella busta 638) che risalgono agli anni immediatamente successivi alla fine del 1° Conflitto Mondiale, i quali attestano che si era costituito un “Comitato per le onoranze ai caduti in Castelnuovo” con il compito di erigere un monumento marmoreo nel piccolo borgo. Detto Comitato chiedeva all’amministrazione comunale di allora il permesso di poter collocare una lapide, di cui si presentava il disegno, “in pubblico o nell’esterno della chiesa parrocchiale o in altro luogo”; si domandava anche “un sussidio per sopperire alle spese necessarie”. Con la promessa di informare tempestivamente della data dell’inaugurazione della lapide, affinché si intervenisse “a presenziare ed onorare la cerimonia”, conosciamo i nomi degli appartenenti al Comitato: Francesco Cavallucci (cassiere), Antonio Arcangeletti, Sante Bonamente, Emilio Mazzoli, Raniero Piccioni, e la data del 27 Luglio 1920.
A questa richiesta, il commissario prefettizio e il segretario comunale danno solerte risposta il successivo 31 Luglio con queste parole: “ Ritenendo che il Comune ha doverosamente accolto l’appello rivolto dai Comitati per le onoranze degli abitanti di Petrignano e Tordandrea ai propri caduti, delibera di contribuire con Lire 150 nella spesa per la lapide che verrà apposta sulla facciata della chiesa parrocchiale di Castelnuovo, in onore dei caduti di quella frazione”. (vedi foto nel pannello di raccolta delle immagini)
Il 18 Agosto 1920, il Commissario Prefettizio risponde al parroco don Giuseppe Cruciani, ribadendo la concessione di Lire 150 per la lapide ed esprimendo tuttavia “rammarico per non aver potuto in misura più adeguata concorrere”, ma anche “compiacimento per l’opera patriottica promossa in memoria di coloro che tutto offrirono per l’avvenire della Patria”. (vedi foto nel pannello di raccolta delle immagini)
Il parroco, anche a nome della popolazione, esprime “i dovuti ringraziamenti pel sussidio accordato quale concorso alle spese per la lapide marmorea di ricordo perenne dei caduti di qui per la Patria” in una successiva lettera del 23 Agosto 1920. (vedi foto nel pannello di raccolta delle immagini)
Il Comitato, il 19 Ottobre 1920, mette al corrente la Municipalità che il 24 Ottobre, alle 3 del pomeriggio, si sarebbe inaugurato il monumento ai caduti, pregando il Sindaco “di venire ad onorarci e presiedere la cerimonia”. (vedi foto nel pannello di raccolta delle immagini)
Non passano molti giorni che il Comitato scrive di nuovo al Sindaco domandando “che sia posta una lampada pubblica, sul muro della chiesa, di poche candele”, con chiara volontà di vedere illuminato il ricordo dei figli caduti anche al calare delle ombre serali. (vedi foto nel pannello di raccolta delle immagini)
Il Sindaco, il giorno 22 Ottobre 1920, autorizza l’impresa di illuminazione elettrica, rappresentata dall’ingegnere Giovan Battista Ubaldi, “a collocare una lampada di 10 candele presso la lapide ai caduti”, specificando che “la lampada suddetta sarà considerata alla stregua di quelle destinate alla pubblica illuminazione”. (vedi foto nel pannello di raccolta delle immagini)
Sempre in questa data, il Sindaco comunica al Comandante dei Regi Carabinieri “che domenica 24 corrente avrà luogo in Castelnuovo una cerimonia in onore dei caduti nella recente guerra”, pregandolo “di disporre un servizio di pubblica sicurezza”.
Non abbiamo informazioni sullo svolgimento della cerimonia, ma, con molta approssimazione alla realtà, possiamo immaginare una piazza gremita, la presenza dei famigliari dei poveri caduti, una folta rappresentanza dei reduci e dell’amministrazione comunale e la banda musicale che intona note struggenti, mentre si svela la lapide candida scolpita coi nomi dei poveri ragazzi di Castelnuovo.
Il signor Sante Mazzoli, detto Santino, memoria fotografica del suo paese, al quale ci siamo rivolti per essere aiutati nella nostra ricerca, frugando nel suo personale e ricco archivio fotografico, ha rinvenuto una vecchia foto, risalente agli anni 1939-1940, dalle tinte grigio-seppia, dove è stato immortalato il lavoro di alcuni operai che, sopra una impalcatura fatta di poche assi incrociate, ricostruiscono il muro della casa canonica, che era stata demolita perché ormai pericolante, poco dopo l’arrivo del nuovo parroco don Felice Balani. Tale muro si appoggiava alla chiesetta di San Girolamo, che costituiva in quel tempo la chiesa parrocchiale, come già detto, prima della edificazione della attuale chiesa dalle grandi strutture in cemento armato, che fu costruita a partire dall’Ottobre 1958, su progetto dell’architetto Giuseppe Meccoli, per essere inaugurata il 21 Ottobre 1961, dedicata anch’essa a San Girolamo.
Ebbene, osservando attentamente la foto, si scorge, sul fianco destro della facciata screpolata della chiesetta, una lapide di forma allungata con la parte alta smerigliata e sormontata da una lampada in ferro per illuminare le file dei nomi dei caduti. Si tratta certamente della prima lapide che venne realizzata per onorare i caduti della Grande Guerra, di cui abbiamo trovato la documentazione sopra riportata, nell’Archivio di Stato del nostro comune.
E’ certo che poi questa prima lapide venne staccata, ma non vi è ricordo di quando: Santino ci fa sapere che essa ha trovato spazio per anni, appoggiata a un muro, nel giardino della casa canonica, dove i ragazzini si ritrovavano per il catechismo e per giocare e divertirsi tra loro. Poi essa è scomparsa e non se ne è saputo più nulla.
A sostituire ed integrare quest’antica lastra, ne venne posta una nuova (ancora presente sulla stessa facciata, ma più in basso e incorniciata da un bordo di travertino), suddivisa in due parti: in alto campeggiano i nomi dei soldati della Grande Guerra, in basso i nomi dei soldati del 2° Conflitto Mondiale; chiude in fondo la data dell’affissione della lapide: 11-XI-1973.
Una foto in bianco e nero di proprietà di Santino ha immortalato la festa di inaugurazione, alla presenza degli alunni della scuola e di gente del paese lì convenuta: due grandi bandiere, con i colori della nostra Patria, incorniciano la nuova lapide e bambini ed adulti si sono assiepati per partecipare al grande evento.
Nel volume “I nostri morti” dello studioso assisiate Arnaldo Fortini, abbiamo rinvenuto le essenziali notizie sui soldati di Castelnuovo, travolti nelle atrocità della Grande Guerra.
Il maestro in pensione Fulvio Chiavoni, originario di Castelnuovo, rammenta che, durante la commemorazione annuale nel mese di Novembre, i nomi dei caduti vennero scanditi per decenni, con solennità e sincera commozione, dal maestro del luogo Domenico Angelini.
Il primo nome ricordato era quello di suo padre Ernesto Angelini (di Primo, classe 1889, caduto il 14 Novembre 1915 nel Trincerone delle Frasche con la Brigata Sassari).
Seguivano: Nazzareno Bartoccetti (di Francesco, classe 1889, morto di tifo il 21 Dicembre 1915, in ospedale);
Natale Bartoccetti (di Francesco, classe 1897, soldato del 1° Granatieri, morto il 27 Maggio 1917); Martino Barbanera (di Giuseppe, classe 1892, morto per enterite a Maschtrenk, in campo di prigionia, il 4 Marzo 1918);
Primo Bisogno (di Eugenio, classe 1890, soldato del 59° Fanteria, morto a Colbricon il 5 Agosto 1916); Natale Bonamente (di Gaetano, classe 1889, trombettiere del 3° Battaglione del 51° Fanteria. Aveva anche partecipato alla guerra in Libia. “Fu ferito al torace da un colpo di fucile: rimase nel campo fino al giorno successivo in cui venne raccolto e trasportato ad Agordo dove morì. Fu sepolto nel cimitero accanto alla chiesa del paese, dove una croce di legno ne ricorda il nome”); Marino Barbanera (di questo soldato, il cui nome è inciso sulla seconda lapide, non ci forniscono notizie né il Fortini, né il Santucci nel suo libro su Castelnuovo);
Ferdinando Falsinotti (di Vincenzo, classe 1880, soldato del 94° Fanteria, morto nell’ospedale da campo 231, per ferite d’arma da fuoco, il 14 Maggio 1917);
Marziale Falcinelli (di Francesco, classe 1886, morto per pleuro-polmonite nell’ospedale militare di Mantova il 20 Giugno 1918);
Clemente Ferracci (di Giovanni, classe 1883, soldato nel 6° Alpini, morto nell’ospedale di Pistoia il 31 Gennaio 1918);
Giovanni Giulietti (di Teodoro, classe 1892, soldato dell’85° Fanteria, disperso in combattimento nella primavera del 1917);
Andrea Loreti (di Giuseppe, classe 1899, morto l’11 Giugno 1918 “in conseguenza di una perniciosa apoplettica”);
Aiuto Paggi (di Antonio, classe 1890, del 129° Fanteria, morto nel Trentino il 13 Luglio 1916); Ottorino Malfetta (di Andrea, classe 1897, soldato del 6° Genio Ferrovieri, morto per polmonite doppia da influenza, nell’ospedale da campo N.79, il 16 Giugno 1919);
Ilario Malfetta (classe 1890, disperso, non citato dal Fortini);
Carlo Moretti Morettoni (di Giuseppe, classe 1889, della Brigata Sassari, morto nella trincea dei Razzi il 14 Novembre 1915);
Demetrio Mandarini (classe 1890, del 3° Bersaglieri, morto il 16 Novembre 1915);
Gaetano Marzi (di Francesco, classe 1875, morto nell’ospedale militare di riserva di S. Maria degli Angeli “per febbre infettiva intestinale con paralisi cardiaca”, il 19 Giugno 1918);
Fiorenzo Sirci (di Nazzareno, classe 1888, soldato del 123° Fanteria, morto sul Carso il 10 Novembre 1915);
Luigi Stoppini (di Raffaele, classe 1887, soldato del 40° Fanteria, morto per tubercolosi polmonare nel frenocomio di San Girolamo di Volterra, il 13 Aprile 1917).
Sulla sommità della rosea lapide, sono riportate queste solenni parole così scandite:
IL POPOLO
DI CASTELNUOVO DI ASSISI
CONSACRA
E TRAMANDA AI POSTERI
IL NOME
DEI PRODI ED INVITTI SUOI FIGLI
CADUTI
PER L’ITALIA PIU’ GRANDE NELLA GUERRA
1915-1918
Nella parte bassa della lapide campeggia la scritta:
CASTELNUOVO
ALLA GLORIA DEGLI ANTICHI EROI UNISCE IL RICORDO DEI SUOI FIGLI CADUTI NELLA GUERRA
1940-1945
Il nome di altri sei giovani soldati sono impressi nel marmo:
Brufani Pietro
Giulietti Romualdo
Mazzoli Primo Raspa
Balilla Tanara Aldo
Tordoni Armando
Di questi ultimi militari sappiamo che Pietro Brufani, classe 1914, muore per cause di guerra l’11 Agosto 1950;
Romualdo Giulietti, classe 1923, risulta disperso nel Montenegro;
Primo Mazzoli, classe 1906, era un carabinieri, appartenente alla Brigata partigiana “Garibaldi”, morì nel Monenegro il 3 Gennaio 1944;
Balilla Raspa, classe 1915, muore in Libia, nei pressi di Agedabia il 7 Febbraio 1941, da eroe; il parroco don Balani conservava alcune lettere trepidanti del soldato che scriveva ai genitori informandoli sul “clima torrido” e sulla “maledetta vita che si viveve sul fronte africano. “Il Balilla venne ferito all’addome, mentre con il suo automezzo trasportava truppe”; si era avvicinato ad alcuni soldati che chiedevano il pane e, impietosito, aveva versato sulle loro labbra alcune gocce di cognac; in quello, fu colpito da una pallottola all’addome. Morì due giorni dopo all’ospedale di Bengasi. La sua salma fu poi portata in Italia e deposta accanto ai suoi parenti al cimitero di Santa Maria degli Angeli. A lui è intitolata con affetto una via del paese;
Aldo Tanara, classe 1922, risulta disperso in guerra;
Armando Tordoni, classe 1921, risulta anch’egli disperso in guerra.
Don Felice Balani, sempre nel suo libro su Castelnuovo, appunta che 70 furono i soldati di Castelnuovo che combatterono sui vari fronti di guerra; di essi 20 patirono una lunga prigionia e 6 morirono sui campi di battaglia.
Lo stesso ci fa sapere che un vero e proprio monumento, anche se di semplice fattura, in pietra rossa del Subasio “perché nella sua durezza e nel suo colore meglio attestasse il sacrificio e il sangue versato”, venne infine realizzato “accanto alla chiesa, all’ombra del nuovo campanile (inaugurato il 17 Maggio 1979, festa del santo Patrono), accomunando i morti di tutte le guerre, per ricordare a tutti, specialmente ai giovani, il dovere compiuto, l’esempio da imitare. Perché il monumento ai caduti deve essere come un altare. I morti che onoriamo sono morti per tutti, non hanno chiesto nulla per sé, hanno amato la Patria, la famiglia, hanno onorato la nostra fede.”
Il monumento, su interessamento del parroco e del maresciallo Mazzoli, fu progettato dal geometra Giampaolo Giulietti e posto in opera dalla ditta edile di Alessio Malfetta.
La redazione del “Rubino”, da una ricerca tra i numeri della rivista mensile dell’anno 1979, ha rintracciato per noi un articolo dal titolo “A Castelnuovo inaugurato solennemente il monumento ai caduti”, corredato da due belle immagini in cui si distinguono, in mezzo a un tetto di ombrelli, a causa della giornata piovosa, il sindaco di Assisi cavalier Enzo Boccacci che taglia il nastro tricolore, dando inizio alla cerimonia; nell’altra è stato immortalato il monumento nelle sue semplici linee geometriche, impreziosite per l’occasione da fiori e bandiere.
Vi si dice che Domenica 18 Novembre 1979 “alle 10:30 circa, il corteo civile si è diretto in chiesa per assistere all’Eucarestia in suffragio dei Caduti”, dove era riunita “una folla attenta e commossa” che ha ascoltato l’omelia del parroco don Felice il quale “ha sottolineato l’importanza del recupero di alcuni alti valori alla coscienza delle giovani generazioni”; si continua seguendo i valletti e il gonfalone comunale, posizionati accanto al monumento, mentre le note delle chiarine scandiscono l’inno di Assisi; poi la gente ascolta il discorso del Sindaco che ripercorre “le tappe più significative del nostro risorgimento nazionale, sottolineando il grande valore e il sacrificio dei nostri soldati e invitando i giovani ad operare per la pace e per l’affermazione di quei valori che furono per molti lo scopo unico dell’esistenza”. “Mentre il sindaco, accompagnato da due vecchi combattenti, deponeva la corona di alloro, una tromba scandiva le note del silenzio fuori ordinanza”, a cui si aggiunge poi l’esibizione “della banda dei bambini e giovani del paese”.
Dalle foto originali a colori di quel giorno, notiamo la presenza in prima fila anche dell’assessore Pietro Profumi, che più avanti sarebbe stato eletto sindaco della città serafica, e di don Balani, con il basco scuro e gli occhiali di metallo, che seguono orgogliosi e commossi la cerimonia, sotto un tetto di ombrelli, per ripararsi dalla fitta pioggia.
All’inizio del nostro lavoro di indagine storica, pensavamo di dover porre la nostra attenzione e circoscrivere il nostro lavoro di ricerca su un solo monumento; strada facendo, però, la ricerca si è ampliata perché ci siamo dovuti occupare di ben tre ricordi marmorei, in un percorso un po’ accidentato, per la mancanza di tanti documenti necessari alla ricostruzione e testimoni diretti, ma sicuramente ricco di stimoli, domande, ipotesi a cui abbiamo cercato di rispondere, che alla fine ha ben ripagato la nostra curiosità e il nostro impegno.
Siamo certi che da ora in poi non passeremo più indifferenti davanti a questo e ad altri simili monumenti dedicati agli eroi di guerra, avendone appreso il significato e il valore che una intera comunità gli ha dedicato e continua ad attribuirgli nel tempo, affinché nessuno dimentichi mai la generosità dei nostri giovani caduti!
Bibliografia:
- Arnaldo Fortini, I nostri morti, Accademia Properziana del Subasio, Assisi 1923
- Felice Balani, Ricordi di un curato di campagna (Castelnuovo, 1937-1985), Assisi 1985 (entrambi stampati dalla Tipografia Porziuncola)
- Francesco Santucci, Castelnuovo d’Assisi, il castello- la gente-le chiese, La Comunità di Castelnuovo, Assisi 1994
Ringraziamo di cuore:
gli addetti dell’Archivio di Stato di Assisi per averci messo a disposizione i preziosi documenti per la nostra ricerca;
il signor Sante Mazzoli per averci fornito tutte le foto storiche relative alle lapidi, al monumento ai caduti e alle relative cerimonie;
la signora Maddalena Perticoni e il maestro Fulvio Chiavoni per i ricordi e le informazioni sul loro paese, emersi dalla lettura dei libri forniti e durante gli incontri;
al signor Luca Quaqquarini per averci ritrovato e donato l’articolo citato, del 1979, uscito sul mensile locale di informazione Il Rubino.
ISTITUTO COMPRENSIVO ASSISI 2
Scuola Secondaria di I grado “Galeazzo Alessi” Classe III E
Coordinazione del lavoro di ricerca e scrittura professoressa Rossana Parini Impostazione grafica professoressa Norma Avagliano
Coordinamento realizzazione plastico professor Giulio Cirillo
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