di Alessia Franzese, Sara Pagano, Ilaria Saggese- L’ho uccisa perché mi ha
lasciato…
Nella notte tra martedì e mercoledì
Alessio Tucci, un 18enne di Afragola in provincia di Napoli ha
confessato il femminicidio di Martina Carbonaro di soli 14 anni.
Ammette di averla uccisa poco dopo le 2:30. Lunedì Tucci e
Carbonaro si erano incontrati di fronte alla yogurteria. Lui l’aveva
convinta a spostarsi per parlare in una panchina poco distante.
Poco dopo avevano deciso di camminare verso lo stadio comunale.
Intorno alle 20:30 Carbonaro aveva ricevuto tre telefonate
ravvicinate dalla madre che le chiedeva se stesse tornando a casa.
L’ ultimo collegamento dello smartphone alla cella telefonica di
Afragola risale alle 21:07.Carbonaro è stata uccisa in un casolare
vicino allo stadio ed è stata colpita più volte alla testa con una pietra
.Il corpo della 14enne è stato poi trascinato sotto un mobile
ricoperto di detriti e spazzatura. Tucci le avrebbe preso lo
smartphone per cancellare tutte le chat e spegnerlo prima di tornare
a casa, dove si sarebbe cambiato i vestiti sporchi di sangue.
La violenza sulle donne è una delle pieghe più gravi e dolorose
delle nostra società .Come Martina, oggi troppe donne vengono
trattate come oggetti, private della loro dignità, della loro libertà e
talvolta anche della loro vita. Vivono nella paure soffocate dal
silenzio spesso incapaci di denunciare per timore di non essere
credute ,per vergogna, per il rischio di ritorsione . E’ un dolore
invisibile che si consuma tre le mura domestiche ,nei luoghi di
lavoro .Nessuna donna dovrebbe avere paura di amare o di essere
se stessa. Rompere il silenzio è un atto di coraggio ma anche un
dovere sociale. Solo riconoscendo e combattendo questa violenza
in tutte le sue forme potremo costruire un mondo davvero giusto è
umano.
