L’ipocondria è un disturbo in cui una persona interpreta piccoli sintomi o sensazioni normali del corpo come segnali di una malattia grave, e prova molta ansia e preoccupazione per la propria salute. Si manifesta attraverso una forte e continua attenzione verso il proprio corpo. Un piccolo fastidio, come un formicolio o un dolore passeggero, diventa fonte di grande preoccupazione che porta ad autoconvincersi di avere gravi malattie. Un altro comportamento tipico di una persona ipocondriaca è la ricerca ossessiva dei sintomi su internet che, piuttosto che aiutare il “presunto paziente” a fermare l’ansia la fa aumentare. Per quanto riguarda le visite mediche abbiamo due tipi di ipocondriaci: quelli che molto spesso si recano dal medico e quelli che non ci vanno mai per paura della diagnosi. L’ipocondria nasce spesso da un’ansia generale verso la salute. A volte deriva dall’aver vissuto malattie in famiglia, oppure da una grande paura della morte. Spesso, anche le notizie lette nei giornali o sentite sui social possono aumentare questa paura. L’ipocondria non è una mania, è un disturbo riconosciuto, che provoca situazioni di disagio e rende difficile vivere serenamente. Porta a chiedere costanti rassicurazioni alla famiglia e agli amici, rallenta lo studio o il lavoro e causa continuo stress. L’ipocondria può essere affrontata in diversi modi, ma il più efficace è sicuramente l’aiuto psicologico; è importante anche limitare le ricerche su internet e imparare a riconoscere quando i pensieri iniziano a prendere il sopravvento. Ad oggi si parla molto di ipocondria in quanto dopo il Covid le persone sono diventate molto più sensibili. Infine, si può dire che l’ipocondria è un disturbo che merita ascolto e comprensione, è importante non giudicare e informarsi in modo corretto, così da aiutare chi ne soffre a sentirsi meno solo.
